Archivio mensile:novembre 2014

Disturbanti opere d’arte

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La vera arte è dove nessuno se lo aspetta, dove nessuno ci pensa né pronuncia il suo nome. L’arte è soprattutto visione e la visione, molte volte, non ha nulla in comune con l’intelligenza né con la logica delle idee.

Jean Dubuffet fu il primo a riconoscere in maniera esposta e con il peso della sua grandezza d’artista che quegli artisti e quell’arte meritavano un posto nella storia. La chiamò Art Brut. L’altra arte, quella borderline, quella che nasce dalla sofferenza psichica e fisica reale o semplicemente quella che si muove fuori dagli schemi, diffidente, per animo inquieto e magari distrbato,  di accademie e mercanti. Cresce intanto l’interesse per questo mondo anche sotto la spinta del Gugging, la Casa museo dell’Outsider artists di Vienna. Casa dove visse August Walla, il picasso di questo mondo intrigante e inquietante (sue le opere delle foto qui sotto).

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Resta il dialogo visivo con opere che raccontano le paure incontaminate dell’uomo, quelle allo stato puro dove le ansie e gli affetti frantimati agiscono direttamente sul subconscio e guidano la creazione come è il caso di quest’opera di Marie Claire Guyot.

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Alla Residenza Universitaria Biomedica della Fondazione Collegio Universitario S. Caterina da Siena di Pavia (via Giulotto) è stata inaugurata una nuova importante mostra dedicata questa volta alle opere degli Artisti Outsider della Haus der Künstler del Museo Gugging e del bild.Balance Atelier di Vienna,  esposte con altre raccolte dagli anni ’70 ad oggi. Walla, Vondal, Fischer, Wikidal, Katarina Savic sono solo alcuni degli autori le cui opere riunite nel Fondo Fabio e Leo Cei sono per la prima volta presentate al pubblico. Un viaggio nella dimensione espressiva ed estetica di eccezione, che mostra senza filtri quei fattori psichici naturali che sono alla base della creazione artistica e ne rivelano l’essenza originaria.

La mostra rimarrà aperta dal 24 novembre 2014 al 31 gennaio 2015.

(chiusa dal 23 dicembre 2014 al 6 gennaio 2015)

Punk&Paul

operakoIn asta martedì alla Meeting Art (asta 2190 dalle ore 16 con banditore virtuale), le opere di Paul Kostabi. Il fratello di Mark. Mentre quello ha prodotto una sua figurazione metafisica (e un po’ ruffiana, ci sta ci sta) creando anche un suo atelier, Paul si è dedicato a una figurazione molto più acida. I riferimenti chiari sono a Basquait, ai graffitisti, alla cultura della periferia americana.  Paul Kostabi è rapper, rockettaro davvero duro (amico di Dee Dee Ramone, l’anima dei Ramones, il gruppo più punk di cui si è avuto notizia in italia negli anni Settana-Ottanta). Paul Kostabi usa oggetti vari (spesso i cd) per dare luminosità riflessa a costruzioni scenografiche dove vengono messe in scena le inquietudini della sua e altrui psiche. I suoi personaggi sono i pronipoti dell’urlo di Munch: più spaventati che incazzati.  C’è rappresentazione più che voglia di dare verdetti. Ma, alla fine, non è un mondo poi così diverso da quello che ci circonda.

In asta martedì alla Meeting art alcune  pareti su tela  dipinte che un collezionista , attento a provocare suggestioni a chi passa da casa sua, a prescindere dal valore di effettivo investimento  di ciò che ha appeso, non dovrebbe trascurare. Che poi il mercato sorprende chi sa sorprendersi. Guardate, ad esempio,  l’opera in foto. Credo che supererà di poco i mille euro.E’ 1 metro e 80 per due. Certo impegnativa (serve un furgone per portarla via). Ma una volta collocata, superato il primo severo impatto estraniante, il dialogo visivo sarà possibile. L’arte a volte è scelta ardita di chi la colleziona: abbattendo gli schemi e mostrando ad amici e parenti di essere altro…o altrove…

Dedicato ai pendolari

pigna

Ci sono tantissimi modi di viaggiare e interpretare la parola viaggio; tutti in un modo o nell’altro ne sono coinvolti: viaggiare non è solo un’esperienza che implica uno spostamento, si può fare anche restando immobili, leggendo un libro o scrutando l’orizzonte. Oggi, si può viaggiare nei modi più diversi, grazie a mezzi impensabili fino a qualche decennio fa: innovazione tecnologica e internet hanno permesso lo sviluppo di un mondo virtuale, che si esprime attraverso un “viaggio senza partenza. (…) Ho affrontato il tema del viaggio perchè mi chiedevo quale potesse essere il motivo che spinge gli individui ad essere sempre in movimento e per questo ho preso in considerazione la categoria dei pendolari. Soggetti che viaggiano ogni giorno, vivono e interagiscono durante la maggior parte del loro tempo in una città che non è casa loro, in una condizione di spaesamento iniziale e in contatto continuo con l’alterità>. E’ la sintesi di presentazione di una tesi di laurea in sociologia, pubblicata nel 2005 da Laura Lucchese (Università degli studi di Milano).

Spaesamento e contatto continuo con l’alterità, ma anche sonno represso, sbadigli, il fastidio di chi ti siede accanto o la voglia di far muovere il treno a calci. Freddo e caldo, finestrini rotti, porte rotte, sedili sporchi, cartaccia, resti di presenze umane passate, tenertela fino al primo bagno “potabile”. Quello che spinge e quello che si pianta davanti. Il cappuccino che sa di fondo di caffè e di latte lasciato fuori dal frigo. La brioche rovente con la marmellata piombo liquido. La nebbia, il sole, la neve. Scarpe bagnate o maglie sudate. Pendolari, eroi dello spaesamento. Resistere è la loro missione.Trasformare il disagio in routine, il loro core business. Dedicato a loro, il post e anche il quadro. Per me il più bel dipinto che ho visto di Luca Pignatelli. Un Paesaggio visto dal treno (lotto 21 asta 785-Meeting art, Vercelli). E’ diventato famoso e ricco (presumo) dipingendo locomotive e reperti archeologici sui teloni ferroviari. Il senso del tempo, del viaggio, del consumato. Ma qui non è il telone a rendere seppiato il pensiero del viaggio, è una figurazione onirica, una pennellata spinta probabilmente dai suoi ricordi dei viaggi in treno. Pendolare, lo siamo tutti.