Archivio mensile:novembre 2015

Baj Baj astrazione

Sono prevenuto: credo che Enrico Baj sia da inserire nei 5 artisti italiani del dopoguerra (anzi, pensandoci due soli: Fontana e Baj) di cui si dovrebbero salvare tre opere dall’impatto con un asteroide. Detto della mia prevenzione ridico di un’opera che andrà in asta a Vercelli. Questa. E cercherò di spiegare perchè, se avessi moneta, la prenderei. E non avendola non posso che sottolinearne il valore storico e pure quello estetico. Qualcuno dirà  che sto pompando un lotto in asta. Vero, ma per istinto e per intrippamento (si dice così…?). Di tanti lotti non mi curo. Certo per ignoranza, certo per distrazione. Molto, però, per presa di posizione. E il mio timido silenzio non è un assenso.  Dunque il Baj.

012015010140

229: Enrico Baj

Questi personaggi non sono più soggetti alla forza di gravità, 1959
olio su tela cm 91×121, firma in alto a sinistra, anno in alto a destra, firma, titolo e anno al retro sul telaio.
Bibliografia: -“Catalogo Generale Bolaffi delle opere di Baj”, a cura di Enrico Crispolti, Giulio Bolaffi Editore Torino, pagina 104 al n° 650.

————-

Siamo nel 1959. E’ anno in cui Enrico Baj firma questo manifesto. A Napoli.

<Astrazione non è arte ma solo concetto filosofico e convenzionale. L’arte non è astratta benché vi possa essere una concezione astratta dell’arte.Questo neo-neoplatonismo è da tempo superato dagli avvenimenti della scienza moderna, quindi non ha più ragione d’essere come fenomeno vitale e attuale.Giunti a Napoli la mattina del 9 gennaio 1959, salimmo in cima al Vesuvio che subito ribollente di furore vomitò fumate altissime. Cercammo riparo buttandoci a terra finché fu silenzio.
Alzammo allora gli occhi al cielo ove ci apparve la scritta:

image55691

Ancora tremanti ci rialzammo e uno di noi, avanzando verso la voragine, disse: “Siano le nostre opere meteore, lava e lapilli, polvere cosmica, carburo in accensione, orbite di violenza, traiettorie di sensi, intuizioni radioattive, zolfo, fosforo e mercurio…”.
Ci tuffammo dal cratere nel golfo e approdammo a Cuma per chiedere l’oracolo. La Sibilla uscì dall’antro e il detto confermò ancora il fatto: “Jatevenne! … L’astrattismo è vecchio, e fete chiù e me!”

Nanni Balestrini, Paolo Redaelli, Leo Paolazzi, Sandro Bajni, Edoardo Sanguineti, Luca, Bruno Di Bello, Lucio Del Pezzo, Mario Persico, Guido Biasi, Giuseppe Alfano, Donato Grieco, Enrico Baj, Angelo Verga, Ettore Sordini, Antonio Recalcati, Sergio Fergola

 Napoli, gennaio 1959

———–

Baj è tipo curioso , artista sensibile al movimento in quanto tale, alla rivoluzione intesa come moto circolare attorno a un’idea diversa di fare arte.  A Napoli cresce il  fermento e lui si tuffa nel Golfo. La questione non è tra astrazione e figurazione. Sarebbe troppo banale e Baj non è banale. Il bivio napoletanto è un altro. Da un lato la scelta di una rappresentazione dell’esistenza tutta sangue e emozioni (nuova figurazione) e, dall’altro, una fuga razionale e consapevole da ogni realtà per crearne un’altra (astrazione). Baj e il gruppo di Napoli puntano sulla prima con  veemenza verbale e di toni che evocano un manifesto futurista. Con in bocca questi sapori, Baj dipinge l’opera di cui sopra. Siamo nel 1959. Baj ha già metabolizzato gli effetti sulla storia umana di un doppio botto nucleare. La guerra ha dilianiato la storia, l’atomo in frantumi nei cieli del Giappone ha liberato l’apocalisse. Come si fa a astrarre o a dipingere timide figurine di uomini e donne che leggono o arano i campi? Ma il mondo non si ferma. Ora che, nel 1959, il Lunik 1 lanciato dai sovietici  ha sfiorato un allunaggio. Come si fa poetare sull’ universo, quando la Luna è terra, crateri e materia? Baj assorbe emozioni e le trasforma in arte: gli uomini del quadro in asta  a Vercelli galleggiano, formne spaesate di un’umanità che curiosa e impaurita si muove oltre l’atmosfera nel territotio ignoto di uno spazio senza più gravità. E’ storia, signori. E’ arte.

Preview 802/ Fuori tutto…

Asta 802 alla Meeting Art. Arte moderna e contemporanea.
Chiudo con questo post la preview di alcuni lotti in asta dal 21 novembre prossimo a Vercelli con riassunto delle puntate precedenti. Due osservazioni su ciò che vedo insieme a voi. La prima: il Griffa appartiene al periodo più puro e duro dell’arte analitica quella dove si è davvero sperimentato il significato di supporto e di colore. Una fase poi in parte tradita per volere di mercato, mode e repertorio acquisito. Pochi integralisti hanno resistito (faccio un nome che va, a mio parere, annotato: Enzo Cacciola. Anzi due: Paolo Cotani). Ma di tutto ciò che segue resta l’incanto del Casorati. Spocchioso forse dirlo, persino demagogico e in odore di nazionalismo, ma se guardo alla figurazione contemporanea che fa impallidire le aste mondiali (niente nomi, mi perderei…), io non trovo molto di intrigante quanto l’opera di Casorati  in asta. Non so la base d’asta , non m’interessa. Anzi al netto di quanto è la proposta, la mia riflessione è probabilmente meno condizionata e condizionante. Mi sono, insomma,  sbilanciato su ciò che prenderei se l’asta fosse questa qua sotto e io non fossi quello con l’attuale conto in banca. E non mi lascerei, comunque, tentare dall’estroflesso…

09696: Turi Simeti
Due ovali in verde, 1982
acrilico su tela sagomata cm 100×50, firma, anno ed etichetta di Colombo Arte al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista ed etichetta di Colombo Arte su foto, fotografia che ritrae l’opera e l’artista allegata, Archivio generale Turi Simeti Artantide.com allegato, opera priva di cornice.
Esposizioni: Expo Arte 2007; Città di Montichiari (BS), 2007.
Bibliografia: -“Turi Simeti, catalogo generale”, volume II, a cura di ARTantide.com, Christian Maretti Editore, pagina 71.
————————-

560560:Emilio Isgrò
Kai Pròs, 2006
acrilico, tela e legno cm 120×50,5×5, firma, titolo, anno, tecnica e timbro dell’artista al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto, opera priva di cornice.

—————————————–

298298: Christo
The Mastaba (project for United Arab Emirates), 2007
tecnica mista su carta riportata su tavola cm 36×39 (sotto teca in plexiglass), firma e anno in basso a destra, titolo in basso, firma e anno al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista e timbro della Anti: galleria d’arte contemporanea (Mestre-VE) su foto.

—————————

229229: Enrico Baj
Questi personaggi non sono più soggetti alla forza di gravità, 1959
olio su tela cm 91×121, firma in alto a sinistra, anno in alto a destra, firma, titolo e anno al retro sul telaio.
Bibliografia: -“Catalogo Generale Bolaffi delle opere di Baj”, a cura di Enrico Crispolti, Giulio Bolaffi Editore Torino, pagina 104 al n° 650.

————————

109

109:Antoni Tapies
Visca, 1972
pittura acrilica su carta applicata su tela cm 81×65, firma in basso a destra, opera registrata presso la Fondazione Antoni Tàpies (Barcellona) come da dichiarazione su foto.
Provenienza: Martha Jackeson Gallery, New York; Galleria d’Arte Moderna Ravagnan, Venezia.

——————————————

195

195: Felice Casorati
Il riposo delle mondine, 1962
tempera su carta intelata cm 50×50, firma in basso a sinistra, dichiarazione d’autenticità a cura della Galleria Arte Nuova (Courmayeur-AO) su foto, timbri e firma di G. Bertasso per garanzia di autenticità della Galleria La Bussola e della Galleria La Nuova Bussola (TO) su foto, opera registrata presso l’Archivio Felice Casorati al n° 315.
Esposizioni:-1975, Cuneo, n° 8. Bibliografia:-Galvano, 1975, n° 8, illustrazione a colori in copertina.-“Catalogo generale delle opere di Felice Casorati”, i dipinti (1904-1963), a cura di giorgina Bertolino e Francesco Poli, Edizioni Umberto Allemandi & C. (TO), volume secondo al n° 1301, descrizione dell’opera sul volume primo, pagina 465.

————————————-

224

224: Valerio Adami
Estadio Santiago Bernabeu n.5, (2007)
olio su tela cm 130×97, firma e titolo al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista e timbro della Galleria Deniarte (Roma) su foto.

————————————

110

110: Emilio scanavino
Rosso e nero, 1981 olio su tela tamburata cm. 140×200, firma in basso a destra, firma, titolo e tecnica al retro, dichiarazione d’autenticità a cura di Giorgina Graglia Scanavino su foto.
Esposizioni: -Genova, 1987, Villa Croce, riprodotto in catalogo al n. 85, pagina 112.
Bibliografia: -“Scanavino, Catalogo Generale”, volume secondo, a cura di Giorgina Graglia Scanavino e Carlo Pirovano, Edizioni Electa (MI), pagina 796 repertorio 1981 53 (con dimensioni errate).
————————————
314
314: Giorgio Griffa
Senza titolo, 1971 acrilici su tela di juta cm 177×200, firma e anno al retro, opera priva di cornice.
——————————–

 553553:Arman
Senza titolo, 1987
ventilatori rotti, tubetti e pittura acrilica su tela applicata su tavola cm 160x130x16, firma in basso sul lato destro, email di conferma dell’autenticità allegata di Tara Strongosky/ archivist Arman Studio (New York), timbro e firma per provenienza della Galleria d’Arte Rotta Farinelli (GE) su foto, opera priva di cornice.
Bibliografia: -“Arman in Italy”, mostra tenutasi presso la Fondazione Mudima (MI), pagina 75.

Preview / Vertical match

560
560:Emilio Isgrò
Kai Pròs, 2006
acrilico, tela e legno cm 120×50,5×5, firma, titolo, anno, tecnica e timbro dell’artista al retro

———-

096
96: Turi Simeti
Due ovali in verde, 1982
acrilico su tela sagomata cm 100×50, firma, anno ed etichetta di Colombo Arte al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista.

————

Nell’asta 802 della Meeting Art che scatterà dal prossimo 21 novembre si può immaginare di vivere questa sfida tutta verticale (nel senso delle dimensioni delle tele dove l’altezza doppia e oltre la larghezza). Sfida azzardata tra giocatori di partite diverse: concettual e poeticamente visiva quella di Isgrò, post spazialista e post razionalista quella di Simeti. Sfida di lettura : formiche e greco antico per Isgrò, vasta campitura verde fontana  e due ovalini spersi per Simeti.

———–

Sono anche su FB

https://www.facebook.com/fabrizio.guerrini2?fref=nf

Bambina cattiva

012015008755

7 TITTI GARELLI Torino 1948
Il castello nel bosco, 2011
acrilici su carta riportata su tavola cm. 56×40, firma in basso a destra

—————–
Asta serale alla Meeting Art. Venerdì 13 novembre dalle 10.
“Le bambine di Titti Garelli sono belle, ma non lo sono con quella nota di mera tenerezza che inducono le bambole, loro hanno un autentico charme. Non sono impotenti, fragili sì, ma un potere lo hanno. Che poi è quello di catalizzare gli sguardi con la loro fierezza”.

Il mare d’inverno

012015011236

Asta 2291 (domenica 8 novembre dalle 10)

Gian Genta (Savona 1944) lotto. 14 Front page
scultura in ceramica ad ossido di manganese e rame e smalti in tre cotture a 980° con base in legno cm 31x33x8, pezzo unico.

—————-

Poeta. Ceramista. Di certo spirito libero.

Il vento d’Alassio

Senza schiuma il respiro.
Un nastro colorato di sole
degrada sull’acqua
ombre di sabbia.
Senza onde il silenzio.
Il braccio dell’isola
allunga sciarpe di vento
sul mare dei benedettini.
Senza vele il golfo d’ottobre.
Senza vasche l’acqua dell’indifferenza.
Senza fiori il muretto dell’originalità.
Senza quinte la commedia dei famosi.
Senza storie il budello di ogni giorno.
Senza sete il vento d’Alassio
cerca ancora il riassunto
di come eravamo in estate.

Gian Genta

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-5812?f=a:1436>

Vota la poesia:

  • Condividi con gli amici

Preview 802/ La Versailles di Christo

298

ASTA 802. Arte moderna e contemporanea. Meeting art Vercelli

Lotto 298: Christo
The Mastaba (project for United Arab Emirates), 2007
tecnica mista su carta riportata su tavola cm 36×39 (sotto teca in plexiglass), firma e anno in basso a destra, titolo in basso, firma e anno al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista e timbro della Anti: galleria d’arte contemporanea (Mestre-VE)

—————————

<When Louis XIV was building that kitschy castle Versailles, the greatest architecture in the Middle East had incredible simplicity… and play with colours>. Mastaba: E’ la rosa del deserto immaginata da quel genio visionario di Christo e della sua compianta consorte Jean Claude. Si tratterà di  400mila  barili di petrolio che saranno  verniciati  dall’azienda che garantisce  le splendide cromature su tante auto di produzione teutonica. Colori splendenti, luccicanti al sole arabo. Mastaba in origine era un sepolcro egizio antesignano delle piramidi. Una forma semplice e solenne, colorata e ipnotica. Molto meglio dei capricci barocchi del Re Sole. Lineare e moderna nonostante sia stata ideata da un’antica civilità. Christo sa dove attingere i suoi sogni, sa come evocarne nuovi facendo sparire la realtà, impacchettando la materia. Questa volta però è la materia ad essere manipolata alla luce del sole. Forma antica con contenuti moderni.

Preview 802. Tapies, il “materialista”

109

ASTA 802. Lotto 109: Antoni Tapies
Visca, 1972 pittura acrilica su carta applicata su tela cm 81×65, firma in basso a destra, opera registrata presso la Fondazione Antoni Tàpies (Barcellona) come da dichiarazione su foto. Provenienza: Martha Jackson Gallery, New York; Galleria d’Arte Moderna Ravagnan, Venezia.

———————————————————

“Io sono stato catalogato nell’informalismo ed è un’etichetta da cui non posso sbarazzarmi – dice  Tàpies – E ciò mio malgrado, perché non ho mai firmato alcun manifesto in favore di qualsiasi movimento. Ma sono scritto nella storia come un informale”. Uno come Tapies non accettava l’essere alunno di una scuola. Forse nessun artista, tranne i mediocri che cercano l’alibi di una scuola per sfruttare moda e mercato, vuole esserlo. Tapies poi…lui ambiva a comunicare con la materia la sua natura inquieta e creativa così come Burri su altri piani e territori. Olè per Tapies, dunque. O se volete Visca Tapies, per dirla in catalano!!!

Capital Uncini

copertina0802_2c5ae2ec0c789e4738455eb4e9c4736a

Asta 802 di arte moderna e contemporanea in Meeting art.  Da sabato 28 novembre a martedì 8 dicembre. Uncini in copertina. Uncini che riappare in forte crescita sul mercato dell’arte dopo la sua dipartita nel 2008. Le opere più richieste  i “Cementarmati”, cioè opere realizzate con ferro, cemento e rete metallica che rivelano la ricerca geometrico-spaziale dell’artista e rappresentano la sua produzione iniziale, dal 1958-59 al 1963. Sono queste le opere che hanno segnato i più recenti record d’asta: 295.800 euro da Dorotheum a Vienna nel novembre 2014; 183.750 euro da Il Ponte a Milano a dicembre 2014; 127.500 euro da Sotheby’s a Milano a maggio  fino alle 278.500 sterline all’Italian Sale di Christie’s del 16 ottobre scorso  per un’opera del 1959. E ora…

Courbet: io dipingo, voi no

012015007521Asta n.800. Lotto 169. Le chateau de Chillon. Base d’asta: 10mila. (invenduto)
Olio su tela, cm 50×61; firma “G.Courbet” in basso a sinistra, al retro reca ceralacca della Galerie Georges Giroux di Bruxelles con la data 25 gennaio 1947.Durante l’ultimo periodo della sua vita fra il 1873 e l’anno della morte (1877) Courbet fuggì in Svizzera dopo i fatti della Comune di Parigi. Malato e solo, dipinse più volte vedute del castello di Chillon, sul lago di Ginevra. Il castello infatti, con la sua aura romantica aveva attratto fin dal 1762 l’interesse di Rousseau e soprattutto quello di Byron che vi ambientò una delle sue opere più celebri: “Il prigioniero di Chillon” del 1816. Courbet si immedesimava nel poema di Byron che esaltava la libertà e il castello divenne così una sorta di leit-motiv della sua ultima fase artistica, una fase animata da una grande energia creativa minata solo dalla salute declinante. Il presente quadro fu esposto presso la Galerie Georges Giroux di Bruxelles che fu una delle più importanti gallerie d’arte europee del primo Novecento. In questo caso il timbro si riferisce ad una esposizione del 25 gennaio 1947.

———————–

Gustave_Courbet_-_Le_Désespéré

Maestro conosce Vercelli?

Stringe gli occhi e produce un suono sordo, a bocca chiusa, come uno schiocco di dita in gola. Farà così per molte mie domande.

Sa del suo dipinto in asta alla Meeting Art?

Quale?

Le Chateau de Chillon. Insomma quel castello che vedo anch’io adesso dal vero…

Non ho mai dipinto questo castello.

Come no , maestro. O c’è un problema di attribuzione? Sarebbe clamoroso.

Non ha capito, signore. Non ho dipinto questo  castello, ma ho dipinto tutte le volte che ho visto questo castello. Così come è e come lo vede anche lei. La differenza è che lei non potrò dipingerlo come ho fatto io.

Dicono che lei è un realista, che significa?

Non ci possono essere scuole. Ci sono solo pittori. Detto questo, la pittura è un’arte essenzialmente concreta e può consistere solo nella rappresentazione delle cose reali e esistenti.

Nostalgia della Francia, maestro?

(schiocco in gola)

Scusi. Magari lo richiedo dopo. O forse no.

No.Parliamone, pure. Malgrado l’oppressione che pesa sulla nostra generazione, malgrado i miei amici esiliati, perseguitati, anche in catene, nelle foreste del Morvan, restiamo ancora in quattro o cinque… noi siamo abbastanza forti malgrado i rinnegati, malgrado la Francia di oggi e le sue greggi folli, noi salveremo l’arte, lo spirito e l’onestà nel nostro paese.

Propositi eroici, maestro. Ma in Francia bruciano i suoi quadri…

E’ la forma acuta di una patologia, signore,  quella di uno Stato che vuole occuparsi di arte. Lo Stato è incompetente in materia di arte. Quando comincia a ricompensare, usurpa il parere del pubblico. Il suo intervento è sempre demoralizzante, funesto all’artista che viene ingannato sul suo proprio valore, funesto all’arte che viene rinchiusa nelle convenzioni ufficiali e che viene condannata alla più sterile mediocrità; saggio sarebbe che lo Stato si astenesse, il giorno in cui ci avrà lasciati liberi avrà adempiuto con noi ai suoi doveri. E comunque, signore, non bruciano tutti i miei quadri. Alcuni li tagliano…

Ah, magari l’origine del mondo

Già. Le chiedo, però, signore se sono stato più realista io a dipingere una vagina o quello che l’ha separata dal resto del corpo? Risponda, signor mio. Risponda.

Una vigliaccata per far cassa. Lo facevano anche con la pittura antica, un santo di qua e una Madonna di là. Capita ai grandi.

Colpo in gola.

Cosa dice del dipinto in asta?

Che è il castello che lei sta guardando da questa finestre e che, via da qui, potrà soltanto ricordare senza poterlo dipingere. Io l’ho fatto. Lei non potrà mai farlo. Sono o non sono un essere speciale? Ed ora, mi scusi, ma devo finire questa bottiglia. Mi lasci morire, qui.