Archivio mensile:settembre 2013

Dina amava il mare

Martedì primo ottobre, asta a tema dedicata ad opere raccolte da Cesare Zavattini. Un intellettuale (regista, scrittore etc. etc) che faceva dellìapproccio  “minimalista” alla vita, una ideologia; dell’affezione al pop una passione. E’ stato uno dei primi a intuire e valorizzare l’arte naif, l’arte ingenua, lo spirito creativo che si muove fuori dagli schemi di scuole o di corrente. Credo proprio che Zavattini, avendone l’occasione e il tempo di vita, si sarebbe anche interessato ai Graffiti sui muri. Organizzava nella sua Suzzara mostre e eventi dove gli artisti erano considerati in quanto tali e non come oggetti di mercato o di saggi critici.  Aveva una forte attenzione per l’arte al femminile, ma in quanto arte. E , nella sua collezione (fatta di opere delle dimensioni un poco più grandi di una figurina Panini) si accomulavano nomi noti e altri meno. Purchè si sapesse dioingere nello spazio ristretto di una tavoletta mignon, il mondo dei propri sogni. Non è facile. L’asta 2056 alla Meeting Art presenta alcune di queste testimonianze, dialoghi di pittura tra il regista e l’artista. Storie che si incrociano. Come quella di Dina Bellotti che divenne famosa per i suoi ritratti fatti ai Papi che aveva incrociato nella sua lunga permanenza romana. Papa Giovanni Paolo II ha lo sguardo severo e paterno, Paolo VI perso nei pensieri, Ratzinger, concentrato sull’obiettivo. Dina Bellotti viveva a Roma, ma amava il mare, quello ligure dove aveva nuotato per tanti anni prima di trasferirsi. Amava il mare e la sua gente. Come quella su questa barca dell’opera in asta al lotto   2

Immagine Opera Barca bianca
olio su tavoletta cm. 9×11, firma dell’artista ed etichetta della Galleria Annunciata (MI) al retro con dicitura ex collezione Zavattini.

9 centimetri x 11: pennellate dense ed è come se prima Dina Bellotti avesse dipinto il soggetto su una tela 50×70 per poi restringere il tutto con chissà quale magia. Ed era questo forse che cercava Cesare Zavattini. Un miracolo, non solo a Milano.

Qui sotto due video che sintetizzano la vita di Dina Bellotti (filmati brevi, ma carichi di suggestione) 

 

http://www.youtube.com/watch?v=_xqPF-uBSsc                                               

 

Medea, I love you

medeamedeamedea

Amore pericoloso. Medea uccide figli, parenti e distrugge gli amanti. Medea però e bella e attira la passione. Lotto 559, asta 762, sabato 27. La Medea dipinta da Nicolay Diulgheroff artista, architetto, designer bulgaro legato al Secondo Futurismo. Studia al Bauhaus poi si trasferisce a Torino (dubbio atroce: non sarà questo transito a intorpidirgli la carriera?). Dipinge Medea. Dipinge? Non è esatto. Questo lotto va visto da vicino, è un libro a tre dimensioni che va letto/guardato di fronte e poi di sbieco e poi da vicino e poi da lontano. E’ il cinetismo della fantasia, è la suggestione di colori e forme  che stuzzicano i sensi. E’ bella Medea, è bellissima la Medea di Nicolay. Passando tra le opere in asta, lei ti cattura, ti prende, ti azzera le cose che stanno attorno. C’è solo lei, con i suoi intarsi di cartone luminescente e i suoi colori soffusi e vivaci, a farti credere di essere in un museo con un solo quadro su una sola parete. Lotto 559. Un sogno d’amore. E poi mi chiedete cosa vorrei comprare? Un sogno…(nel relativo scomparto). Medea e Euripide.  Medea, di Pasolini. Medea, con la grande Mariangela Melato (qui sotto)

ps. Luigi Boille. Così francese, così italiano. Così bravo maestro. Appartato come accade a chi fa arte e non ci fa mercato, Lotto 585. E’ lì con i suoi pallori (l’opera andrebbe ripulita) a chiedere: ma perchè c… non mi capite? No…qualcuno c’è. Un Giasone ha fatto l’offerta. Il vello d’oro richiede a volte di andare controcorrente!

Le Chemin, o le strade che cambiano

chemincheminchemin

Bengt Lindstrom, artista svedese, metteva la tela sul pavimento poi, con moto deciso tracciava, su di essa profili e figure distorte dallo specchio della sua coscienza artistica. Le forme prendevano corpo (oltre che drammaticità) grazie a dense quantità di colore pastoso ed erano alla fine quasi sculture impegnate a lottare disperatamente contro i confini della bi-dimensionalità. Non era il dripping di Pollock. Era Lindstrom che dipingeva figure con la forza dell’astrazione. Vedi un Lindistrom e lo riconosci . Ricorda quelli del gruppo Cobra (anche se con loro non ha mai legato) in realtà ricorda molto di più Asger Jorn con cui, invece, ha lavorato. Astratto o figurativo? C’è chi cambia di colpo percorso, chi resta fedele, chi varia sul tema. come è il Lindstrom del lotto 551, titolo Le Chemin, in asta (la 762) alla Meetingart sabato 28.  Questo non sembra Lindstrom, ma forse è più Lindstrom di tanti altri. E’ ricerca, tensione, sperimentazione. Non sono figure umane nel frullatore dei colori, è uno studio geometrizzante che ricorda il suprematismo e le avanguardie russe da cui hanno preso buona parte degli artisti del Novecento. Bengt si lascia sedurre, ci prova, poi cambierà strada. Ma anche chi resta sulla stessa strada dell’astrazione come il bel, anche se tardo,  Riopelle  del lotto 553, l’Edoardo Franceschini (ma quando sarà rivalutato?) del lotto 554, il Mario Raciti del lotto 561, lo spettacolare (per me) Sergio D’Angelo del lotto 573, il Mario Nigro del lotto 592 o il Luigi Veronesi del lotto 601 (che dipingeva sequenze musicali con il criterio del grande Vassily come magistralmente spiegato nel post che ho ospitato prima di questo)   lo fa, se grande artista, con il dubbio e la voglia di varcare il suo confine.

ps. Una segnalazione sulle cose che mi piacerebbe prendere. Ma il vero sogno me lo tengo dentro, per ora. Ve lo svelo presto…

Giallo, Rosso e Blu

Pimpi's Daily Art

Kandinsky - Giallo, Rosso e Blu

“Mi sembrava che l’anima viva dei colori emettesse un richiamo musicale quando l’inflessibile volontà del pennello strappava loro una parte di vita”.

Questa è la filosofia di Kandinsky, i suoi colori e la sua musica, il tutto unito armonicamente sulla tela.
Il colore come un coro, come un tasto di un pianoforte che smuove le emozioni dell’anima umana.
La sua realtà è come una partitura musicale in cui ogni suono ha un colore e una forma che ricerca armonia ed equilibrio.

– RAGGI: suono che esplode e riecheggia
– LINEA FRASTAGLIATA: suono continuo e pungente, aspro e metallico
– LINEA ONDULATA: suono lungo, ininterrotto che scende e sale
– LINEA SPEZZATA: suoni spigolosi con diversi e rapidi cambi di altezza
– LINEA AGGROVIGLIATA: suono irregolare ma continuo
– LINEA SPIRALE: suono vibrante e morbido.

Osservare un quadro di Kandinsky è come ascoltare una dolce melodia, parla e suona attravarso i…

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