Archivio mensile:settembre 2014

Almir, ti aspettiamo a Vercelli

Viaggio tra gli artisti che sarebbe bello incrociare in asta alla Meeting art.

gdr_01Mavignier negli anni 70

(Dal sito http://www.mavignier.com)

Almir da Silva MAVIGNIER. Inizia a studiare pittura a Rio de Janeiro nel 1945; solo quattro anni dopo il suo primo quadro astratto emege. In quel momento entra a far parte del primo gruppo di pittori astratti in Brasile. Nel 1951 MAVIGNIER si stabillisce a Parigi, dove frequenta l’Académie de la Grande Chaumière fino al 1953 . Lo stesso anno, 1953, si trasferisce in Germania, dove ha studiato alla Hochschule für Gestaltung di Ulm, allievo di Max Bill ( si diceva di Piemonti nel post precedente.).  Dal 1958 MAVIGNIER collaboratcon gli artisti del gruppo  ‘Zero‘. In una delle prime mostre a Dusseldorf è con Otto Piene e Mack. Le sue opere ottico cinetiche sono state esposte alla mostra ‘Konkrete Kunst’ al Helmhaus di Zurigo nel 1960; nel 1960-1961 è stato coinvolto nella mostra ‘Nove Tendencije’ a Zagabria come co-organizzatore.Di questi anni è la frequentazione con Lucio Fontana. Di questi anni è l’incontro e l’amicizia con il grande Antonio Calderara. E’ Mavignier, conoscendo il genio di Calderara, a riuscire a vendere due suoi quadri in Germania. E’ da lì che nasce il successo tedesco del maestro di Abbiategrasso.

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beat-street break down
9 farben x 64 elemente

öl auf leinwand
100 x 100 cm
1985

(dal sito http://www.mavignier.com)

Nel 1964 MAVIGNIER partecipa alla Biennale di Venezia e la Documenta III di Kassel. Un anno dopo, nel 1965, è nominato alla Staatliche Hochschule für Künste di Amburgo come professore di pittura. Lo stesso anno sue opere sono alla mitica mostra itinerante ‘The Responsive Eye’, al Moma. Nel 1968 MAVIGNIER partecipaancora una volta in Documenta di Kassel . Nel 1985 ha ricevuto il Premio dello Stankowski Stiftung. Recentemente, le sue opere sono state esposte presso il Museu de Arte Moderna di San Paolo nel 2000 e al Museum für Kunst Konkrete a Ingolstadt.

Ti aspettiamo, Almir….

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4 cose su Piemonti

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Ho incontrato Lorenzo Piemonti alla Meeting art di Vercelli. Due ore di dialogo sul suo fare arte. Sapevo qualcosa di lui, testimone coerente e contemporaneo del Bauhaus.

(dalla Trecccani):” Bauhaus (Staatliches Bauhaus Weimar) Istituto superiore di istruzione artistica, fondato a Weimar nel 1919 da W. Gropius per promuovere, in risposta alle esigenze che già dalla fine dell’Ottocento avevano dato vita ai movimenti Arts and crafts e Deutscher Werkbund, un nuovo metodo educativo in grado di superare l’antinomia arte-artigianato, finalizzato all’integrazione tra arte e industria e all’unità e armonia tra le diverse attività artistiche. Strutturato in sei semestri, il programma del B. prevedeva due corsi paralleli ma coordinati (uno dedicato ai materiali e ai processi di lavorazione, guidato da un ‘maestro artigiano’; l’altro consacrato al disegno e alla teoria della forma, guidato da un ‘maestro della forma’), preceduti da un semestre per sviluppare nell’allievo il senso dei materiali e dello spazio, introducendolo alla figurazione artistica (corsi tenuti da J. Itten e, dopo il 1922, da L. Moholy-Nagy)”.

Sapevo del suo stretto rapporto con il movimento del Costruttivismo svizzero e del suo dialogo artistico con Max Bill negli anni Sessanta.

Dalla Treccani : “Max Bill. Architetto, pittore e scultore svizzero (Winterthur 1908 – Berlino 1994). Studiò a Zurigo e al Bauhaus di Dessau. Membro di Abstraction-Création (1932-36), associato ai CIAM (1938), fondatore della rivista Abstrakt-Konkret (1944) e dell’Institut für progressive Kultur (1947), B., uno dei maggiori rappresentanti dell’arte concreta, ha elaborato con rigorosa coerenza un linguaggio la cui struttura geometrica ha una matrice logica ordinatrice di forme semplificate fino all’elementare. La creazione artistica è per B. visualizzazione di idee astratte, liberamente immaginate, in forme otticamente percepibili attraverso i colori, lo spazio, la luce, il movimento”.

Sapevo della sua presenza museale e espositiva a fianco di altri maestri dell’astrazione razionale (Bonalumi, Castellani, Dadamaino, Gianni Colombo)

Nella foto sotto un incontro alla Galleria Corsini di Intra nel 1977 con l’artista (a sinistra), Dadamaino,Emilio Tadini, Giorgio Marconi

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Sapevo di opere sue in musei internazionali come il Museum of geometric ad Madi art di Dallas.

 

Lorenzo Piemonti

Piemonti was born in 1935 in a suburb of Milan. He lived and worked in Switzerland from 1965 until 1975, where he studied with the masters of concrete art. During this period he made fashion mannequins for Balenciaga and Yves Saint Laurent. These were shown at the Metropolitan Museum of Art in New York and at the Museum of Art and Fashion at the Louvre. He also has monumental sculpture pieces in Italy.

 

 

 

Dopo l’incontro di domenica so altre quattro cose, che vi scrivo.

1) Ogni sua opera è una sua opera. Una tautologia? No. La storia dell’arte e soprattutto l’ultima fase di essa è ricca di artisti che affidano un’idea a un gruppo di lavoro. Non sono più le scuole rinascimentali, ma factory e catene di montaggio vere e proprie. Piemonti no. Preciso, costruttivista, molto bauhaus abbina la sua forma d’artista alla sua forma di manipolatore artigiano di quella forma. Crea opere in cui colori e inserti di materiali rispondono a logiche matematiche e armoniche.

2) Ogni sua opera è diversa dall’altra. La serialità dell’arte è un vizio in cui spesso l’artista cede per compensare l’esigenza della domanda di sue produzioni con l’offerta che l’atelier può garantire. Piemonti no. <Non voglio farmi impossessare dall’opera _ dice _ L’opera cerca di condurmi a rifare percorsi già fatti, per semplicità, per partito preso. In questi momenti cerco di staccarmi dai miei stereotipi e lasciare comunque qualcosa di nuovo in quello che sto facendo>.

3) Artigiano nel cuore, artista nella mente. “Io dipingevo manichini” racconta Piemonti della sua esperienza in Svizzera. Lì incontra Max Billi, lì incontra il concetto alto di design che lo porta a produrre opere esposte al Louvre e al Metropolitan per dare un senso aggiunto alle grandi creazioni di moda. E’ come dire che Le Courbusier costruiva modellini in legno di case e palazzi. Ma Piemonti non è  umile per caso, è piuttosto il senso della misura e il rispetto che si deve ad ogni prodotto della nostra fatica creativa.

4) Un artista affamato. “Io ho fame _ dice _ fame di continuare la ricerca, fame di produrre, fame di scoprire nuovi proporzioni di colori e forme. Credo che per un artista la fame, un tempo anche materiale, sia un’esigenza”. Artista affamato: come Fontana che, sotto quei morsi, ha tagliato la tela; come Castellani che non smette di cercare il punto in cui l’ombra nasconde la luce; come Picasso che ha dipinto sè stesso da ragazzino quando ormai era a un passo dal suo addio.

775

Gran finale

Giulio Turcato:  una spettacolare superficie lunare, sold a 40mila euro . Paul Jenkins: uno dei dipinti più storicizzati (anni Sessanta) mai apparsi sul mercato nazionale del grande espressionista astratto americano, sold a 30mila euro. L’asta 778 della Meetingart ha aperto la stagione autunno-inverno con un fuoco di fila di aggiudicazioni importanti per opere di alto valore storico e qualitativo. Il gran finale con Turcato e Jenkins ha confermato un verdetto: il mercato dell’arte è in movimento. Ne vedremo delle belle…

santo Maso

Asta 780 OPERE DELL’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA Lotto precedente Aggiorna dati
Settima Sessione: Sabato 27 Settembre 2014 ore 15:00 – Lotti dal 691 al 790
Lotto 790 GIUSEPPE SANTOMASO Venezia 26/09/1907 – 24/05/1990

smaso

Immagine Opera Suite friulana 11, 1964
olio su tela cm. 130×162, firma e anno in basso a sinistra, timbro della Galleria Tega (MI), etichetta MiArt 2007 (MI), etichetta del Museum Am Ostwalldortmund, etichetta del Museum of Art Carnegie Institute Pittsburg al retro.
Bibliografia:
– Pittsburg (U.S.A.) Ottobre 1964
– Hamburg (Germany) Novembre 1965
– Berlin (Germany) Kunstverein Marzo 1965
– Dortmund (Germany) Haus am Lutzowplatz Aprile 1966
– Ponente 1968 tav. 50 pagina 116
– Alfieri Ponente Catalogo Ragionato 1975 numero di cat. 470 pag. 74
– Locarno Casa Rusca 1990 pagina 101
– Pordenone Villa Galvani 2006 pagina 172
– Pordenone Galleria Arte Moderna pagina 299.
Stima € a richiesta
Base d’Asta € a richiesta
Ultima Offerta € 270.000 Aggiudicato

Scialoja fa rima con Goja

asta 780 OPERE DELL’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
Settima Sessione: Sabato 27 Settembre 2014 ore 15:00 – Lotti dal 691 al 790
Lotto 735 TOTI SCIALOJA Roma 16/12/1914 – Roma 01/03/1998

012014009525Senza titolo, 1995
olio e vinavil su tela cm. 70×50

Toti Scialoja ha conosciuto i grandi dell’espressionismo astratto, era loro amico. Non  uno lì per caso. Ha dipinto con Vedova (forse anche superandolo), ha insegnato arte a Pascali, Kounellis e Ceroli. Quando nel presunto declinare della sua carriera ha incontrato l’opera di Goja al Prado è ritornato giovane artista in cerca di una nuova forma espressiva tra colore e emozioni spatolate. Opere nuove, forti, emozionali. Come quella in asta sabato. A un decimo di valore da un Vedova, ma probabilmente spanne sopra per significato…

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Segnalazione (sarò presente all’incontro con questo maestro vero. Ne parlerò in un prossimo post)

2169 Copertina ASTA/MOSTRA 20 OPERE DI “LORENZO PIEMONTI” CON BANDITORE VIRTUALE E PRESENZA DELL’ARTISTA
Unica Dom 28/09/2014 ore 10:00

Dorazio nello spazio

Il più Dorazio di sempre. Alla Meeting è stata aggiudicata un’opera di Piero Dorazio che rappresenta il top price per l’artista Cose che anche un blog di facezie d’arte deve annotare.

E l’annoto. Copio e poi incollo


Asta 780 OPERE DELL’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA Lotto precedente Aggiorna dati
Quinta Sessione: Sabato 20 Settembre 2014 ore 15:00 – Lotti dal 461 al 560
Lotto  560 PIERO DORAZIO Roma 28/06/1927 – Todi 17/05/2005
Immagine Opera Friendly deterrent, 1958
olio su tela cm. 160×130, firma e anno in basso a destra, titolo, firma, anno ed etichetta della XXIX biennale d’arte di Venezia 1958 al retro, fotografia ritraente l’artista e il dipinto alla Biennale di Venezia allegata.
Bibliografia:
– Biennale di Venezia 1958 pag. 126 citato
– Santini La XXIX Biennale di Venezia 1958 tavola 88
– Habasque Confrontation 1959 pagina 21
– Kassel II Documenta 1959 riprodotto.
– Dusseldorf Kunstverein 1961 riprodotto.
– Dorazio a cura di Marisa Volpi Orlandini Belser/Electa al numero 295.

Stima € a richiesta
Base d’Asta € a richiesta
Ultima Offerta € 360.000 Aggiudicato

E’ solo mare

012014009153turner

(sopra Verna e sotto Turner)       

<Io mi sono sempre considerato pittore perché convinto di potermi esprimere soltanto con il colore: ma senza la pretesa di privilegiare la pittura nei confronti di qualsiasi altro mezzo o disciplina. Anzi, spesso, la ricerca mi ha fatto sentire più vicini artisti che indagano altri spazi e altre possibilità: e questo perché credo che l’arte sia una scommessa, un progetto che ha a che fare con l’utopia, una proposta che non doppia la realtà, ma casomai la interpreta fino a proporne un’altra>.Scrive Verna. Indagare gli spazi con la pittura e con la mente. Il sole è Dio, scriveva William Turner, il più grande pittore che abbia mai dipinto  in tutto il Regno Unito. Alla fine, per entrambi, davanti agli occhi c’è solo il mare.

743 CLAUDIO VERNA Guardiagrele (Ch) 24/09/1937
Orizzonte-mare, 1974 olio su tela cm. 100×140, firma, titolo e anno al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto. Esposizioni: Personale Studio La Città, Verona 1975.
Bibliografia: -“Claudio Verna Catalogo Ragionato”, a cura di Volker W. Feierabend, Silvana Editoriale, pagina 337, N.CAT.371. (valutazione: 8.000 9.000. Base d’asta 4.000. 4.800)

Invenduti e vincenti

Asta 780. Storia breve di tre lotti invenduti. Mentre, le loro opere attendono un chiodo (concesso ad altri chiodi intesi come opere), i tre di questo post bellamente se ne impippano. Paul Jenkins sta, infatti, probabilmente dissertando, in questo momento, con Pollock e il suo amico e maestro Rothko se l’energia dell’universo la puoi colorare giocando con pennelli e gravità o con intense e oniriche campiture di colore o non piuttosto con trame eteree di toni che sfiorano il , senza toccarlo, il nulla. Leon Gischià sta, intanto, probabilmente, riflettendo con Fernand Legier e Le Courbusier se il lavoro fatto insieme nel 1937 per decorare ilPavillon des temps nouveaux di Parigi poteva prendere altre strade. Lì accanto Gustave Singier ha ritrovato gli artisti del gruppo dei Jeunes peintres de tradition française fondato a Parigi nel 1941. Hanno,insomma,  altro da fare che crucciarsi perchè c’è chi si aggiudica un Metanunziante o un Tardostefanoni (che bello Tino quando compilavi gli elenchi visuali d’oggetti!!!). Lassù non è quaggiù. E loro sono decisamente più in alto.

012014010275

Lotto 329. PAUL JENKINS (Kansas City 12/07/1923 – New York 09/06/2012)

Senza titolo, 1960
olio su tela cm. 162×129, firma e anno al retro.

 

 

012014009027

Lotto 518. LEON GISCHIA (Bax Landes 08/06/1903 – Venezia 1991)

Composizione 25 P, 1973 olio su tela cm. 60×81, firma in basso a destra, firma, titolo, anno e timbro della Galleria d’Arte Rotta (GE) al retro.Bibliografia:-“Léon Gischia, rétrospective 1917-1985”, tenutasi presso il Paris Art Center nel 1985, pagina 185.

 

 

 

012014007022

Lotto 318. GUSTAVE SINGIER Warneton (Belgio) 11/02/1909 – Parigi 1984)

Composizione, 1968 acquerello su cartoncino cm. 77×57, firma e anno in basso a destra, etichetta e timbri della Galleria Rinaldo Rotta (GE) al retro. Bibliografia:
-“Pittura a Parigi 1945-1970, Sguardi sul collezionismo lombardo”, a cura di Beatrice Buscaroli Fabbri, mostra tenutasi dal 2 giugno al 22 luglio 2000 presso Palazzo Sertoli, Galleria Credito Valtellinese, Palazzo Pretorio, Sondrio, pagina 99.

Incontri, viaggiando

Capita. Accade. L’arte crea vibrazioni. In un recente post, indicavo tra i lotti in gara, quello di un artista un po’ nascosto dalle lusinghe del mercato, ma importante per la testimonianza lasciata: Luigi Piciotti. Ora, pubblico e ricevo:

Gent.mo Sig. Guerrini,

 ho letto con grande piacere ed interesse la recensione di un quadro di mio papà Luigi Piciotti, in occasione di  un’asta a Vercelli della scorsa settimana.

Mi ha colpito tantissimo l’analogia tra Paderno d’Adda e Vigevano!

E pensi un po’ domani aprirà una mostra a Vigevano di sue opere presso la Galleria Capricorno! Verrà anche Simona Bartolena la critica d’arte che ha sempre un occhio di riguardo per la sua storia d’artista.

Ho creato un blog con alcuni aggiornamenti sulle mostre    luigipiciotti.blogspot.it

Invito mostra Vigevano 2014

Esploratori spaziali

valentini

Asta 780 di sabato prossimo. Lotto 297. Viaggio celeste, un’opera del 1999 di Walter Valetini. Personalmente sono soggiogato dal suo fare arte, per cui il poco giudizio critico che ho, si perde in queste potenti suggestioni. Per uno come me cresciuto alla ricerca di nuovi mondi, al comando di James Kirk sulla mitica Enterprise, Valentini rappresenta al meglio questo desiderio di realismo fantascientifico, di geometrie oniriche, di rotte verso qualche forma di libero pensiero. Valentini, come Caravaggio con le zone d’ombra, esalta con le linee e le materie, il confine tra ciò che è e ciò che potresti trovare.

Al  lotto 311, stessa asta, stesso giorno, ecco un enorme (per dimensioni spaziali e di concetto) dipinto di Claudio Olivieri. Fare pittura, Pittura Pittura, Griffa, Pinelli (tanto di moda), ma anche Zappettini, Gaul, Carmen Gloria Morales. Olivieri gioca le sue carte con le velature di colore, piani d’aria colorata che sembrano evocare l’arrivo prima o poi di una forma. Una porta stellare, uno squarcio nello spazio/tempo, quello aperto da Lucio Fontana. Moto interstellare, velocità di  curvatura : salite a bordo dell’Enterprise.

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