Archivio mensile:Mag 2015

Un quadro da copertina/3

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133 ARTURO GATTI Loreto (AN) 1878 – ?

Figura di schiena, 1903
olio su tela rintelata cm. 61×43,5; firma, anno, località (Roma) e dicitura “dal vero” in basso al centro.

possibile copertina di:  La Coscienza di Zeno (Italo Svevo)

Nota dell’autore (io): Nell’asta dell’Ottocento che inizierà il 2 giugno i dipinti  in asta mi suscitano velleità editoriali. Li immagino copertine di libri celebri. Se volete potete aiutarmi a indicare altri abbinamenti possibili…

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Su un quadro da copertina è nata una piccola diatriba iconografica grazie all’amico Roberto che si arricchisce con l’intervento nella pagina in alto.

…donne del mare

2H-  giulio-aristide-sartorio-la-gorgone-e-gli-eroi-1897-Roma-galleria-naz-di-arte-moderna

La Gorgone e gli eroi di Sartorio

Bda si sorprende di sorprendere e sorprendersi. Un post crea improvvise interazioni, scatena link mentali in persone che amano l’arte con, probabilmente, più competenza e sensibilità del sottoscritto. Ecco cosa , infatti, cosa mi scrive l’amico Roberto Delmonte (testa pensante e folle di primo livello), dopo aver letto il post di ieri che voleva essere solo un giochino di rimandi arte-letteratura.

012015003882La donna del mare della pagina odierna del tuo blog assomiglia tantissimo alla Gorgone di Sartorio (La Gorgone e gli eroi che ti allego, nel caso l’avessi dimenticata…(Roberto non la conoscevo, ndr)): ora ti chiedo, visto che l’opera di Sartorio (1890-1899) e quella di Giuseppe Grassis (1898)) sono pressoché contemporanee, posso ritenere che l’uno si sia ispirato (o abbia copiato) all’altro? Perché in effetti il corpo ha lo stesso movimento a S, entrambe escono dal mare, entrambe si pettinano, entrambe hanno lo stesso passo (piede a a sinistra piede e gamba indietro ma ginocchio davanti)… Io penso che sia la Gorgone di Sartorio ad aver ispirato, o meglio suggerito come movenze, la bagnante di Grassis, in quanto è completa piedi compresi. Ma potrà bastare la mia osservazione a definire a quale artista debba riferirsi l’idea originale?
….sommessammente dico Sartorio e poi Grassis..

Un quadro da copertina/2

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19 GIUSEPPE GRASSIS Torino 30/03/1870 – Torino 18/10/1949

La donna del mare, (1898)
olio su tavola cm. 35×21,5; firma in basso a sinistra.
Bibliografia:
-“Giuseppe Grassis, fra Piemonte e Liguria 1870-1949” a cura di Vitaliano Rocchiero, tavola XXII/I.

possibile copertina di:  La Pianista (Elfriede Jelinek)

Nota dell’autore (io): Nell’asta dell’Ottocento che inizierà il 2 giugno i dipinti  in asta mi suscitano velleità editoriali. Li immagino copertine di libri celebri. Se volete potete aiutarmi a indicare altri abbinamenti possibili…

 

Di colpo, Bertini

…credo di aver battuto ogni record. Se non sono stato nei primi 10 a cliccare sulle opere dell’asta 796 che partirà il 13 giugno, poco ci manca. E nello sfoglio rapido,  d’istinto ho prelevato un’immagine e un lotto. Questo.

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Lotto   22 GIANNI BERTINI Pisa 31/07/1922 – Caen (Normandia) 08/07/2010

Il ratto di Paride, 1960
olio e collage su cartone intelaiato cm. 60×74, firma e anno in basso a destra, firma, titolo, anno (parzialmente coperti dal telaio) ed etichetta della Galleria Annunciata (MI) al retro del dipinto, etichetta della Galleria Colossi Arte Contemporanea (Chiari-BS) al retro della cornice, dichiarazione d’autenticità dell’artista, timbro e firma della Galleria Annunciata (MI) su foto.

Via col vento (un quadro da copertina/1)

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CONTARDO BARBIERI Broni (Pv) 1900 – Broni (Pv) 1966

Lotto 72 (asta 795) Ritorno dal vero
olio su cartone telato cm. 40×60, firma in basso a destra, firma e titolo al retro.

possibile copertina di:  VIA COL VENTO (Margaret Mitchell)

Nota dell’autore (io): Nell’asta 795  dedicata a opere dell’Otto-Novecento, che inizia il 2 giugno alla Meeting art di Vercelli, i dipinti  suscitano velleità editoriali. Li immagino copertine di libri celebri. Se volete potete aiutarmi a indicare altri abbinamenti possibili…

Il caso Mambor/2

(riassunto puntate precedenti):Maurizio, che segue queso blog chiede supporto alle sue riflessioni artistiche e collezionistiche su Renato Mambor: come inquadrare la sua ricerca artistica? Fu Pop Art, fu mix di concettuale e Arte Povera? Ma ancora: Mambor, a quale categoria di artisti appartiene? A quelli da collezionare perchè possono piacere perchè hanno cose da dirti  o a quelli che possono piacere perchè il mercato ti chiede di farlo. Non ho risposte, per ora. Raccolgo indizi.

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Questa locandina di mostra, dalla mia piccola raccolta di locandine di mostre, è quella che Renato Mambor diffuse nel  giugno 1969, per la sua mostra alla galleria La Bertesca di Genova dal titolo “Studio sul tramonto del sole”. La Bertesca era e resta la galleria cult dell’Arte Povera, quella dove si realizzò nel 1967 la prima mostra di questo flusso artistico come testimonia il video che segue (cliccare sull’immagine):

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 Di certo Mambor quando espone a Genova si è incamminato su nuovi percorsi rispetto a quelli originari tipici della Scuola presunta di Piazza del Popolo, come si legge in questo testo critico sul sito del Ministero dei beni culturali relativi a una mostra di grafiche dell’artista. <Quando le analisi sulla superficie pittorica stanno per esaurirsi, Mambor ne prende le distanze, per evitare di essere soggettivamente coinvolto a livello di impasto materico. Nel corso degli anni 1967-1970 convive la risposta analitica alla crisi, attraverso il rinnovamento essenziale della conoscenza stessa (Studio sul tramonto del sole e Filtro, nn. 26-30); con lo sconfinamento dell’esperienza e dell’azione artistica nella socialità (Rulli, nn. 31-33): “L’arte è dentro la vita. Basta modificare il nostro sguardo. Perchè ciò avvenga è necessario cambiare pensiero”>.

Dunque, Mambor ragiona sul livello comunicativo del fare arte: si pone problemi che saranno centrali negli anni settanta, ma che hanno ancora una forte dose di contemporaneità. Mambor non era più, da qui in poi, Pop Art o lo era in forma evoluta? (2.continua)

Baj, l’illuminato

La Principessa Yekaterina Romanovna Vorontsova Dashkova era l’amica e confidente dell’imperatrice Caterina la Grande, fu un ‘importante figura dell’Illuminismo russo. Il suo nome è stato spesso scritto in inglese come principessa Dashkov. Solo un geniacco come Enrico Baj poteva evocarla dalla storia per realizzare uno dei multipli più suggestivi con utilizzo di materiali vari tipici del suo bricolage d’arte. 012015003476Asta 2256 (mercoledì 27 maggio 2015). Lotto 7