I trionfi nascosti di Annibale

012014016787

Composizione 18, 1976
acrilici su tela cm. 80×60

<SEGNO FORMA GESTO: Afro, Burri, Fontana e gli artisti italiani negli anni ’50 e ‘60
Opere su carta dalla Collezione della Galleria Civica di Modena>: questa mostra si è chiusa nel settembre dello scorso anno, ma la cito perchè tra le opere esposte ce n’erano alcune di Annibale Biglione.

(dal sito della galleria Cardelli e Fontana) Annibale Biglione (Settimo San Vittore 1923 – Pietra Ligure 1981) Il primo quadro astratto lo realizza, nel 1944, in un campo di concentramento nazista. Nell’ottobre del’51 partecipa alla collettiva del MAC alla Galleria Bergamini di Milano. Dal gruppo concretista torinese, di cui Biglione fa parte, giunge un’adesione ufficiale al MAC, in forma di Manifesto del gruppo torinese, firmato, oltre che da Biglione, da Galvano, Parisot e Scroppo, e apparso sul bollettino n.2 di “Arte Concreta”, nel novembre del ’52. Parallelamente all’uscita del bollettino, lo stesso gruppo organizza, alla Saletta Gissi di Torino, la Mostra di pittori concretisti di Milano e Torino. A corroborare lo stretto legame collaborativo che s’instaurò tra Torino e Milano, il fatto che le pagine del bollettino di “Arte Concreta” n.8 e di quello- già citato-n.9, vengono gestite interamente dalla redazione di Torino, costituita dai quattro firmatari del Manifesto.Nel marzo del ’53, Biglione espone alla mostra concretista della Galleria San Matteo di Genova. Nel luglio ’54, con la mostra collettiva di concretisti alla Galleria Krayd di Tucumán (Argentina), per Biglione si esauriscono le esperienze espositive in mostre del MAC.

Scrive di lui Vanni Scheiwiller  (gennaio’76):<Nel M.A.C. fino al ’53; poi alla Biennale di Venezia del 1954, una parete di 5 quadri come quelli della Quadriennale romana del ’55 dove ormai si può parlare di “espressionismo astratto”: Già nel ’54, infatti, Biglione espone quadri diversi dal geometrico,  dai colori tenui, liricissimi… Dopo una parentesi più che decennale, che Gillo Dorfles (1974) chiama di meditazione e di ripensamento, Biglione, decantato, più libero e più fantasioso, si trova al bivio tra una ricerca di” astrattismo organico” e, insieme, l’immissione  nei suoi dipinti di strani “alfabeti”… ” Le Scritture presenti adesso nei miei dipinti- che Gillo Dorfles definisce “strani alfabeti”, scritture semantiche- sono, secondo me, un elemento di comunicazione; messaggi senza un significato concreto ma indicativi. Spesso sfrutto questo finto linguaggio come un semplice fatto decorativo, anche se mi rendo conto che, per la pubblicità, i giornali, le scritte murali che ci siamo abituati, può svolgere una funzione differente” (“Tempo”, 26 aprile 1974)   Una scritta illeggibile che diventa pittura-pittura per la sua estrema raffinatezza ed eleganza e per la sua sottile e sensibile fantasia…>.

In asta alla Meeting art mercoledì prossimo (asta 2242 dalle 16). Lotto 52 (foto in alto). Meditate gente…

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