Archivio mensile:novembre 2013

Ma dai, sono solo italiani…


allosia Asta 767 Meetingart, sabato 30 novembre. Titolo: Peccato che siano italiani… Ovvero storia di artisti e intellettuali costretti dalla genetica e dal destino a dover crescere le proprie attitudini in un Paese che ha pur sempre maledetto Caravaggio, bruciato Giordano Bruno, coperto con mutandoni le pubende del giudizio Universale di Michelangelo. Storie. Come quella del lotto 235, Giuseppe Allosia, il Pollock della Liguria. Ma a parti invertite sarebbe Pollock l’Allosia americano . Peppino Allosia, nativo di Volterra, autodidatta in pittura, negli anni Quaranta e Cinquanta molla le menate figurative di maniera (la marina piccola, la donnina che legge nel giardino etc.) e cerca di dipingere cosa ha dentro. Colore e filamenti di luce, astrazione e informale. Si ritrova così sulla linea di Scanavino, di Dova, Dangelo, Baj, Fontana, Manzoni. Lui, Allosia che costa uno sputo, neppure mezzo millimetro quadrato di una tela di Pollock. E a 500 euro è ancora invenduto l’Allosia del lotto 7

valentini 245Seconda storia. Quella del Walter Valentini del lotto 245. Il più metafisico, concettuale, filosofico dei nostri artisti. Se fosse nato in Germania o negli Usa avrebbe la sua nicchia over 100mila euro a base d’asta nell’universo del concettuale post moderno. Invece è qui a lottare tra noi…

ciacielli 251Altra storia. Lotto 251. Qui però è un caso diverso. Lui è Arturo Ciacielli. Nel 1905 espone a Roma al primo Salone dei Rifiutati con Balla e Boccioni. Lui però è rimasto davvero rifiutato dal mercato. Ha vissuto a Parigi, ha pranzato coln Delaunay e Leger (l’opera in asta respira Parigi). E’ qui, sotto i 5mila euro. Guarda un po’…

bartolini 300Ultima storia lotto 300, quella dell’artista Fiesolano Luciano Bartolini. Negli anni Settanta mentre Boetti traccia i progetti dei suoi arazzi che farà tessere in Afghanistan e Jeff Koons fa ancora l’agente di borsa prima di gonfiare palloni a forma di cane da vendere a n-milioni di dollari, Bartolini mette uno accanto all’altro dei fazzoletti di carta per creare la sensazione del colore e delle trasparenze. Un genio. In asta c’è una sua parete di kleenex (2.10X1 metro). Costa come un kleenex, fate il paragone con un Boetti di egual misura….

Storie!

Irascibili e pure Pascali

pascali tobeyjenkins

                                                                                                        (da sinistra: Pascali, Tobey, Jenkins…attacco stellare)

Sabato 23 asta Meetingart 767 prima sessione di arte moderna a contemporanea. Magari prima di fare offerte andate a Milano, a palazzo Reale, Già stati? Piano terra a destra. Ci sono gli Irascibili, ovvero la generazione di artisti che ha segnato l’arte mondiale vivendo negli Usa e producendo cose immani. Alcolisti, drogati, spesso suicidi. Grandi. Jackson Pollock, con lui, oltre a Willem de Kooning, Mark Rothko, Barnett Newman e Robert Motherwell, Adolph Gottlieb, William Baziotes, James Brooks, Bradley Walker Tomlin, Jimmy Ernst, Ad Reinhardt, Richard Pousette-Dart, Theodoros Stamos, Clyfford Still e Hedda Sterne, unica donna del gruppo. E tra loro uno come Mark Tobey, il più zen degli Irascibili. Tobey mediava tra l’espressionismo di matrice occidentale e la tensione calligrafica e filosofica dell’arte orientale. Sapeva dosare i tratti e l’assorbimento delle chine sulla carta trattata per l’uopo. Lo faceva anche Sam Francis (guardate a Milano cosa significa creare lo spazio senza dipingerci nulla). Lo faceva anche Paul Jenkins, l’ultimo degli Irascibili ad aver lasciato questa valle di lacrime (ingombrata da giganteschi cani-pallone e feticci in formalina). Ma io tra gli Irascibili per induzione ci metterei anche un nipotino d’oltreoceano E  l’idea mi è venuta guardando proprio uno dei lotti in asta a Vercelli. Lotto 53. Pino Pascali. Acetato, colori, inchiostri, macchie, sovrapposizioni di toni e materie. Raziocinio e poesia. Sfogo e misura. Arte. Grande arte. Dunque, riassumendo. Mark Tobey (lotto 70), Paul Jenkins (lotto 66) e il citato Pascali.sSe andate a Milano e poi non vi viene il buzzo di fare un’offerta anche solo sognata su uno di questi lotti, che razza di collezionisti siete?

ps. Tra i miei Io li prenderei altre indicazioni

Tutti i colori del moto

agamagamagam

Yacov Agam è uno dei più importanti artisti viventi. Si dedica dagli anni Cinquanta allo studio della percezione visiva ( a fianco di Vasarely, Soto, Grav e dintorni) in rapporto alla creazione artistica: li chiamano artisti cinetici o della op-art. Ma sono solo categorie ad uso di quei collezionisti che dividono le raccolte d’arte come se fossero  francobolli e dei mercanti che trattano le opere d’arte come se fosserro francobolli da far raccogliere con spese ovviamente milleplicate . Certo, da questo punto di vista, anche Calder è un cinetico: le sue forme volanti che giocano sul filo di un precario equilibrio, fisicamente sono in movimento, ma in realtà sono espressione di poesia e  pura rappresentazione spirituale. Anche quelli di Yacov sembrano giochi visivi e forse lo sono, ma sono giochi visivi che disegnano frasi e pensieri nella mente di chi li osserva.

Asta 767. Meetingart. Sabato 23 novembre. Lotto 61

Josef Albers. Sublime Optics

Your own guide

Scade il 6 GEN ’14

“Io non ho insegnato pittura perché non può essere insegnata. Io ho insegnato a vedere”.
J. Albers

Dopo quasi ottant’anni dalla mostra organizzata da Wassily Kandinsky alla Galleria del Milione (nel 1934 a un anno dalla chiusura del Bauhaus) Josef Albers torna in Italia a Milano alla Fondazione Stelline. L’esposizione, in collaborazione con la Josef and Anni Albers Foundation, offre una prospettiva unica sul maestro del Bauhaus, raccogliendo rari disegni giovanili, vetri colorati, vetri sabbiati e una selezione di dipinti astratti.

La mostra secondo il curatore Nick Murphy è un vero e proprio allenamento alla visione attiva, un’avventura per chiunque voglia avere uno sguardo più partecipativo e consapevole del mondo che ci circonda: “analizza gli esperimenti del maestro con la luce (attraverso raffinate manipolazioni di colore, forme e linee) in modo da creare ulteriori misteri nel mondo, misteri che possano funzionare come esercizi spirituali per…

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Spatialisme, voilà Pierre Garnier

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“Nous piétinons. L’esprit tourne. La poésie piétine. Avec lassitude nous prenons connaissance de nos propres plaquettes. […] Henri Chopin et la revue Cinquième saison lancent, à la suite de longues recherches, la poésie phonique et la poésie objective. Partant du même refus, mais à la suite d’autres essais et d’autres recherches, je propose la poésie visuelle et la poésie phonique” 4. Ailleurs : “Le poème visuel me fait ce que je n’ai jamais été parce que je suis toujours parti soit de la nature, soit de l’esprit, et jamais de ces objets-sujets. Le poème visuel me fait objectivement sujet et subjectivement objet – c’est-à-dire qu’il me place hors de toute contradiction… […] L’art de la poésie visuelle consiste à obtenir  que le mot ne coïncide plus avec le mot” .liberspat3spat3spat3

Le spatialisme est un mouvement poétique créé par le poète Pierre Garnier. Sa femme, Ilse Garnier, y est également très active.

Asta numero 2067

Asta numero 2067

MOSTRA/ASTA AD OFFERTA LIBERA CON BANDITORE VIRTUALE

20 OPERE DI PIERRE GARNIER

Sessione unica  Martedì 12 novembre 2013 dalle ore 16,29