Archivio mensile:Mag 2014

Breaking news. Roba da chiodi…

97 BERNARD AUBERTIN Fontenay aux Roses 1934
Tableau clous, 1969
acrilici e chiodi su legno cm. 50×50, firma e anno al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.
12.000
15.000
5.000 15.000
AGGIUDICATO
Miniatura Opera

Aubertin…un anno fa lo pagavi un quinto! Il Gruppo Zero è in sintonia con Manzoni e Fontana. Piene, Mack, Uecker e il loro sodale francese Aubertin sono storia dell’arte. adesso il mercato reagisce. Ma io mi fermo dopo. Aubertin è già in salita e io non ho fiato per rincorrerlo…se ne avessi un po’ lo sprecherei per l’Armando Marrocco, artista seguito da Fontana e raccontato da pierre restany…insomma mica bubbole. Combustione anche questa come quelle di Aubertin, ma il resto non è mancia…
marrocco

Sabbia…in asta

lazzari

Asta 778 OPERE DELL’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
Prima Sessione: Sabato 31 Maggio 2014 ore 15:00

Lotto 90 BICE LAZZARI Venezia 15/11/1900 – Roma 13/11/1981

Sabbia n. 2, 1960
tecnica mista su tela cm. 45×93, firma, anno e località (Roma) al retro.

Parte l’asta delle (molte) meraviglie (intese come qualità dell’opera/autore e base d’asta proposta). Ci sono pezzi da  collezionista masterchef in vista. Come questa in pagina.

 

Scontro epico (e assurdo)

brunoriafro

 

 

 

ENZO BRUNORI (Perugia 14/07/1924 – Roma 13/05/1993) Prima luce, 1962, inchiostri su cartoncino cm. 33,5×24, firma e anno in basso a sinistra. Bibliografia:-“Enzo Brunori, colori della natura”, mostra tenutasi presso la Galleria GlobArt (Acqui Terme-AL) dall’8 novenbre al 31 dicembre 2008, pagina 113.-“Catalogo generale delle opere di Enzo Brunori”, a cura di Enrico Crispolti, Egaf Editrice, repertorio 1640, pagina .

 

 

 

 

 

AFRO (Udine 04/03/1912 – Zurigo 24/07/1976) Per “Estate nell’orto”, 1955 Carboncino su carta applicata su tela cm. 58×46, firma e anno in basso a destra, opera registrata presso l’Archivio Afro (Roma) al numero 52D715 come da dichiarazione su foto, già asta Sotheby’s (MI) del novembre 2003, l’opera è lo studio per il grande dipinto del 1955 intitolato “Estate nell’orto”.

 

 

 

 

 

 

L’arte rientra nel novero delle espressioni umane in cui la soggettività di giudizio ha un peso, spesso, determinante. Ma, da quando l’arte si compra e si vende (praticamente da sempre, se si escludono i graffiti nelle Grotte di Altamira) il rapporto tra oggetto d’arte e valore economico offre un criterio di presunta oggettività.  Assolutamente presunta. E ve lo dimostro. Capita, infatti, di incrociare  sfide impossibili come quella proposta dall’asta 778 della Meeting art di Vercelli.  Forse l’asta più intrigante e ricca degli ultimi anni che conferma la leadership vercellese nel campo dell’arte contemporanea con martelletto. Prima tornata, sabato prossimo. Una montagna di lotti che vorrei acquistare (montagna è troppo? Due li ho indicati negli appositi spazi dell‘io comprerei se…). Ma la storia a cui voglio accennare è questa. Lotto 7. Enzo Brunori. Offerta libera (stima mille). Lotto 92. Afro. 25mila euro (stima 45mila).  Brunori genio  dell’astrattismo con radici nel futurismo. Afro, campione italiano dell’informale che, se mai si giocassero i mondiali di corrente ,lui sarebbe lì a rappresentare gli Azzurri (e forse a giocarsi la finale). La questione è questa. Premessa: il mercato loro è quello che si specchia in asta (la Meeting è davvero come una Piazza Affari del pittato e scolpito)  Dettotutto  questo,  Afro vale davvero 500 volte di più di Brunori. O, meglio: Brunori pittoricamente è 500 volte più scarso di Afro? Scusate la banalità, la stupidità del ragionamento. Cerco però la provocazione fino in fondo e  chiedo: a parità di valore (zero) e in assenza del nome e del cognome di chi ha partorito l’oggetto d’arte, voi cosa appendereste alla parete? Attendo risposte.

Dopo le Europee…

Subito dopo la buriana elettorale, magari stremati da chi dice di aver vinto e vuol cambiare il mondo e da chi dice d’aver vinto lui e di voler far la stessa cosa e da quell’altro che non ha perso e per questo cambierà il mondo, fatevi un giro visivo all’asta 2140 di mercoledì e giovedì. Guardate un po’ solo  questa sola pagina…e il resto non è da meno.

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Munari, illeggibile (anche per te?)

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3 BRUNO MUNARI Milano 1907 – Milano 30/09/1998
Scrittura illeggibile, 1975
inchiostro su carta cm. 28×22, firma e anno in basso a destra, etichette della Galleria La Scaletta e della Galleria Francesco Clivio Art Buyer di Parma al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista con timbro a secco della Collezione Baccoli su foto.
Asta 778. L’ho detto che ci sono sorprese. Lotto 3. Riporto in proposito il commento di un amico artista (poesia visiva e dintorni)
<Ritengo che l’invenzione di una scrittura illeggibile non sia semplice: c’è riuscito Munari, c’è riuscito Capogrossi, forse Keith Haring, pochissimi altri… Ma penso che l’ostacolo più grande che impedisca l’invenzione di una scrittura “illeggibile” sia dovuto alla maturazione e all’età! Per un commento al disegno, sono convinto che Munari sia riuscito ad inventare una scrittura illeggibile perché, pur invecchiando, pur raggiungendo un grado di esperienza notevole, in realtà è sempre rimasto bambino. Infatti ,sono i bambini che per imitare i grandi che scrivono, inventano una scrittura di scarabocchi, di onde, di segni indistinguibili, che però loro riescono a leggere!> (by Biro)

Garau, istruzioni per l’uso di un genio in asta

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L’asta  778 della Meeting Art è scoppiettante, così come era stata annunciata, mai come questa volta anche tra i lotti a offerta libera o con basi basse si trovano artisti importantissimi e opere destinate a far scrivere di storia dell’arte. Esempio? Lotti 25 e 571. Augusto Garau. Un maestro dell’astrattismo italiano. Meglio. Un artista che non ha mai smesso di cercare forme di comunicazione visiva, spaziando dalla pittura (fu primo allievo di Atanasio Soldati e tra i fondatori del Mac) alla fotografia sino anche a incursioni nella poesia visiva. Ma è soprattutto sulla frontiera della  percezione del colore che Garau fissa il suo nome accanto a artisti, scienziati, psicologi  di fama mondiale (come ad esempio Rudolph Arnheim, legato alla scuola della psicologia della gestalt). Un artista che non sarebbe spiaciuto al Rinascimento e che aveva come ideale dichiarato la tensione curiosa e la razionale creatività di Leonardo da Vinci. Genio, dunque, ma senza la retorica spocchiosa della definizione. Fino all’8 giugno a Pavia nelle prestigiose sale del palazzo del Broletto (musei civici) in piazza Vittoria a Pavia è in corso una grande retrospettiva proprio di Augusto Garau. Garau in asta. Occhio, la storia dell’arte non tradisce. Il mercato, poi, è ciclico e quando si accorge che un nome fa storia chi lo ferma più?

Il tocco dello sciamano

Asta 778, mica bubbole. In attesa di più attizzata analisi, vogliate godervi il tocco dello sciamano. Lo dico: Paul Jenkins è  stato il lirico dell’espressionismo astratto americano,  colpi di violino insieme a quelli di spatole e pennelli. Musica colta.

Asta 778 OPERE DELL’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
Ottava Sessione: Sabato 21 Giugno 2014 ore 15:00 – Lotti dal 731 al 830
Lotto 824 PAUL JENKINS Kansas City 12/07/1923 – New York 09/06/2012

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acrilico su tela cm. 163×130, firma in basso a destra, titolo, firma e anno al retro, certificato della Galerie Wild (Frankfurt) allegato.
Stima 45.000
Base d’Asta € 25.000

Meroni, scintilla granata in asta

 


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<E’ lui!, è lui!>. D’improvviso il tam tam della rete rilancia una notizia. <C’è in asta, a Vercelli, un dipinto di Luigi Meroni. Sì lui, lui…>. Lui,  l’ala destra del Torino, la farfalla granata stroncata dal destino a 24 anni in corso Carlo Alberto a Torino travolto dall’auto di un suo accanito tifoso. Il destino sa, spesso, essere spietato. Meroni. Un poeta, uno che dipingeva traettorie con il pallone e scriveva versi con i suoi dribbling. Poi fuori dal campo di gioco continuava a farlo: scriveva versi e dipingeva quadri.  Luigi, Gigi, Meroni.  Un mito per chi ama il calcio giocato davvero. Meroni è leggenda, è una favola triste che non si smette di raccontare. Magari anche attraverso i suoi dipinti. Quadri (uno è pubblicato qui sotto) che sono riapparsi nel 2005 in  una mostra di memorabilia ,organizzata a San pietro in Casale (Bologna).  C’ERA UN RAGAZZO CHE COME ME…, il titolo. Meroni appartiene di fatto ai ragazzi geniali degli anni Sessanta. Per i cultori dell’arte come non abbinare l’estro di Meroni all’anticonformismo di Alighiero Boetti o del grande Pino Pascali?

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L’opera in asta giovedì prossimo alla Meetingart di Vercelli (la più importante casa d’aste italiana), è di piccolo formato, ma non fatevi ingannare. E’ comunque la scheggia di un genio. Fa, infatti, parte della collezione italiana d’arte più importante del dopoguerra, quella di Cesare Zavattini. Zavattini, intellettuale, regista, uomo di Cultura aveva chiesto a artisti  (del calibro di Fontana, Burri, De chirico, Savinio, Capogrossi, Severini, Rosai, Casorati, Sironi,  Soffici, De Pisis, Campigli, Afro, Consagra, Depero, Guttuso, Sassu, Dorazio, Manzù,  Melotti, Marini, Schifano, Vedova, Rotella, Festa, Turcato, Munari, Pistoletto, Plessi, solo per citarne alcuni…) di produrre opere di dimensioni più che ridotte. Non miniature, ma quadri piccoli. Lo stesso aveva chiesto a scrittori, uomini di genio di vari settori. L’aveva chiesto anche a Gigi Meroni, il poeta-artista del pallone? Una risposta può arrivare, ora, dal dipinto in asta. Chi ama il Toro, il calcio in genere e l’arte soprattutto non può restare indifferente.

ASTA 2134
OPERE DELL’ARTE MODERNA
E CONTEMPORANEA
CON BANDITORE VIRTUALE
(www.meetingart.it)

 

 

Preview 778-Ho visto cose….

…che voi umani. Si scherza, ma fino a un certo punto. Puntata a Vercelli. Mostra all’Arca con lo Sciamano Kandinskij. Poi mordi e fuggi alla sede Meeting Art. Seduta di antiquariato, ma con transito nei saloni delle opere di arte contemporanea in vista dell’allestimento per l’asta 778 (di cui si danno notizie qua sotto). Ho visto cose…e ho fatto qualche scatto furtivo. come questo. Un Morellet storico, ma storico davvero. attendo scheda ufficiale e dettagli. Posto la foto.

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Asta numero 778

OPERE DELL’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

Il Catalogo sarà disponibile entro venerdì 16 maggio 2014

Orario esposizioni: dal 24 maggio 2014

– dal Martedì al Venerdì: 10,00/12,00 – 16,00/19,00
– Sabato: 10,00/12,00 – 14,00/19,00
– Domenica: 10,00/19,00 (continuato)
– Lunedì: CHIUSO

OPERE DELL’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
I sessione Sabato 31 maggio 2014 dalle ore 15,00
II sessione Domenica 1 giugno 2014 dalle ore 13,00
III sessione Lunedì 2 giugno 2014 dalle ore 15,00
IV sessione Sabato 7 giugno 2014 dalle ore 15,00
V sessione Domenica 8 giugno 2014 dalle ore 13,00
VI sessione Sabato 14 giugno 2014 dalle ore 15,00
VII sessione Domenica 15 giugno 2014 dalle ore 13,00
VIII sessione Sabato 21 giugno 2014 dalle ore 15,00
IX sessione Domenica 22 giugno 2014 dalle ore 13,00
X sessione Sabato 28 giugno 2014 dalle ore 15,00
XI sessione Domenica 29 giugno 2014 dalle ore 13,00