Archivio mensile:settembre 2015

Olivieri da paura

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547 CLAUDIO OLIVIERI Roma 28/11/1934
Senza titolo, 1991
acrilico su cartone cm. 70×90, firma e anno in basso al centro, etichetta della Galleria Anfiteatro Arte (PD) al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.
Bibliografia:
-2008, “Opere su Carta, Claudio Olivieri, Per ora”, Anfiteatro Arte, Padova, 2008, pagina 53.

Di Claudio Olivieri, di cui parlo grazie ai lotti che stanno arrivando al rush finale in asta alla Meeting art (asta 797), ho un aneddoto personale. Qualche anno fa (ma come diavolo corre il tempo…) mia figlia aveva invitato i suoi compagni di classe di prima liceo scientifico (ora è al terzo anno d’ingegneria) per una pizzata in casa. Mentre andavano di margherita e fanta / coca i loro sguardi cadevano a tratti sui quadri appesi alle pareti, in numero e qualità sufficiente per incuriosire un laico della passione per la pittura. Uno di loro però restava a fissarne uno in particolare masticando più lentamente…
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693 CLAUDIO OLIVIERI Roma 28/11/1934
Senza titolo, 2006
tecnica mista su carta cm. 29,5×21, firma e anno in basso a sinistra, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.

Il liceale, bravo in matematica e fisica, mi guarda. e mi dice: <Quel quadro, signor Guerrini, mi inquieta>. Io mi accendo, smettendo per un attimo i panni del cameriere, indossando quelli di chi ha comprato un quadro proprio per sentirsi fare quel tipo d’osservazione. Prima di allora e dopo di allora ho digerito chili di .. ma cosa vuol dire/ma non aveva proprio niente altro da dipingere? Quel liceale, bravo in matematica e fisica, aveva, dal mio punto di vista, colpito il bersaglio e credo che ne sarebbe perlomeno incuriosito l’artista che l’aveva dipinto.

012015009423744 CLAUDIO OLIVIERI Roma 28/11/1934
Salvifico, 1991
acrilico su tela cm. 90×70, firma, titolo e anno al retro.

Il quadro, un Olivieri del 1989, è ancora lì, sopra il mobile televisore dove l’aveva visto il liceale la sera della pizza di compleanno. Velature di toni rossi che evocano l’origine stessa di quei colori, che è narrazione, evocazione, presupposto per qualunque figura tu possa immaginarci dentro. Pittura pittura, analisi della materia che crea la pittura, ripartire dai toni e dalle cromie per ragionare sull’essenza/esistenza del fare arte. E, alla fine, di fronte a questo mistero, non vuoi provare un po’ di paura?

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796 CLAUDIO OLIVIERI Roma 28/11/1934
Caronte, 2008
olio su tela cm. 100×120, firma e titolo al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.
Esposizioni e Bibliografia:
-2008, “Olivieri”, Anfiteatro Arte, Padova;
-2010, “Pensando Pittura”, curatore Alberto Mugnaini, “La Rinascente”, Padova e Anfiteatro Arte, Padova, 2010, riprodotto a pagina 32.

Edoardo Zen

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556 EDOARDO FRANCESCHINI Catania 1928 – Varese 2006
Condizioni, 1961
olio su tela cm. 81×100, firma in alto a destra, titolo, firma e anno al retro.

Dicevo di Saverio Rampin e che si dovrebbe dire di Edoardo Franceschini? Quattro schizzi su carta formato A4 degli anni Sessanta di uno qualunque dei presunti (o acclarati) grandi varrebbe due volte la possibile aggiudicazione di questo lotto. Un olio su tela.

Franceschini, nato a Catania nel 1928 e morto a Varese nel 2006 , ha legato il suo nome alle creazioni teatrali e ad una pittura informale intrisa di cultura orientale (viaggiò molto nelle terre di Zen e Gutai). Biennale a Venezia e tante altre mostre internazionali. Poi il silenzio, rotto pochi mesi fa da una retrospettiva a Rapallo (bel posto di mare).

Guardo questo quadro e lo immagino vicino a …chi volete voi. Sarebbe difficile convincermi che è giusto così, che il prezzo dell’Edoardo è davvero questo.

Leoni di Venezia

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Lotto 470. Senza titolo, 1962
olio su tela cm. 45×60, firma in basso a destra, anno e firma al retro.

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462 SAVERIO RAMPIN Venezia 1930 – Venezia 1992
Venezia
tecnica mista su cartoncino cm. 44,5×58, firma in basso a destra, dichiarazione d’autenticità firmata Pagani e datata 1967 al retro.

 

 

può la storia di un artista costare mille euro?

forse meno.

Il mercato dell’arte è strano, spesso fuorviante. Le quotazioni delle opere sul mercato, riflettono, infatti,  in modo  strabico il peso qualitativo e storico di un percorso artistico. Non vale di più chi costa di più. Il valore storico è valutabile solo sul lungo periodo, quello commerciale è, spesso, invece, mordi e fuggi. Come in borsa: si punta al realizzo e chi se ne fotte di quello che accadrà dopo a quella firma e alla sua storia artistica.  E così di colpo , qualche nome è proiettato verso l’alto, con una spinta che rischia di assomigliare a quella che fornivo io, da ragazzino,  al mio missile Quercetti tendendo il più possibile l’elastico. A un certo punto del cielo, quella si esauriva e il missile ricadeva portato dal vento, attaccato al suo paracadutino. A volte il paracadute proprio non si apriva e il missile veniva giù di botto.  Sta accadendo, forse così, in questi mesi agli analitici e affini (Griffa, Marchegiani, Aricò, Guarneri, Pinelli…più defilato Olivieri). Quotazioni in salita, ma fino a quando? La storia dell’arte per fortuna non è un elastico tirato.

Guardate i due lotti in alto. Saranno messi in asta sabato prossimo alla Meeting art nell’asta 797. Sono di uno stesso autore. Si chiamava Saverio Rampin: ha occupato con grande dignità la ricca scena veneziana dagli anni Cinquanta agli anni Settanta. Si è mosso tra spazialismo, astrazione, figurazione. Ha dialogato negli anni eroici del secondo dopoguerra con Edmondo Bacci, Gino Morandis, Luciano Gaspari, Vinicio Vianello e Bruna Gasparini, il lirico Tancredi, Riccardo Licata e Ennio Finzi, Virgilio Guidi. Certo Guidi. Le opere di Saverio   sono da sempre necessario corredo per raccontare gli esiti lagunari della ricerca di Lucio Fontana (lo attestano le ricerche di Giovanni Granzotto, il guru critico di questi nomi e movimenti).

Questo Saverio Rampin è l’autore dei due lotti di cui sopra. Il primo racconta della sua adesione ai percorsi più lirici dell’astrazione, per poi approdare (il lotto sotto) alla mediazione figurativa della spazialismo operata da Virgilio Guidi (una Venezia guidiana riletta da Rampin).  Un precedente lotto della stessa asta e dello stesso autore è stato aggiudicato a 350 euro. Da qui l’assunto? La storia di un pittore così significativa , raccontata in due lotti in asta, può costare meno di mille euro?

797/ Fantasmi dal Nord

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Hannu Palosuo

Lotto  419 HANNU PALOSUO

Il silence dreams are hidden, 2005
olio su tela cm. 80x100x2, firma, anno e località (Roma) al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto, opera priva di cornice.

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Metafisica finlandese, metafisica comunque. Palosuo è artista didascalico, raffinato, evocativo….un po’ di aggettivi, insomma. E’ un figurativo narrativo: la storia è quella che devono “leggere” coloro che guardano il quadro. C’è un parallelo possibile nel campo della fotografia, ed è quello di Gregory Crewdson anche se i  rimandi “letterari” del fotografo Usa virano verso l’horror e il mistery pulp. Resta il lotto in asta domani. Da guardare e leggere.

797/ Melotti e la ricerca del Graal

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 308 FAUSTO MELOTTI Rovereto (TN) 08/06/1901 – Milano 22/06/1986
Coppetta, (1953)
ceramica smaltata policroma diametro cm. 13, altezza 6, firma (simbolo) dell’artista sotto la base, opera registrata presso l’Archivio Fausto Melotti al n° CT 247.

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488 (sabato 19/ Coppetta, (1953)
ceramica smaltata policroma diametro cm. 13,5; altezza 6, firma (simbolo) dell’artista sotto la base, opera registrata presso l’Archivio Fausto Melotti al n° CT 248 come da dichiarazione di Marta Melotti su foto, entro teca in legno.

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Se scrivo che Melotti scultore vale Fontana scultore potreste fregarvene bellamente e giustamente. Se però aggiungo che queste due coppette sembrano opere di artigiani celesti, credo possiamo essere d’accordo. Non ho altro da aggiungere, vostro onore…

2.269/ Atlantide in vista

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Due giorni di grafica in asta oggi e domani. Grafica. E grafica. Artisti. E artisti.  Paul Elie Dubois, è stato un importante pittore francese orientalista. Rarefatto sul mercato, Scomparso nel 1949. Qualcosa troverete di suo in questa sciccosa asta 2.269 (infrasettimanale e virtuale e intrigante). Un bibliofilo d’oltralpe, ad esempio, certo non proporrebbe un libro di incisioni  con tanto didisegno originale del Dubois sotto i mille euro (fate un po’ di zapping su Internet e capirete cosa voglio dire…). Ma queste due tornate d’asta riservano ben altre sorprese. Chicche. Cose che si potrebbero prendere tutte insieme con quanto oggi serve per acquistare un estroflesso 20×20 o una tavolina chiodata. Offro di sotto qualche spunto di riflessione. Sto anch’io riflettendo, se mi segnalate dove riflettete voi vedo di non rifletterci molto…

23 UGO LA PIETRA Milano 1938
Dai gradi di libertà, recupero e reinvenzione, 1975
fotomontaggio su cartoncino cm. 50×35, opera unica, (fotografia edizione 76/100 con intervento dell’artista), firma e anno in alto al centro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto, opera registrata presso l’Archivio Ugo La Pietra come da dichiarazione allegata, priva di cornice.

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45 PLINIO MARTELLI Torino 1945
Ventaglio rosso
fotografia cm. 117×100, esemplare 1/3, firma, titolo e tiratura al retro.

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28 MARCELLO MORANDINI Mantova 15/05/1940
Senza titolo, 1969
serigrafia su carta cm. 80×60, esemplare 13/100, firma e anno in basso a sinistra.

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45 PLINIO MARTELLI Torino 1945
Ventaglio rosso
fotografia cm. 117×100, esemplare 1/3, firma, titolo e tiratura al retro.
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72 JEAN COCTEAU Maison Lafitte 1892 – Parigi 1963
Sous le manteau de feu, 1955
volume di poesie di Genenieve Laporte contenente 12 litografie originali di Jean Cocteau cm. 41×32, ed un disegno a matita firmato dall’artista con dedica ad personam, esemplare 87/192.

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90 ALBERTO BIASI Padova 02/06/1937
Dinamica visiva, 1972
serigrafia su carta e plexiglass cm. 65,5×65,5; esemplare 11/100, firma e anno in basso a destra.

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95 PAUL-ELIE DUBOIS Colombier-Chatelot 20/10/1886 – 14/10/1949
L’Atlantide
volume a cura di Pierre Benoit per il Cercle Lyonnais Du Livre, 1934 contenente illustrazioni di Paul-Elie Dubios e incisioni Pierre Bouchet e un disegno originale a tecnica mista di Paul-Elie Dubios firmato in basso a sinistra cm. 23,5×32, tiratura limitata in 162 esemplari.
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100 FAUSTO MELOTTI Rovereto (TN) 08/06/1901 – Milano 22/06/1986
Linee, 1975
volume della Adelphi Edizioni illustrato da Fausto Melotti esemplare 500/500 completo di una incisione all’acquaforte a colori originale su carta cm. 31×23, esemplare 100/100, firmata in basso a destra dall’artista ed incorniciata.
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105 CLAUDIO PARMIGGIANI Luzzara (RE) 01/03/1943
Senza titolo
cartella di 10 opere grafiche, stampe litografiche su carta cm. 70×50, esemplare 47/125, tutte firmate e incorniciate. 1.000
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110 OTTO PIENE Bad Laasphe 18/04/1928 – 17/07/2014
Oliympia Regenbogen, 1972
serigrafia su 4 colori su cartone Scholler cm. 70×100, firmata, numerata e datata dall’artista.
Performance fotografata nel 1972 dal fotografo Walter Seng, archivio Rotllfal numero 159.
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111 JESUS RAPHAEL SOTO Ciudad Bolivar 1923 – Parigi 20/01/2005
Senza titolo
litografia di 200 esemplari cm.100×70, firma in basso a destra, certificato di autenticità e Archivio n. 228 su foto.
Bibliografia:
opera esposta e pubblicata sul catalogo Around Zero a pag.149 (Silvana Editoriale).

797/ Volo Dangelo

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338                                                                       SERGIO DANGELO

E come guardando sento la farfalla di mezzanotte, 1959
olio su tela cm. 70×100, firma e anno sulla destra, titolo, firma e anno al retro, timbro e firma per provenienza e garanzia della Galleria Poleschi Arte (LU) su certificato allegato.

bda.3mila euro

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Opera significativa di una fase importante della storia dell’arte italiana. Sergio Dangelo è con Baj uno dei profeti dell’arte nucleare. Ma nel 1959 l’esperienza di quel movimento, che si è messo in rete con le grandi correnti dell’astrazione mondiale (da Pollock ai Cobra, passando per lo spazialismo di Fontana), si è ormai esaurita. Nel 1957 alla galleria san Fedele di Milano (dove già nel 1951 avevano esposto Baj e Dangelo i primi lavori di pittura nucleare) espongono con i due nucleari anche Yves Klein e Piero Manzoni che hanno firmato con lo stesso Baj e  Dangelo, insieme a Bertini e Colucci il manifesto Contro lo stile che prefigura un arte che non sia più celebrativa o gestuale, ma che sia una presenza, un punto d’arrivo, un organismo creativo dotato di vita propria. Di lì a poco Kleine e Manzoni realizzeranno i loro monocromi. Dangelo respira questa temperie di mutamento. Quest’opera  è già presenza . Come una farfalla di mezzanotte.

797/ Bianchi, Domenico

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 Asta 797 Meeting Art (sabato 12 settembre)

Domenico Bianchi

Lotto 276. Senza titolo, 1985
acquerello su cartoncino cm. 30,5×22,8; sigla dell’artista, anno ed etichetta della Collezione Ugo Ferranti (Roma) al retro.

bda: senza riserva

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Pizzi Cannella, Dessì, Gallo, Nunzio, Ceccobelli e Tirelli…e Bianchi. Quando quelli del Pastificio Cerere (riuniti negli anni 80 da Achille Bonito Oliva) cominceranno a salire saranno solo rimpianti. Quest’opera è del periodo in cui Domenico  Bianchi, dopo aver sperimentato l’uso della cera, inizia a riflettere sulle forme sferiche dove si confronta con la percezione volumetrica della bidimensionalità.  Di lì a poco incontrerà i guru dell’Arte Povera (Merz e Kounellis) che lo spingeranno verso nuovi confini.