Costruendo cose staccate dalla mente

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Ugo Carrega, genovese. Crede che un verso  sia davvero in grado di cambiare il mondo una volta che si fa oggetto, diventi poesia visiva. E’ la Visual Poetry, baby: mentre a Pavia (come ho ricordato nel precedente post) si sta svolgendo una delle più importanti mostre d’arte contemporanea di quest’anno in Italia (non lo dico io, lo dicono: dicono che ci sono mostre che cambiano la storia di una corrente ), alla Meetingart di Vercelli ,come fiorellini che annunciano la primavera , nell’asta 2101 (mercoledì e giovedì)  spuntano lotti da brividi in versi. C’è appunto l’opera di Carrega che parla di cose da costruire  staccate dalla mente. C’è il francese  Jean-Francois Bory uno dei massimi esponenti della Poesiavisiva d’Oltralpe insieme a Julien Blaine  (c’è pure lui in asta ed è con un suo lavoro che ho incorniciato il post) in stretto contatto con i poeti visuali (ma si dice?) italiani.  Non manca in asta anche Alain Arias  Misson, artista belga noto per le sue performance tra gesti, immagini e parole: la lotta della poesia è la poesia che lotta. Fate incetta a Vercelli di buone idee. Poi andate a Pavia, leggete i quadri e poi ditemi.

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