Preview 785. La griffe Griffa

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Asta 785 alla Meeting art. Cinque sessioni  che si svolgeranno dal 29 novembre all’8 dicembre. Base D’Asta offre ai suoi pochi (?) e affezionati (?) seguitori (????) alcune preview dedicate ai lotti che saranno posti in asta. Se il buongiorno si vede  dal mattino e se sono rose fioriranno…sarà un ‘ottima giornata e con il profumo dei fiori. Vabbè, primo lancio.

Riecco Grpittoiffa. Un lotto che sarà subito sotto esame di collezionisti e operatori. L’opera di Griffa rappresenta infatti, un  importante ritorno  sul campo delle aggiudicazioni vercellesi. Torna, infatti, in vetrina l’artista analitico che traccia linee di pensiero sulla tela grezza, da appendere rigorosamente con puntine senza cornice, esaltando il supporto e non il contorno. E fa  botto sul mercato dell’arte. Nell’ultima asta un suo pezzo ha raggiunto proprio alla Meeting Art  l’aggiudicazione record di 50mila euro (al netto dei diritti). Inoltre,  nella scorsa primavera, una tela meno dimensionata di questa ha fatto sei volte la stima a Sotheby’s. A livello internazionale c’è ripresa d’interesse per gli artisti che, negli anni Settanta, cercarono nuove sintesi pittoriche. Cresce, ad esempio, l’interesse, biecamente mercantile, per la figura del francese Daniel Buren, già ampiamente nella storia dell’arte, un creativo di prima fascia:  134mila sterline l’ultima aggiudicazione di luglio a Sotheby’s. Buren che, guarda caso, ha fatto delle strisce sulla tela, come le righe di Griffa, il proprio codice espressivo. Ecco, dunque, il Griffa che si annuncia all’orizzonte di Vercelli promettendo fuochi e rilanci:

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(Linee orizzontali, 1974 acrilico su tela cm. 40×92, firma e anno al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto).Non è nota la base d’asta, ma conoscendo la tendenza Meeting art a partenze caute, potrebbe essere tra i 4-5mila euro.

 

Dice Griffa del suo operato d’artista: “E mi sento, seppur eretico, figurativo, astratto e informale, tutto insieme. Figurativo perché sono figure i segni che si inseguono sulla tela narrando il loro divenire, e perché la rappresentazione della natura persiste per metafora, il ritmo, la commistione di tempo e spazio, la intelligenza della materia che si confronta con quella dell’uomo, le società di segni disegnate sulla tela, eguali eppur diversi l’uno dall’altro in analogia del mondo organico e inorganico, uomini o cavalli, foglie o cristalli”.

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