797/ Rocco da leccarsi le dita

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24 ROCCO BORELLA Genova 1920 – Genova 1994
Senza titolo, 1965
collage su carta applicata su tavola cm. 88×131, firma dell’artista ed etichetta con timbro della Galleria La Polena (GE) al retro….base d’asta 500 euro

Borella_De_Chirico

“Sono libero, Indipendente, W la libertà, W l’arte rigenerata, dove posso smaltire le carenze affettive della mia infanzia, posso leccarmi le dita di marmellata e usare ovunque lo stecchino da denti.Faccio queste cose giocando, a volte serio, rigoroso, per caso sognando, trovando subito”(dal sito Associazione Culturale Rocco Borella)

Asta 797, lotto 24, sabato prossimo 5 settembre. Rocco Borella è uno degli artisti che il mercato snobba, perchè lo snobbismo è la condizione necessaria per fottersene della storia dell’arte e decidere di volta in volta chi sistemare sulla roulette del mercato. Adesso è il momento degli analitici e dei post analitici come Asdrubali. Ci sono, invece, territori artistici che, per prevenzione e antiche diffidenze (poche opere commerciali, produzioni sperimentali, sofferenze ideative) sono lasciati in disparte. E’ il caso della Scuola Ligure che ha regalato all’astrazione del secondo dopoguerra, picchi lirici e letterari. Diciamo di Allosia? Diciamo di Mesciulam? Diciamo dell’apolide Claudio Costa? Diciamo di Scanavino che se fosse nato oltreconfine adesso parleremmo di un Bacon dell’informale? O diciamo, magari, di Rocco Borella? Insieme a Munari è uno degli artisti italiani che cerca il contatto tra produzione industriale e creazione artistica, intuendo l’importanza di sfruttare la potenza evocatrice di nuovi materiali ( moquette, vinilpelle, nastri adesivi, formiche, ecc…). Rocco Borella, sabato in asta  a Vercelli. Ovvio che lo indichi come un Buy! (nella sezione Take i primi suggerimenti)

1 pensiero su “797/ Rocco da leccarsi le dita

  1. Grazie per questa Tua su Rocco Borella. Purtroppo certi artisti sono nati nel paese sbagliato……………!!!

    A proposito di questo, Vi segnalo una visita IMPERDIBILE che ho fatto in questo mese e che consiglio caldamente come un’esperienza TOTALE.

    Sto parlando di Casa Mollino, a Torino, per chi non conoscesse, o conoscesse solo superficialmente il Grande Architetto, questa visita farebbe capire che giganti hanno abitato questa polverosa terra italica.

    Mi riallaccio al ragionamento iniziale sul “paese sbagliato”.

    K.

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