Archivio mensile:agosto 2014

Sospiri e sogni, senza fermarsi a Ebola

sospiro

 

Sabato prossimo,6 settembre riparte la stagione delle aste di arte moderna e contemporanea della Meetingart. Asta 780 in otto sessioni. Come con un libro da sfogliare adagio per gustare il bello e schernirsi del brutto, io parto. Per ora emozioni, sensazioni. Nelle prime due sessioni, dominate, nella sessione di sabato,  da un Afro come Dio comanda a un Afro (nulla di meno e nulla di più) e, nella sessione di domenica, da un Chia (idem con patate), si gustano sapori diversi. Presto vedrò di percepirli meglio. Per ora ho trovato la copertina di questo primo post da nuova stagione. E’ il Pistoletto del lotto 201. Un  multiplo, ma molto meglio (a mio dire) dei frattali multipli-unici che hanno diluito fino a farla evaporare una buona idea di partenza. Tema delicato e inquietante: la lotta alla tubercolosi. Due volti si sfiorano, si scambiano i sospiri (è il titolo dell’opera). Il rischio è il contagio, la sfida è il dialogo. Chi vincerà?  Guardo questo lotto e penso al mondo assediato dall’incubo malattie (l’ultima si chiama Ebola). Penso a un artista che ci mette un po’ di poesia e lo salva, il mondo. Non solo lui. Al lotto 38 (nella foto sotto), infatti,  ecco un Teatro quotidiano di Guido Zanoletti. Genovese, docente dell’Accademia Ligustica di belle arti. Poeta. Pittore. Designer e creativo. Scomparso da poco. Nelle sue opere c’è la ricerca della meccanica dei sogni, di una geometria onirica che ti fa riflettere senza più angosce (vero Ebola?)

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Presta, un pensiero

prestaCodi art – “Nessun sistema ha il diritto di rivendicare il monopolio interpretativo dell’arte; il prestapensiero umano è impotente a dare una risposta scientifica su che cosa essa sia e non si può parlare propriamente né di metafisica, né di etica, né di religione, né di estetica. La sintesi definitiva non sarà mai raggiunta, ogni prospettiva si rinvierà ad altre prospettive e gli orizzonti rimarranno sempre aperti. Perciò occorre abbandonare ogni ricorso a parole superficiali per rompere tutti i ponti con i residui concettuali e psicologici e occuparsi unicamente un’altra volta della netta procedura del discorso pittorico, ossia dei rapporti che legano la materia, il colore e l’idea (per noi i codici dell’universo). La ricostruzione sarà faticosa ma indispensabile. Partendo da questa premessa, diciamo che occorre sbloccare il linguaggio dell’astrattismo ed esaminarlo alla luce della sua funzione comunicativa, espressiva e sociale. Tutto questo conduce a nuove prospettive e a diversi modi di vedere le cose ai quali noi con i nostri temi, che sono i codici derivanti dell’universo, ci stiamo avviando. Concludendo, l’universo – la macro e il microfisico – è una realtà mutevole di strutture viventi interattive e, come tali, imprescindibili.”

prestaSalvador Presta

(dal sito )http://www.caldarelli.it/salvadorpresta.htm