La caverna degli artisti estinti

John Keating nel film l’Attimo Fuggente dice: <Due strade trovai nel bosco ed io scelsi quella meno battuta>. Il professore fuori dagli schemi sta, in quel momento,educando i suoi allievi al culto dei poeti estinti. O meglio, perduti. Di certo, in disparte. Ecco. Non sono Keating. Non faccio il professore. E non scrivo di poeti. Ma trovo similitudini utili per questo post.

Domenica scorsa, Pablo Carrara, amministratore delegato di Merting Art, ha segnalato come l’asta in corso la 789, avesse fatto segnare il 97 per cento di quadri venduti. Tantissimi. Tanti chiodi a parete per tanti quadri. Eppure qualcosa non ha ancora trovato un proprietario. Come cani, anche di razza, restano nel canile in attesa di essere capiti o dimenticati. Troppo patetico? Facciamo i prosaici: ciò che resta invenduto (per ora) cosa si porta appresso?

dessì Gianni Dessì Solitario, 2005 olio su tela operata al centro con cornice invasa cm. 132x72x6. Pura scuola Romana (quelli del Pastificio: Ceccobelli, Gallo). Formato da Scialoja. Scenografo d’opera di fama mondiale. Fermo a 3mila euro.

Krishnamachari6BOSE KRISHNAMACHARI. Stretched bodies 34, 2007 acrilici su tela cm. 91,4×243,8×5, firma, titolo, tecnica ed etichetta della Aicon Gallery (New York). Artista indiano. Base a Mumbai. Curatore di eventi conosciuto a livello internazionale. Mercato indiano dell’arte frizzantissimo. Artista giovane (clase 1963). Fermo a Vercelli a 15mila euro.

012008003021 Bruno Cassinari. Natura morta, 1964 olio su tela cm. 70×60, firma in basso a destra, titolo, firma, anno ed etichetta della Galleria d’Arte Gissi . Cassinari, appartiene a un’epoca della pittura italiana che più fatica a resistere ai colpi di maglio del tempo. Quest’opera un tempo erano il top del mercato nostrano, per di più acquistata dalla Galleria Gissi di Torino (come un gianduiotto della miglior cioccolateria). Adesso i suoi 8mila euro sono diventati fardello. E identico discorso può essere fatto su questi altri lotti al palo (ma con qualche distinguo):

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A sinistra un Torero (Camomillo?) di Sassu (mercato in stallo). Accanto un’opera astratta di Paulucci (il Torinese del gruppo dei Sei) il cui mercato, dopo un tentativo di argine , negli ultimi anni sta cedendo. Accanto c’è Guttuso su cui però potrebbe esserci uno scatto di reni. Infine Attardi, un grande maestro… di ieri. E purtroppo non è finita in questa sorta di reliquiario di una grande arte italiana un po’ meno grande sul mercato. Si prosegue con:

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Da Sinistra un Pajetta che davvero è da salotto buono borghese con maioliche e fiori freschi. Pizzi stirati e pattine per non rovinare il pavimento lucidato. Vicino Pompeo Borra, un grande non più di moda. Stanco e appassito è il Cappelli. Vicino un Orfeo Tamburi che ora paghi come una sua litografia. Ci soni poi casi che richiedono ulteriore mia e vostra riflessione:

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A sinistra Lindstrom. Il mercato dell’artista svedese (inizialmente con qualche turbolenza su fondazioni e certificazioni) non ha ancora chiarito se questo nome che sembra Cobra , ma non è gruppo Cobra sia davvero quello di un possibile campioncino nelle quotazioni. Su Schifano (al centro) e Tano Festa (accanto) ci sarebbe da dire, ridere e ridire. Adesso il trend sembra su. Ma lo è davvero? Loro due però sono grandi (Schifano di più). Su Chia a destra sospendo il giudizio. Certo è, che più i quadri sono lontani dalle origini del movimento Transavanguardia (anni 80) più diventano di maniera. E la maniera non paga molto. in prospettiva.

Infine non mi esprimo sulla Lempicka invenduta (non ho alcun appiglio minimo per dire qualcosa). Mi esprimo sul Soldati invenduto (non è bello). Resta da capire se l‘Adami ,ora al palo, troverà un chiodo. Se non accadrà, si dovrà aprire un fascicolo….

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