Scontro epico (e assurdo)

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ENZO BRUNORI (Perugia 14/07/1924 – Roma 13/05/1993) Prima luce, 1962, inchiostri su cartoncino cm. 33,5×24, firma e anno in basso a sinistra. Bibliografia:-“Enzo Brunori, colori della natura”, mostra tenutasi presso la Galleria GlobArt (Acqui Terme-AL) dall’8 novenbre al 31 dicembre 2008, pagina 113.-“Catalogo generale delle opere di Enzo Brunori”, a cura di Enrico Crispolti, Egaf Editrice, repertorio 1640, pagina .

 

 

 

 

 

AFRO (Udine 04/03/1912 – Zurigo 24/07/1976) Per “Estate nell’orto”, 1955 Carboncino su carta applicata su tela cm. 58×46, firma e anno in basso a destra, opera registrata presso l’Archivio Afro (Roma) al numero 52D715 come da dichiarazione su foto, già asta Sotheby’s (MI) del novembre 2003, l’opera è lo studio per il grande dipinto del 1955 intitolato “Estate nell’orto”.

 

 

 

 

 

 

L’arte rientra nel novero delle espressioni umane in cui la soggettività di giudizio ha un peso, spesso, determinante. Ma, da quando l’arte si compra e si vende (praticamente da sempre, se si escludono i graffiti nelle Grotte di Altamira) il rapporto tra oggetto d’arte e valore economico offre un criterio di presunta oggettività.  Assolutamente presunta. E ve lo dimostro. Capita, infatti, di incrociare  sfide impossibili come quella proposta dall’asta 778 della Meeting art di Vercelli.  Forse l’asta più intrigante e ricca degli ultimi anni che conferma la leadership vercellese nel campo dell’arte contemporanea con martelletto. Prima tornata, sabato prossimo. Una montagna di lotti che vorrei acquistare (montagna è troppo? Due li ho indicati negli appositi spazi dell‘io comprerei se…). Ma la storia a cui voglio accennare è questa. Lotto 7. Enzo Brunori. Offerta libera (stima mille). Lotto 92. Afro. 25mila euro (stima 45mila).  Brunori genio  dell’astrattismo con radici nel futurismo. Afro, campione italiano dell’informale che, se mai si giocassero i mondiali di corrente ,lui sarebbe lì a rappresentare gli Azzurri (e forse a giocarsi la finale). La questione è questa. Premessa: il mercato loro è quello che si specchia in asta (la Meeting è davvero come una Piazza Affari del pittato e scolpito)  Dettotutto  questo,  Afro vale davvero 500 volte di più di Brunori. O, meglio: Brunori pittoricamente è 500 volte più scarso di Afro? Scusate la banalità, la stupidità del ragionamento. Cerco però la provocazione fino in fondo e  chiedo: a parità di valore (zero) e in assenza del nome e del cognome di chi ha partorito l’oggetto d’arte, voi cosa appendereste alla parete? Attendo risposte.

2 pensieri su “Scontro epico (e assurdo)

  1. Questa la appoggio, il commento ti arriva da uno che ha STRAPAGATO un olio del 59 di Brunori oltre ad avere una china dello stesso periodo di quella in asta. Per me il vero dilemma è capire perchè una carta di Afro pazzesca debba essere messa sul mercato a 30000 euro, storicamente vale più di tanti mostri sacri sempre per iperboli assurde, ma non troppo, meglio di un lavoro simile di Arshle Gorky che di euro ne vale 300000.
    Mi domando cosa si può acquistare di meglio con i 20 e rotti mila euro che il proprietario incamera con questa vendita: un più che mediocre lavoro dell’inganno Transavanguardista? un francobollino di 16 lettere dell’Alighiero? Una tavoletta 20×20 piena di chiodi o peggio ancora un piombo piegato…..dal pazzo mercato.

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