Bologna è sempre una vecchia signora…

francesco-guccini

<… dai fianchi un po’ molli, col seno sul piano padano ed il culo sui colli…Bologna per me provinciale Parigi minore,mercati all’aperto, bistrots, della “rive gauche” l’odore, con Sartre che pontificava, Baudelaire fra l’assenzio cantava, ed io, modenese volgare, a sudarmi un amore, fosse pure ancillare. ..>.

Testo di Guccini. La canzone la trovate cliccando sulla foto. Bologna. E la sua fiera d’arte. Intanto canto <Oh, quanto eravam tutti artistici,ma senza pudore o vergogna,cullati fra i portici-cosce di mamma Bologna…  ? Ma quante parole ti cantano, cullando i cliche della gente cantando canzoni che e’ come cantare di niente. Bologna e’ una strana signora, volgare e matrona, Bologna bambina per bene, Bologna busona, Bologna ombelico di tutto, mi spingi a un singhiozzo e ad un rutto, rimorso per quel che m’hai dato, che e’ quasi ricordo, e in odor di passato>.

Tornato da Bologna, sono come quel viaggiatore confuso e impaurito da ciò che ha visto: l’arte nella Fierona nazionale è davvero e sempre un gigantesco dejavù. Gallerie speranzose, artisti di più , osservatori interessati, interessati che osservano. Curiosi a branchi.Quadri, tanti. Grandi, piccoli. Un dubbio. Molti i brutti, ma si può dire? E perchè li vendono? Un altro dubbio. E come fa l’economia dell’arte a decidere da qui cosa tirerà domani, se qui a Bologna imperversa Turi Simeti (trattato come Marlo Brando la notte degli Oscar) . Lui ,Simeti, è il futuro? Simeti che da un anno  gonfia le sue estroflessioni fino a farle esplodere d’orgoglio? Bologna ha scoperto Simeti?E magari Biasi o Marchegiani? Quanti Pistoletto!!! E perchè non Merz? Molti Pinelli..ma dai . Poi molto nuovo che avanza, ma non sa verso dove. Mi fermo qui, troppi preconcetti senza avere avuto il tempo di girare per gli eventi collaterali che, forse, mi avrebbero convinto dei peana letti sui giornali su questa edizione di Bolognart. Vabbè andrò a vedere il film suTurner…ma io a una fiera mercato d’arte vado per fare acquisti (anche solo immaginari), non per farmi dire cosa dovrei fare nel mio tempo libero.  Torno da Bologna con un inizio di faringite e senza aver trovato un solo quadro di quell’artista che avevo deciso essere la cartina di tornasole per capire se la grande fiera dell’arte è davvero il polso labile di quello che accadrà domani per i piccoli collezionisti d’arte. Quelli che , come me, non hanno seimila euro e neppure 600 da buttare in una scommessa intrigante o in un  giovane leone con gli steroidi di galleristi e giornalisti compiacenti. Un nome, tra i tanti non c’era. Bello averlo scoperto. Domani ve lo dico….

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