Strapp strapp, ma vale?

il gigante

” Se uno ha tutta questa terra, significa che l’ha portata via a qualcuno”, dice Jett (James Dean) nel Gigante (film cult del 1956- regia di George Stevens). La vita artistica di Mimmo Rotella forse inizia proprio così: se uno ha tutti questi manifesti, per forza li ha portati via a qualcuno. Certo. Era davvero così. Il primo Rotella, quello naif e creativo, quello davvero ribelle, portava via i manifesti dai muri di Roma. Carta e lamiere, un furto d’arte per cambiare strada al modo di fare l’artista. In realtà qualcuno l’aveva già fatto prima (dadaisti e futuristi oltre ai  cubisti con il collages), ma Rotella ci mette rabbia nuova e cerca le icone del suo tempo su cui sfogare la sua vis d’artista. L’obiettivo: trasformare i manifesti in icone per poi strapparle con furia allegramente iconoclasta. Furia d’arte, produzione d’arte. L’asta 2183 di martedì prossimo alla Meeting art ripropone all’attenzione dei collezionisti e di chi compra arte i decollage di Rotella in formato multiplo. Multiplo. Opere seriali , ma che Rotella ha reso “uniche” modificando il tracciato del suo strapp strapp d’artista. Quindi si tratta di opere seriali, ma uniche?  E dove sta la differrenza? E che valore hanno? C’è da dibattere.

Mi vengono in mente, sul tema, tralasciando il riferimento alla factory warholiana, due esempi nostrani. Il primo è quello offerto da Enrico Baj, genio poliedrico ancora ampiamente sottoquotato . I suoi multipli realizzati con brillantini, medaglie e passamanerie sono spesso più accattivanti dell’opera unica (che ha la stessa matrice, peraltro) quasi che l’artista sia a lì a mostrare come, nella serialità, si possa nascondere l’eleganza e un’unicità di un’idea a differenza di un’opera unica dove l’idea si appesantisce di routine. Meglio sforzarsi per far vedere il bello a più persone che diventare scemi per far vedere qualcosa di bello a una sola persona: forse è esagerato pensarlo, ma forse è così. Boetti è l’altro esempio. I suoi arazzini sono una simpatica e concettuale presaperifondelli di chi chiede all’artista di fare qualcosa di unico. Eccolo, il mio unico, ti dice Boetti: arazzini quadrati, colorati con una frase che ho pensato io, ma che hanno ricamato donne che neppure conosco. Opere uniche, ma seriali. E il cerchio si chiude. Ma allora i decollage multipli di Rotella in asta alla Meeting art martedì prossimo sono da prendere? Il seguito alla prossima puntata… (1-continua)

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