Archivio mensile:febbraio 2013

Nel segno di Cruz

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Il primo week end dell’asta Meeting art 654 è dominata da  Carlo Cruz Diez. Cruz (nella foto) è un grande artista venezuelano (nato a Caracas nel 1923, vive a Parigi). Appartiene alla storica scuola sudamericana che investiga i rapporti tra forme, colori, percezione ottico cinetica (come non citare, in questo contesto,  il trio delle meraviglie visive costituito da Le Parc-De Marco-Rossi o il grandissimo Jesus Rafael Soto). Il rapporto colore-movimento è colto da Cruz dopo aver studiato in particolare l’esperienza artistica di Seurat e Josef Albers. Cruz è uno dei capiscuola di una generazione di creativi e artisti che annovera figure del calibro di Vasarely, del gruppo N e T in Italia per non dimenticare Alviani o le esperienze al femminile di Dadamaino e Fernanda Vigo. Si tratta di autori capaci di superare i pregiudizi su materiali e tracciati visivi ragionando solo in funzione di una programmata reazione dello spettatore di fronte all’opera. Algoritmi visivi, equazioni del pensiero che seguono regole matematico-geometriche intrise di colore. Opere che hanno attirato l’interesse dell’industria e della ricerca scientifica. Gente come Cruz immaginava come avrebbero interagito i pc o gli iPad quando ancora Steve Jobs giocava a baseball con il papà nel giardino di casa. L’opera di Diez Cruz in asta alla Meeting è al lotto 110 e appartiene al ciclo delle Physichromie ovvero come recita il sito dell’artista “strutture pensate per rivelare certe circostanze e condizioni relativi al colore, cambiando secondo il movimento del visualizzatore e l’intensità della luce, e proiettando così nello spazio colori per creare una situazione di sottrazione o addizione ” .

Il ritorno di super Pippo

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No, non è di lui che voglio parlare (peraltro un mito)
ma di lui…
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PIPPO ORIANI
L’ultimo dei grandi futuristi, anzi, forse, il primo che ha colto la possibilità di rielaborare nell’età contemporanea i vagiti e la filosofia di quella pittura d’avanguardia. Figura unica per esperienza e creatività, ma anche per forte unicità di scelte: il futurismo aderiva al fascismo sia pure in modo critico, Oriani no. Oriani è alternativo al sistema.
E in asta alla Meeting Art nella tornata di domenica 2 marzo ecco apparire, come un baleno nel cielo questo . Questo lotto…
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205       PIPPO       ORIANI Torino 25/06/1909 – Roma 01/12/1972       Natura morta, 1933-35 encausto, graffito su cartone gessato cm. 30×45; firma in basso a destra, pubblicato sul Catalogo Generale delle       Opere di Oriani volume primo, testi di Giovanni Lista e Mariastella  Margozzi, Editoriale Giorgio Mondadori, pagina 117 repertorio FPO/MV566.
A seguire unascheda biografica
Pippo Oriani (Torino 1909 – Roma – 1972)

Altri lotti in fuga…

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Dopo il post di ieri prosegue il  monitoraggio (che sarà aggiornato) sulle prime due tornate d’asta.  E’ la volta della tornata di Domenica 3 marzo. Si considerano le oscillazioni di opere che avevano base d’asta: tra parentesi la base di partenza confermata e in neretto l’ultimo rilancio  . Avviso di servizio: i link sui nomi  non funzionano. Allego qui sotto logo catalogo con rimando a clic a pagina offerte della Meetingart .

copertina754

DOMENICA 3 marzo. ASTA 754.

PITTURA ICONICA

129 MARCO LODOLA Dorno (Pv) 04/04/1955
Balletto plastico, 2011
perspex + neon (luminosa da parete) cm. 104x69x12, firma, titolo e anno al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto, pubblicato sul catalogo della mostra “Lodola, elettricismo”, tenutasi presso la Galleria Armanda Gori Arte (PO) dal 2 dicembre 2011 al 31 gennaio 2012, pagina 9.                          (1000) 1300
134 MARK KOSTABI Los Angeles 1960
When will the blues leave?, 2008
olio su tela cm. 60×45, firma e anno in basso a sinistra, titolo, firma e anno al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.                          (1000) 1600
146 GIUSEPPE SANTOMASO Venezia 26/09/1907 – 24/05/1990
Senza titolo, 1945
tecnica mista su cartone cm. 43×33, firma e anno in alto a sinistra, opera registrata presso l’Archivio Giuseppe Santomaso a cura della Galleria Blu (MI) come da certificato allegato e archivio su foto.                                     (1500) 1600 
148 MARIO CEROLI Castelfrentano 1938
Senza titolo
collage di carte e matita su cartone cm. 40×35, firma in basso a destra, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.                                              (1000) 1200
148 MARIO CEROLI Castelfrentano 1938
Senza titolo
collage di carte e matita su cartone cm. 40×35, firma in basso a destra, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.                                              (3000) 3600
174 GUIDO PAJETTA Monza (Mi) 08/02/1898 – Milano 15/02/1987
La nascita di Venere, 1973-75
acrilico su tela cm. 70×100, firma e anni in basso a sinistra, pubblicato su “Guido Pajetta, catalogo generale ragionato dei dipinti”, volume secondo, 1964-1987, a cura di Enrico Crispolti, Edizioni Mazzotta, al numero 1975/78, pagina 1084 in bianco e nero, pagina 903 con tavola a colori.
Esposizioni: Guido Pajetta fra primo e secondo novecento, a cura di P. Biscottini, E. Crispolti, A. Negri, Serrone della Villa Reale, Monza, 26 ottobre 2003 6 gennaio 2004 (catalogo Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2003, tav. col., n. 83).
Bibliografia: E. Crispolti, guido Pajetta attraverso e oltre il novecento, Centro Diffusione Arte, Milano 2003, tav. col., n. 90.                                      (2500) 2700
175 RENATO MAMBOR Roma 04/12/1936
Dietro le spalle, 2002
olio e tecnica mista su cartone cm. 72×74, firma e anno in basso a destra, titolo e anno al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.                 (1000) 1300
179 FRANZ BORGHESE Roma 21/01/1941 – Roma 17/12/2005
Majakowskij, 1974
tecnica mista su cartone cm. 31×29, firma in basso a destra, titolo e anno in alto a destra, titolo, firma, timbro della Galleria Viotti (TO) al retro, dichiarazione d’autenticità e archivio a cura dello Studio Franz Borghese (MI) su foto.                     (1000) 1100
184 MARIO SCHIFANO Homs (Libia) 1934 – Roma 26/01/1998
Senza titolo, 1986
smalti e acrilici su tela cm. 70×70, firma e timbro della Dogana di Pontechiasso al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista e timbro della Galleria Ruggerini & Zonca (MI) su foto, Opera registrata presso l’Archivio della Fondazione Mario Schifano come da dichiarazione su foto.                                                    (2500) 3100
194 ARMAN Nizza 1928 – New York 22/10/2005
Violon Phènix, 2004
fusione in bronzo cm. 26x14x60, firma sulla base, esemplare 98/100 certificato a cura della Bugno Art Gallery (VE) allegato.                                                   (2000) 3000
195 RABARAMA Roma 1969
Genetica-mente, 2009
bronzo lucido XII/XXX cm. 56×41,5×31, esemplare 3/99 , firma e tiratura sul piede destro, opera registrata presso l’Archivio Rabarama a cura della Galleria Dante Vecchiato (PD) su foto.                                                     (3000) 3300
205 PIPPO ORIANI Torino 25/06/1909 – Roma 01/12/1972
Natura morta, 1933-35
encausto, graffito su cartone gessato cm. 30×45; firma in basso a destra, pubblicato sul Catalogo Generale delle Opere di Oriani volume primo, testi di Giovanni Lista e Mariastella Margozzi, Editoriale Giorgio Mondadori, pagina 117 repertorio(500) 800
206 FRANCESCO MUSANTE Genova 17/02/1950
La fantasia nasce dalla cascata della luna, 2004 tecnica mista su tavola cm. 60×20, firma in basso a destra, dichiarazione d’autenticità e archivio dell’artista su foto.(500) 600
210 WALTER LAZZARO Roma 05/12/1914 – Milano 03/03/1989
Silente colloquio, 1966
olio su masonite cm. 30×40, firma e anno in basso a destra, opera registrata presso l’Archivio Walter Lazzaro a cura della figlia Sandra su foto.    (1500) 1700
246 ALDO MONDINO Torino 04/10/1938 – 10/03/2005
Turcata
olio e applicazioni su linoleum cm. 40×40, firma e titolo al retro, opera registrata presso l’Archivio Aldo Mondino (MI) come da dichiarazione con foto allegata.(1500) 1700

Uomini in fuga (refresh 23 feb.)

 

ciclisti

 Ecco nella prima tornata d’asta della Meeting art i lotti (con base d’asta) che hanno già rilanci. Tra parentesi la cifra di partenza e in neretto l’ultimo rilancio. Avviso: non sono attivi i link ai singoli lotti. Cliccando sulla copertina si va al catalogo ufficiale.

           Tornata 2 marzo

(astrazione e pittura aniconica)

copertina754

10 DAVIDE NIDO Senago 1966Spider map, 2008
tecnica mista su tela cm. 40×40, firma, titolo e anno al retro, opera priva di cornice.(500)  1150 
19 PIERO RUGGERI Torino 27/04/1930 – 14/05/2009
Senza titolo, anni ’70
tecnica mista su cartoncino intelato cm. 87×60, firma in basso a destra, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.(1.000) 1500
23 JORRIT TORNQUIST Graz 1938
Composizione, 1971 acrilici liquitex su tela cm. 80×80, firma, titolo, anno, tecnica e timbro dell’artista al retro, dichiarazione d’autenticità e archivio dell’artista su foto, presenta restauro visibile al centro.(1000) 2.200
27 GIANNI DESSI` Roma 19/01/1955
Senza titolo
olio su tavola cm. 41×41, firma, anno ed etichetta della Galleria Alessandro Bagnai (SI) al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.(1000) 1200
39 MASSIMO KAUFMANN Milano 21/06/1963
Senza titolo
olio su tela cm. 70×100, firma al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.(2000) 2200
41 ALBERTO BIASI Padova 02/06/1937
Concentrazione-dispersione, 1990-1992
politipo, acrilico, assemblaggio e pvc su tavola cm. 77×98, firma, titolo e anno al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto(5000) 6500
  PAUL JENKINS Kansas City 12/07/1923 – New York 09/06/2012
Phenomena white snap, 1964
acquerello su carta cm. 76,5×57,5, firma in basso al centro, dedica ad personam e anno in basso a sinistra.(5000) 5.500
54 ENRICO CASTELLANI Castelmassa (Ro) 04/08/1930
Superficie bianca, 1976
impressione a secco (calcografia) su carta cm. 50×70, esemplare 13/100, firma in basso a destra, dichiarazione d’autenticità della Futur Arte (Pordenone) allegata.(1000) 1100
61 ALIGHIERO BOETTI Torino 1940 – Roma 24/04/1994
Millenovecentoottantotto, 1988
arazzo a ricamo cm. 21×22, firma al retro, opera registrata presso l’Archivio Alighiero Boetti (Roma) come da dichiarazione su foto(12000) 14000
63 PAOLO SCHEGGI Firenze 1940 – Roma 1971
Intersuperficie curva sul bianco, 1966
acrilico su tre tele sovrapposte cm. 70×70, firma, titolo, anno e timbro della Galleria Arte Moderna Il Punto (TO) al retro, opera registrata presso l’Archivio Scheggi al numero PASC 0569 come da dichiarazione della Galleria Niccoli (PR) su foto, entro teca in plexiglass.(15000) 18000 
66 GIUSEPPE MARANIELLO Napoli 1945
Senza titolo, 1997
scultura in bronzo cm. 25x48x5, (tiratura totale 9 esemplari + 1 P.A.), opera non firmata, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.(1000) 1700
68 PHILIP TAAFFE New Jersey 1955
Senza titolo, 1995
tecnica mista su carta cm. 32×24, firma e anno in alto a sinistra.(1000) 1600
72 REMO BIANCO Milano 03/06/1922 – Milano 23/02/1988
Senza titolo, 1977
olio, tecnica mista e collage di tele su cartone cm. 75×50, firma e anno al retro, dichiarazione d’autenticità a cura della sorella Lyda Bianchi su foto.(1000) 1400
76 DADAMAINO Milano 02/10/1935 – Milano 04/2004
Il movimento delle cose, 1993
tecnica mista su carta cm. 70×50, firma, titolo e anno al retro, opera registrata presso l’Archivio Dadamaino al numero 015/07 come da dichiarazione a cura di Flaminio Gualdoni su foto.(3000) 3300
88 JORGE EIELSON Perù 1924 – Milano 09/03/2006
Amazzonia, 2001
tele annodate e acrilici su tela applicata su tavola circolare diametro cm. 40, firma, titolo e anno al retro, opera registrata presso l’Archivio Jorge Eielson al numero JE 443 come da dichiarazione su foto, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto, entro teca in plexiglass.(1000) 1500 
93 PINO PINELLI Catania 01/10/1938
Pittura BL.B., 1997
tecnica mista su due elementi cm. 29×19 cadauno, entro unica cornice, firma, titolo, anno e località (Milano) sul retro dell’elemento bianco, dichiarazione d’autenticità dell’artista ed etichetta della Galleria Colombo Arte (Bovisio Masciago-MI) su foto.(1500) 1700
102 ACHILLE PERILLI Roma 28/01/1927
Il ghiribizzo, 2000
tecnica mista su tela cm. 50×50, firma e anno in basso a sinistra, titolo, firma e anno al retro, dichiarazione d’autenticità e archivio dell’artista su foto.(3000) 3300
105 AGOSTINO BONALUMI Vimercate (Mi) 10/07/1935
Bianco 1980
tela estroflessa cm. 20×20, firma, anno, timbro ed etichetta dello Studio f.22 (Palazzolo sull’Oglio-BS) al retro, dichiarazione d’autenticità e archivio dell’artista su foto.(5000) 6500
106 BERNARD AUBERTIN Fontenay aux Roses 1934
Senza titolo, 1970
acrilico e chiodi su tavola cm. 50×50, firma e anno al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto, stampa fotografica allegata ritraente l’artista con l’opera, entro teca in plexiglass.(2500) 3300
107 ENRICO BAJ Milano 31/10/1924 – Varese 15/06/2003
Traccia extra, 1965
acrilico passamaneria oggetti su tela 46×65, firma in basso a destra, pubblicato sul “Catalogo generale Bolaffi delle opere di Baj”, a cura di Enrico Crispolti, Giulio Bolaffi Editore Torino, repertorio 981, pagina 145.(5000) 5500
32 GIORGIO GRIFFA Torino 29/03/1936
Senza titolo, 1974
acrilico su tela cm. 27×55, firma e anno al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foglio A4 e certificato della Galleria d’Arte Orler allegati. (2500) 3100
29 RICCARDO LICATA Torino 20/12/1929
Senza titolo, 1989
mosaico cm. 72×83, firma e anno incisa sulla destra, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto. (2000) 2400
6.000
73 TURI SIMETI Alcamo 05/08/1929
Senza titolo, 2002
tela rossa estroflessa cm. 30×35, firma e anno al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.   (1500) 1600

5[1] ATTENZIONE NEWS : IO LO VORREI COMPRARE ( IL SOGNO)—– STANZA DI LUCA 

Folle, omosessuale e…

Francis-Bacon[1]

… sublime artista. Come Goya che deformava le immagini della sua epoca (Dai Lumi al brutale Napoleone) per renderle pop e mediaticamente efficaci  (molto prima che inventassero Istagram). Come Munch che ha schiacciato le guance dell’umanità tra le mani di un umarello sul ponte tra 800 e 900. Goya, Munch e…Francis Bacon (1909-1992). Lo hanno psicanalizzato, giudicato, piazzato alla categoria artisti maledetti solo perchè andava a letto con i suoi simili di attributi genitali. Lui, Bacon, che ha attraversato il Novecento semplicemente dipingendo la solitudine che ci portiamo dentro, un veleno esistenziale che si sovrappone alle catene del Dna, che davvero ci rende unici rispetto alle scimmie.  Si fotograva, Bacon e poi rifaceva se stesso sulla tele , solo che riportava tra i contorni del suo volto reale (già di per sè un’opera d’arte) i tratti di amici e conoscenti. il vortice di colori e spatole  mischiava il tutto e alla fine l’uomo che ne usciva era la somma di mille altri. Uno, nessuno, centomila: come Pirandello, altro pazzo che scriveva al posto di dipingere. Che poi a pensarci un pazzo che comunica e ragiona sulla sua pazzia, non è più  un pazzo. Lo siamo noi, non sufficientemente pazzi da raccontarlo, cantarlo o dipingerlo. Bacon… tutto questo perchè il  lotto 224 dell’asta 754 della Meeting art ha scatenato queste riflessioni .

5[1]Segnalazione nella sezione Io lo comprerei il sogno…

Scheggi, che scheggia…(refresh 18 febbraio)

paoloscheggi  Prima tornata dell’astona di Arte moderna e contemporanea 754, c’è già un uomo in fuga. Anzi, un quadro con l’uomo che l’ha dipinto. Ovvero Paolo Scheggi (1940-1971).  Vita breve. Grande densità artistica. Graffia la scena artistica italiana insieme a Manzoni (altro morto giovane, vivo ancora), Fontana e Castellani. Loro se ne fregano di colori e figure sulla tela. Prendono e manipolano forme plastiche. Magari proprio di plastica, il nuovo materiale uscito dalla mente del Nobel Giuseppe Natta. Scheggi fa così con plastica e altro: < …bucava le tele con delle fustelle di ferro per ottenere dei buchi perfetti e aveva inventato una tecnica particolare per arricciarne i bordi verso l’interno. Quando i buchi erano pronti, dipingeva il tutto con un colore unico che a volte era il rosso, a volte il nero, a volte il blu o l’arancione. Non gli ho mai visto fare i buchi verdi, e non gli ho mai chiesto il perchè…> così di lui Antonio Giusti. Si ricordano di lui, oggi. L’opera in asta alla Meeting il 2 marzo partiva da 15 mila euro, siamo già a 17mila. Scatto e fuga (in avanti) d’artista. Bravo, grande, Paolo!

scheggi

63 PAOLO SCHEGGI Firenze 1940 – Roma 1971
Intersuperficie curva sul bianco, 1966
acrilico su tre tele sovrapposte cm. 70×70, firma, titolo, anno e timbro della Galleria Arte Moderna Il Punto (TO) al retro, opera registrata presso l’Archivio Scheggi al numero PASC 0569 come da dichiarazione della Galleria Niccoli (PR) su foto, entro teca in plexiglass.

754. L’asta dello scudetto (con lo strappo)

copertina754raymond_hains[1]

Raymond Hains (1926-2005) è quello qui in alto nella foto. Strappava manifesti per strada, lo faceva per raccontare la disintegrazione e la rielaborazione delle immagini. Non solo. Fotografava, incollava, creava. Uno spirito dadaista, ribelle (aderisce al Noveau Realisme e poi ne esce). Fuori dal coro, poco mercanteggiato. Spirito libero. Anche da morto non stravedono per lui, non fa vetrina nelle aste tranne un poco dopo la sua dipartita. Ma se l’arte ha una storia, Hains (folle fiammiferaio) c’è. C’è anche al lotto 101 della nuova asta Meeting.  Otto sessioni, la prima domenica 2 marzo, l’ultima giovedì 14 marzo. L’asta 754 è l’asta dell’orgoglio della Meeting Art di Vercelli. La copertina non è dedicata a nessuna opera all’incanto, ma al fatto di essere la prima Casa d’aste italiane per fatturato. La coccarda con il numero Uno tricolore, l’elenco per nome di tutti i trenta dipendenti guidati dal presidente Mario Carrara e dal trainer Pablo (entrambi romanisti: evidentemente Pablo non è  Zeman visto che la sua squadra di professionisti dell’arte sta vincendo lo scudetto) .

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E’ interessante vedere quali sono, invece, gli autori schierati per questa occasione speciale. Si va dai maestri: Karel Appel, Dies Carlos Cruz, Wharol, Cesar. Si passa per i top price italiani di ieri e di oggi: Mario Tozzi (nella foto), Gino Severini, Carla Accardi e un ipnotico Tancredi . Si arriva a qualche gustosa  sorpresa per chi colleziona arte guardando a storia e portafoglio. Roba…da degustare con calma nei prossimi post. Anzi, una di queste bottiglie la stappo subito prima che diventi troppo ossidata (per i rilanci di prezzo). La trovate nella sezione Io lo comprerei  under 1000.

Con un clic sulla copertina del catalogo in alto a sinistra si va al…catalogo (ma dai!) 

Fiori di stampa (da cogliere…)

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Asta n. 2009 di mercoledì 13 febbraio-Grafica contemporanea alla Meeting art di Vercelli  : due chicche d’arte e letteratura ai lotti 46 e 47. Ve li racconto. L’asta è con banditore virtuale: significa che alle 16 in punto l’offerta in quel momento più alta si aggiudica il lotto.

 

Novella d’arte. <Suonò una squilla e si fece silenzio su tutta la montagna. Era arrivato Turati. Il palco si animò e nel mezzo, isolato, con le mani appoggiate a un drappo di velluto nero, apparve il segretario del Partito. Alzò il braccio nel saluto romano e lo tenne in alto un paio di minuti. Subito scoppiarono le acclamazioni ripercosse dai monti circostanti. Turati può a quel punto cominciare il suo pomposo discorso; sennonché un sorprendente imprevisto giunge a rovinare tutto (…). E’ l’inizio del racconto di Piero Chiara, (nato a Luino nel 1913 e morto a Varese nel 1986), celebre per i suoi racconti e per i romanzi ambientati su scenari lombardi e lacustri.  La storia del Povero Turati (piccolo gerarca fascista) è quella contenuta nel libro d’artista proposto in asta corredato da due acqueforti di Guttuso. Una chicca, se non altro per sapere come va a finire.

turatiLotto 46. Il povero Turati volume contenente un racconto di Piero Chiara e 2 acqueforti di Renato Guttuso cm. 37×27, esemplare K/Z, firme a pagina 27, Edizioni Renzo Sommaruga. Offerta libera.

Trio meraviglia.  Valerio Zurlini è stato  regista e sceneggiatore tormentato e geniale (Cronaca familiare da lui diretto nel 1962 vince il Leone d’Oro, poi film come La prima notte di quiete e il deserto dei Tartari). Poco prima di morire nel 1982 consegna per essere stampato il diario di quegli ultimi suoi anni d’esistenza e le sceneggiature di tre film che non verranno mai realizzati: La zattera della Medusa, Verso Damasco e Il sole nero. Il libro in edizione limitata, edito dalla libreria Prandi ( il massimo in fatto di libri d’artista riconosciuta a livello internazionale) è corredato  da 5 acqueforti di Renato Guttuso (una delle opere è nella foto sopra) e con una introduzione di Vasco Pratolini, lo scrittore toscano dal cui libro fu tratto proprio il capolavoro di Zurlini, Cronaca familiare. Guttuso, Zurlini e Pratolini: un trio delle meraviglie per cultori di cinema, arte e letteratura. Tutti schierati in questo lotto:  

zurliniLotto 47. Gli anni delle immagini perdute volume di Valerio Zurlini, Libreria Prandi (RE) con introduzione di Vasco Pratolini contenente 5 acqueforti su carta di Renato Guttuso cm. 39×29, esemplare 83/200, tutte firmate in basso a destra, il volume è in edizione postuma del 1983 in quanto l’autore V. Zurlini è scomparso il 26 ottobre 1982 mentre rivedeva le ultime bozze. offerta libera. (cliccare sotto sulla copertina   per guardare tutto  il catalogo)

 copertina2009