Archivio mensile:novembre 2014

Figuration, libre!

hs_ba_combasNegli anni Ottanta mentre, in Italia, due politici di nome Craxi e De Mita, giocano a buttar giù l’altro dalla poltrona di Primo ministro, a New York Keith Haring (che se fosse vissuto, allora, in Italia lo avrebbero bollato come diverso) e Jean Michel Baquiat (che se vivesse anche oggi in Italia i benpensanti gli darebbero del drogato e per di più nero), dipingevano i muri trasformandoli in opere da museo. In Francia un tizio di nome Robert Combas faceva lo stesso, nel senso di dipingere qualcosa che appariva un calcioinculo ai format artistici che nei 10 anni prima avevano dominato la scena. Un calcioinculo all’Arte povera (ma de che?) e ai concettuali sempre alla ricerca di un concetto quaunque con cui stupire. Basta concetti! Si torni a dipingere figure e una parvenza di mondo reale. Ma Combas, quando crea con Hervé Di Rosa, il movimento della Figuration Libre, si guarda bene dal copiare quelli della Transavanguardia, gli italiani assemblati da Bonito Oliva (Cucchi, Palladino, Clemente, Chia e il fuori quota De Maria). Non c’è figurazione classica in Combas, non c’è ripresa di stilemi e archetipi visti in una luce nuova. No. C’è del nuovo e basta. Fuori dagli schemi.

Lo è anche quest’opera in asta alla Meeting Art (la 785). E’ opera tarda del 2006, ma carica dei simboli figurativi di Combas. Che poi, lo dico, in Italia c’è un artista dimenticato che aveva precorso di almeno un decennio le prime esperienze di Combas. Si chiamava Claudio Costa. Segnatevelo, questo nome. Ne riparlerò.

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LOTTO 28 La planche naturaliste, 2006
acrilici, tecnica mista e collage su cartone entro teca cm. 65×49, firma sulla destra, etichetta della Galleria Modenarte al retro, certificato d’autenticità della Die Galerie (Francoforte) allegato.
Bibliografia:
-“Robert Combas – Joke’r”, Galleria ModenArte, pagina 126.

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Ci sono opere segnalate nelle  sezioni Io lo comprerei

Visitate la Pagina MOSTRA

Ciao Chin

 

 

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Ciao, Chin. Rieccoti. Di colpo lo ritrovi, nell’asta 785. Hsiao Chin, lo sapevo. Lo sapevo che quel nome era destinato a riaffiorare nella memoria del collezionista e nel rimorso di non averlo associato al concreto di un chiodo a cui appenderlo. Hsiao Chin: lo spazialismo fuso con la spiritualità orientale. Ma chi sono io per raccontarlo?

La biografia (tratta dal sito della Fondazione Marconi,  http://www.fondazionemarconi.org/) . Figlio di Hsiao Yu-mei, un pioniere della musica moderna cinese e fondatore nel 1927 del Conservatorio di Shanghai, Hsiao Chin nasce a Shanghai nel 1935. Dopo aver frequentato la facoltà di Belle Arti a Taipei fonda il gruppo Ton Fan di arte contemporanea, vincendo nello stesso anno una borsa di studio a Barcellona. Alla fine degli anni cinquanta si trasferisce a Milano, dove stabilisce contatti con artisti d’avanguardia (Fontana, Crippa, Manzoni). E’ il fondatore di tre movimenti internazionali d’arte dei quali lui stesso ne rappresenta una sintesi felice: nel 1961 nasce Punto, volto a considerare l’arte come mezzo di trascendenza dei limiti umani rispetto all’infinito; nel 1978 compare Surya (Sole), una ricerca della trascendenza partendo da una umile consapevolezza dei limiti umani; ed infine Shakti (Energia), del 1989, movimento artistico che attinge l’energia creativa dall’Universo stesso. Dopo soggiorni a Londra, Parigi e New York, nel 1971 torna Milano e incomincia a dedicarsi all’insegnamento (prima all’Istituto Europeo di Design di Milano, poi all’Accademia di Belle Arti a Urbino e dal 1985, fino al 1997, insegna incisione all’Accademia di Brera a Milano). Nel 1988 lo Studio Marconi gli dedica una prima grande retrospettiva. La maturità artistica e poetica viene raggiunta da Hsiao Chin a partire dagli anni novanta con quattro grandi cicli di opere chiamate: il Passaggio alla Grande Soglia, sublimazione della morte della figlia Samantha, Verso il Giardino eterno, L’inizio della Rinascita ed Evoluzione cosmica.

La critica. “E’ raro che un artista passi attraverso numerose esperienze, legate a Paesi e ambienti diversi, assimilandole, dividendole e, a un certo punto, assumendo all’interno di esse una posizione d’autorità, dialogando insomma con i suoi compagni di cammino; e mantenga pulita la propria matrice spirituale; che mescoli, modifichi, rinnovi il linguaggio senza contaminarlo. (Rossana Bossaglia ).

In asta. Il dipinto copertina è il lotto 47 dell’Asta 785 che inizierà sabato 29 novembre alla Meeting Art. E’ una Struttura, 1962, olio su tela cm. 80×100. Ma nella stessa asta altri lotti del Chin. Eccoli.

Lotto 86

Lotto 86. Il soldo del morto – 26, 1979
tecnica mista e collage su carta cm. 33,5×36.

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lotto 406

Lotto 406. Senza titolo, 1964
acrilici su carta applicata su tela cm. 75×47

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lotto 582

Lotto 582. Senza titolo
tecnica mista su carta cm. 30×21

Per capirne di più, visitate il sito dell’artista

1865417 (cliccando qui)

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Post scriptum: ci sono le prime segnalazioni sui lotti “caldi” per Bda, nelle sezioni “Io lo comprerei”

Moma, guarda un po’: ci sei tu, qui

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Base d’Asta è un gioco, il blog è un modo per raccontare una passione. Ma, di colpo, ti accorgi che non sei solo. C’è vita attorno a te, vita che si è accorta di quello che scrivi. Pochi, ma buoni. Buoni, ma pochi. E i pochi possono solo crescere, purchè buoni (ah ah ah). Pistolotto iniziale per giustificare un concetto serio: sto incontrando persone (voi), che condividono un tragitto curioso nell’arte. Un po’ fuori schema (ma chi fa gli schemi?), un po’ defilato (ma si vede molto meglio dalla periferia, verso ciò che è il presunto centro). Un po’…tutto questo. E voi a leggere, pazienti e tolleranti, ma chi siete voi? I commenti mi raccontano qualcosa, ma il resto è immaginazione. E io ho trovato il modo di immaginarvi.

Un video.  Un documentario sulla grande mostra sulle avanguardie cinetiche e d’arte programmata che fu organizzata al Moma nel 1965. Era  il Responsive Eyes. Il video lo racconta. Si vedono esperti del tempo, gente vestita a festa per il solito appuntamento mondano, ma anche  tante persone normali. Guadano stupiti Vasarely, Alviani, le opere del gruppo N . Lo fanno, mentre in Italia si guardavano  De Chirico, Guttuso, Sassu o Fiume. Qui arsenico e vecchi merletti, là l’algoritmo del futuro.  Il mondo nuovo al Moma, davanti agli occhi di uomini, donne. Tutti vestiti anni sessanta, ma con la voglia di guardare avanti. Ecco, io vi immagino idealmente come questi americani al Moma, nel 1965. Gli occhi a guardare avanti, sapendo cosa c’è alle spalle. E  guardare avanti a volte è solo guardare controcorrente, quello che gli altri non guardano. E , sorpresa sorpresa, il futuro magari è dietro di te. Vabbè. Per ora, grazie di leggermi. Fatevi sentire, ogni tanto. Ora, Guardate il video e cercatevi…(e non dimenticate la pagina-mostra!)

 

Il poeta lotta..ora!

luc fierens

I post di ieri dedicati a Ugo Carrega, poeta visivo genovese scomparso da poco, hanno riacceso i contatti con il mondo  combattivo della Visual Poetry. Loro lottano, io al massimo scrivo d’arte (e d’amore?). Loro, gli artisti i questa grande corrente. E tra loro, eletta schiera che assapora il midollo dei poeti (cito a braccio), c’è  Luc Fierens, amico e follower di Bda (cosa che mi lusinga, perchè chi è dentro alla bufera creativa merita tutto il mio rispetto). Luc mi scrive e mi consiglia di approfondire il tema Carrega con due rimandi a schede della Fondazione Berardelli (tutta tesa a valorizzare i visual poetry) e a un bel libro (che acquisto) di Carrega.

Vedi Luc, ti ascolto (a proposito il collage di copertina è il suo) e digito i link che mi hai inviato: http://www.fondazioneberardelli.org/artista.php?id=61 e catalogo: Amazon.it: Ugo Carrega. La mente in mano – Berardelli Pietro Berardelli Paolo, Carrega Ugo – Libri

Ma c’è di più. “Per me costano troppo _ mi scrive Roberto Delmonte, amico creativo a tutto campo _ ma, a proposito di Carrega (e tra gli oggetti descritti sul catalogo “Visual Poetry”) potrei farti notare che sono in vendita su abebooks.it tre copie, a costo differente probabilmente per stato di conservazione, de “Il Libro Errante, con testi e illustrazioni di Ugo  Carrega e Vincenzo Ferrari.
(indirizzo: tudor, carrega – AbeBooks)

Ma c’è di più, sempre sul tema poeti visivi e dintorni.  Mercoledì 19 (e giovedì 20) alla Meeting art sarà Asta 2188. Asta con banditore virtuale e con lotti a offerta libera. Lotti di…lotta per i collezionisti della Visual Poetry. li segnalo:

Borygarniermisson

blaine Lotto26 (qui a fianco) Julian Blaine; lotto 27 (in alto a sinistra) è Pierre Garnier; lotto 28 al centro è Arial Arias-Misson; lotto 32, in alto a destra, è Jean Francois Bury.

Ma c’è di più…C’è un lotto che è assolutamente in tema con questi posti. Nell’asta 785 c’è un’opera di Ugo Carrega. La segnalo tra le opere che andrebbero prese (a prescindere da ricordi e nostalgie). Carrega appartiene alla storia dell’arte contemporanea.

Ma c’è di più…Nell’asta 785 (cose belle cose belle) ci sono richiami alla grande mostra che si tenne al Moma nel 1965, Responsive Eye. Vi ricordo che potete visitare la mostra che curo io (sic) nell’apposita pagina. Ingresso: 5 euro o più (il vostro impegno morale a devolvere prima o poi la cifra a qualche associazione/persona che non riesce a vivere solo d’arte e d’amore…). Cliccate qui sotto per andare in mostra.

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Una giornata con Ugo-3

Il Mart  di Rovereto conserva l’archivio di Ugo Carrega, poeta visivo. Per ricordarlo è stata ricostruita “Relativamente”, una performance per episcopio del 1971 di  Carrega. In questo video i primi 4 minuti del filmato proiettato in anteprima alla Biblioteca Cantonale di Lugano dal 14 ottobre al 22 novembre 2014.

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VI ASPETTO ALLE 18. INAUGURAZIONE MOSTRA V-EYE VERCELLI.

PREPARATE LO CHAMPENOISE E I SALATINI

Una giornata con Ugo/2

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not with a word, but a bang

L’opera di Ugo Carrega esposta alla Biennale di Malindi nel 2012.

La forza della parola, è un bang che squarcia il vuoto che ci circonda.

….ZZZANG TUMB TUMB (280 colpo di par-
tenza) srrrrrr GRANG-GRANG (colpo in arrivo) croooc-craaac gri-
da degli uffi
ciali sbatacchiare come piatti d’ottone pan di qua pack
di là cing buum cing ciak (presto) ciaciacia-ciaciaak su giù là intorno
in alto attenzione sulla testa ciaack bello! E vampe vampe vampe
vampe vampe vampe (ribalta dei forti)….(Marinetti, Il bombardamento di Adrianopoli)

Dal futurismo, Carrega ha tratto la capacità di trovare parole che sono già forma d’arte. Non solo concetti, ma suoni e pensieri con colori e forme ad addensarne il sapore. (continua fra poco)

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ALLE 18 SIETE INVITATI AL VERNISSAGE DELLA MOSTRA

(procuratevi spumante virtuale)

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Cosa ricordi di Ugo? una giornata con lui

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“Siamo i nuovi pastori che lontani dai fuochi

tracciamo i miti della mano

segnante dalla mente

i percorsi complessi del pensiero”

(Ugo Carrega, Genova 17 agosto 1935-Milano, 7 ottobre 2014)

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(continua fra un po’…state connessi)

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ALLE 18 siete invitati al vernissage della mostra