797/ Ezio, Lucio e Giorgio

012015007834

513 EZIO GRIBAUDO Torino 10/01/1929
NY 61 Fifty Avenue
tecnica mista su tavola cm. 99,5×69,5; firma in basso a sinistra, titolo in basso a destra, etichetta della Sesta Mostra Nazionale di Arte Contemporanea tenutasi a S. Benedetto Del Tronto (AP) dal 25-07 al 15-08-1965 al retro.

———————————————————————————-

Sopito da altri lotti e altri rilanci, questo lotto, con un ghigno cortese, finge di essere opera d’artista trascurato. Piazzato dieci tacche sotto un Pinelli o un estroflesso di maniera, il 513, si lascia trascinar via aspettando di sorprendere chi lo pescherà. Di storia se ne porta appresso ed Ezio Gribaudo, che l’ha prodotto, ancor di più. Quando nel 2013 ha festegiato 60 anni di carriera gi hanno dedicato una retrospettiva a New York. Lui colto e raffinato editore ed artista torinese, amico di Lucio Fontana e Giorgio De Chirico.
Ezio-Gribaudo-e-Giorgio-De-Chirico-Memorie-Ritrovate

MEMORIE RITROVATE
Ezio Griabudo e Giorgio de Chirico
Skira, 136 pagina, 22 euro

Dalla recensione del volume pubblicata su il Foglio:” …I due si conobbero nel 1967, quando de Chirico, ottantenne, era il grande metafisico che aveva rivoluzionato la pittura del Novecento, e Gribaudo, trentottenne, un artista in proprio oltreché editore di talento.  Vecchio, stanco e afflitto dalle avanguardie che lo facevano sentire superato, il primo. Aitante e pieno di energie,  il secondo. Di questa amicizia asimmetrica  ci resta un bel ricordo grazie a Stefano Cecchetti, che ha raccolto scritti, foto e testimonianze da  Soffici, a Buzzati, da Max Ernst a Cocteau. In ogni pagina  di questo libro  emerge  l’ammirazione, l’amore e lo sprone reciproco tra i due. Le foto di Francesco Aschieri  li ritraggono impassibili sotto la neve, di fronte all’arsenale di Borgo Dora, chini sui libri delle bancarelle di via Po, o nel ghigno teatrale del Pictor Optimus con i Dioscuri alle spalle. Torino è lo sfondo della loro conversazione ininterrotta. “La sua bellezza è difficile da scorgere”, scriverà De Chirico nel 1939  nel catalogo di una mostra di Paola Levi Montalcini. “Nietzsche per primo indovinò l’enigma di quelle vie diritte, affiancate da case rette, da portici sotto i quali anche con tempo di pioggia si può passeggiare tranquillamente coi propri amici, discutendo d’arte, di filosofia, e di poesia”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...