Archivio mensile:marzo 2015

Mal d’Afro

01201400434263 AFRO Udine 04/03/1912 – Zurigo 24/07/1976 Senza titolo, 1947 olio su tavola cm. 118×73, firma e anno in basso a destra, dichiarazione d’autenticità, datata 1992 a cura di Valeria Gramiccia (Roma). Bibliografia: -“Catalogo Generale Ragionato”, Editore DataArs, pagina 76 repertorio 172. -“Venice Design”, The Murray and Isabella Rayburn Foundation (New York), pagina 49 su commento di Giovanni Carandente.

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Sarà vero? Sarà vero che un Afro siffatto resta nel novero dei lotti che uno potrebbe acquistare quando vuole , purchè pagando (la cifra non è indicata). Giravo nel sito Meeting ed ecco nella sezione Compralo subito! apparire il dipinto. In realtà non è la prima volta che lo vedo. Ma lo rivedo con piacere. Un Afro del 1947…due anni dopo lo chiameranno per esporre al Moma con quadri così, che mettono i brividi e ti fanno contare i soldi in tasca (personalmente avrei bisogno di un miliardo di tasche…).

La merda, il poeta e quei due

locandina

Il  23 agosto del 1962 Piero Manzoni rilascia questo attestato a un suo acquirente: <Dichiaro che Alberto Lucia mi ha oggi comperato grammi 30 di merda per 30 grammi di oro (18 carati). Alberto Lucia è un pittore e un poeta. E’ entrambe le cose. Pensa l’arte, ne ricava parole che diventono definizioni. Cerca di dare un senso letterario a chi sta navigando, agli inizi degli anni Sessanta,  verso nuovi approdi pittorici e plastici. Ci sono due pittori che hanno messo in piedi, in una piccola galleria d’arte,  una simpatica congrega dei pittori estinti che si stanno interrogando su come decifrare la realtà confusa che stanno vivendo. Segni, percorsi. C’è chi taglia le tele, chi le gonfia, chi le brucia. Chi, invece, come loro, segue itinerari ossessivi di tratti e linee per esprimere se stessi e il loro mondo. Lucia incontra così Ettore Sordini e Arturo Vermi che hanno fondato il gruppo del Cenobio, dal nome della galleriuccia che li ospita. A loro si sono uniti Agostino Ferrari (che scrive sulla sabbia del tempo) e Ugo La Pietra. Di tanto in tanto nello studio di Vermi a Sesto San Giovanni, piombano Simeti, Castellani, Bonalumi. sono intrigati da come l’Arturo srotola la tela del suo percorso creativo. L’Arturo che di tanto in tanto si lamenterà di aver visto anni dopo la sua ricerca copiata da altri, di non aver trovato quel successo che la forza del suo lavoro gli avrebbe dovuto concedere. Quei segni dei segni, dei segni. I tratti ripetuti magari usando una biro al posto di un pennello. Vermi e Sordini: adesso dicono che qualcosa bolle in pentola per loro. Più per il Vermi che per il Sordini. E’ il mercato, baby, dove a un certo punto la merda vale come l’oro anche, se in questo percorso catartico, è l’oro a valere come una merda. Ma Vermi, Sordini e gli altri non sono come quel prodotto del genio manzoniano. Sono artisti di vaglio. Ma non dimenticatevi del poeta. Lui l’aveva capito per primo.

Nella foto: la locandina della mostra retrospettiva che si è tenuta a Milano nel 2013

Intervallo 790. Canta Morandi

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Domenica 29 aprile. Lotto 523. Giorgio Morandi.  Natura morta di vasi su un tavolo, 1931
acquaforte su carta cm. 35×51, (lastra cm. 24,9×33,6); firma e anno in lastra in basso al centro, tiratura in due esemplari non numerati e una prova di stampa. AGGIUDICATO.

<Credo che nulla possa essere più astratto, più irreale di quello che effettivamente vediamo>. (Fino al 30 giugno importante restrospettiva del maestro allestita a Roma nel Complesso del Vittoriano).

Intervallo 790. Bertini, of course

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Lotto 376.  Gianni Bertini . La nuit de Cères, 1956
tecnica mista su carta applicata su tavola cm. 66×51, firma e anno in basso a destra, titolo, firma e anno al retro della tavola, opera registrata presso l’Archivio Gianni Bertini a cura della Galleria d’Arte Frittelli come da dichiarazione su foto, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.

“Fare il pittore non è distribuire pillole d’oppio colorate, ma chiarire l’evoluzione della condizione umana”. (Gianni Bertini, dal sito dell’Archivio Bertini)