Quel ramo (d’arte) del lago di Como/2

012015004117

CARLA BADIALI Novedrate (Co) 09/11/1907 – Como 07/02/1992
Bozzetto, 1967
tempera e collage su cartoncino cm. 14,5×17,5; firma, titolo, anno e tecnica al retro

Lotto 19 dell’asta 793 alla Meeting Art che partirà da sabato 9 maggio. Carla Badiali, altra artista legata al vivace mondo d’arte astratta cresciuto con vista sul lago di Como. Con Aldo Galli, Manlio Rho e Mario Radice, la Badiali rappresenta il polo comasco della grande astrazione italiana (l’altro è quello che ruotava negli anni Trenta attorno alla storica Galleria Il Milione dove in quegli anni espongono Albers, prima della sua fuga negli Usa, Luigi Veronesi e Soldati). Carla Badiali accentua l’impronta lirica dell’astrazione, cerca un contatto tra creazione e trasposizione delle creazioni sul piano indistriale (forte è il suo legame con l’industria tessile). Carla Badiali artista e designer, maestra dell’astrazione. Lotto 19.
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Nota bibliografica

CARLA BADIALI. Catalogo generale
AUTORE: Luigi Cavadini
FORMATO: 23×28 cm
PAGINE: 224
ILLUSTRAZIONI: 617 a colori, 6 b/n
RILEGATURA: cartonato con sovraccoperta
EDITORE: Silvana Editoriale
ANNO PUBBLICAZIONE: 2007
ISBN/EAN:9788836610099
PREZZO: 60,00 Euro

Nel centenario della nascita dell’artista, Silvana Editoriale ha pubblicato il catalogo generale della produzione di CARLA BADIALI (1907-1992), che permette di fare il punto sulla sua ricerca pittorica che si è sviluppata per circa sessant’anni nell’ambito dell’astrazione geometrico-lirica.Carla Badiali è una delle figure di primo piano dell’astrattismo storico italiano. Con altri artisti comaschi – Aldo Galli, Mario Radice e Manlio Rho – costituisce uno dei poli (l’altro è quello attivo attorno alla Galleria del Milione a Milano) dell’evoluzione dell’arte italiana in direzione astratto-geometrica a partire dagli anni Trenta. Nata a Novedrate (Como) nel 1907, trascorre gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza in Francia, a Sant’Etienne, dove la famiglia si era trasferita per motivi di lavoro e dove mostra un precoce interesse per la musica e la pittura. Tornata in Italia, a Como, prosegue i suoi studi presso l’Istituto Nazionale di Setificio. Nel corso degli anni Venti Carla Badiali realizza opere raffiguranti paesaggi e nature morte, che si inseriscono nel solco della tradizione, mentre a partire dal 1933 si avvicina all’astrattismo sviluppando una ricerca che sa essere originale ed autonoma rispetto agli stimoli che le giungono d’oltralpe e soprattutto rispetto alle esperienze che intanto vanno compiendo in città Rho e Radice. La sua attività primaria in questi anni (ma anche poi nei decenni successivi) si sviluppa nel campo del disegno tessile: dapprima è coordinatrice di uno dei laboratori già attivi e affermati in città (Castelli e Bari) e poi apre un proprio studio di progettazione che servirà numerose e importanti aziende di stampa su seta. La sua presenza nel mondo dell’arte è comunque particolarmente attiva: nel 1938 aderisce al gruppo “Valori Primordiali”, di cui fanno parte anche Terragni e Lingeri, e due anni dopo sottoscrive il “Manifesto del Gruppo primordiali futuristi Sant’Elia”. Partecipa quindi ad una serie di prestigiose esposizioni tra cui ricordiamo la III Mostra del Sindacato Nazionale di Belle Arti nel Palazzo dell’Arte di Milano nel 1941, la XXIII Biennale di Venezia nel 1942, la IV Quadriennale nazionale d’arte di Roma nel 1943.
La produzione artistica di Carla Badiali si riduce notevolmente negli anni del secondo conflitto mondiale, ma l’artista riprende ad esporre già nel 1951. La sua prima personale è del 1967 e da questo momento l’attenzione alla sua pittura si fa più viva, con esposizioni in importanti gallerie in varie città d’Italia, a Milano, Roma, Genova, Vigevano, Torino, Finale Ligure, oltre che, naturalmente, a Como.La ricerca e la redazione del Catalogo generale è stata condotta in questi anni in prima persona da Luigi Cavadini, uno dei maggiori esperti dell’astrattismo comasco, già autore del catalogo generale dell’opera di Aldo Galli (2003), che ha setacciato le collezioni private di varie parti d’Italia alla ricerca delle opere ora confluite nel catalogo, dove sono documentati e illustrati circa 500 lavori – dipinti (su tela, su cartone, su tavola) collage e opere su carta (tempere, inchiostri, matite) – realizzati dall’artista tra la metà degli anni Venti e il 1992, anno della morte.Molto utili, per illustrare i percorsi creativi dell’artista, sono i vari passaggi che conducono dalla prima idea all’opera definitiva, ben leggibili nei disegni, negli studi e nei collage che accompagnano le opere maggiori e ne costituiscono una premessa indispensabili.

1 pensiero su “Quel ramo (d’arte) del lago di Como/2

  1. Poche cose interessanti in quest’asta.
    Oltre a questa mi piacciono molto i Pinot ed il Gioiellino di Francese……..

    P.s. bellissima sta cosa che qualsiasi superficie estroflessa debba trovare adepti. Ora anche sparando con una 44M. Grande Ispettore Gallaghan.

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