Archivio mensile:dicembre 2015

Preview 804/ Cucchi vision

“Il cimitero – dice Cucchi  – è quel sito che tiene unita simbolicamente la comunità. Non è il luogo della morte ma lo spazio della memoria e della vita”. Ma Enzo Cucchi, il più visionario dei poeti pittori della Transavanguardia, non è ossianico o scapigliato. E’ un visionario nel senso lato e poetico del concetto: “Bisogna _ dice ancora galleggiare nella realtà il più possibile da animali, da cani sciolti, da clandestini”. L’asta 804 alla Meeting Art offre spunti di riflessione sull’artista i cui record price in asta sono in gran parte antecedenti al 2008 (al top gli 831mila euro da Christie’s Londra nel 2006).

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496 ENZO CUCCHI Morro D’alba (AN) 14/11/1949
Senza titolo, 1996
tecnica mista e collage su carta povera cm. 56,5×45, firma e anno al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.
base d’asta: 10.000 €
stima: 18.000/20.000 €

Preview 804/ Arte lavica

Studente a Brera, giovane assistente di bottega di Fontana e Pomodoro, Giuseppe Spagnulo è l’artista-scultore italiano che sta lasciando un’impronta profonda nella storia  dell’arte contemporanea italiana. “Nell’opera di Spagnulo pittura e scultura condividono la fisicità della natura potente dei materiali: la sabbia vulcanica è fuoco, lava, energia, così come il ferro e la terra sono il risultato di una continua trasformazione sui cui lo scultore interviene negandone la struttura, la qualità tettonica, fino ad usare il fuoco stesso come materiale.  Osservare come la mano ritorni sulla carta stendendo gli strati di ossido di ferro, di carbone, di sabbia vulcanica, dei suoi cristalli, di cadmio equivale a “sfogliare la materia” per scoprirne la forza latente. Le opere su carta, spiega Luca Massimo Barbero, “sono strati, fogli sovrapposti che soffocano il segno, lo affondano, lo coprono e chiedono di essere sfogliati comegigantesche pagine di un manoscritto. La scrittura di Spagnulo sui fogli e nei fogli diventa metaforadella forza irrequieta dei versi di Campana”.

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 Sabato 16 gennaio (asta 804)

9) GIUSEPPE SPAGNULO Grottaglie (TA) 1936
Senza titolo, 1971
multiplo in legno cm. 70x70x17; esemplare 16/30, firma, anno e tiratura al retro, opera priva di cornice.

senza riserva

stima: 1.000/2.000 €

Preview 804/ Mec Bertini

Gianni Bertini. Tanto da dire su di lui. Ma in un singolo post ci si deve soffermare su dettagli, peraltro importanti. Lo spunto arriva da questo lotto in asta a Vercelli (la 804 di Meeting Art). E’ del 1964. Anni cruciali per l’artista. Bertini è a Parigi, sta elaborando nuove tecniche di comunicazione pittorica muovendosi dal terreno dell’astrazione a quello della poesia visiva (e sonora, con la collaborazione e con il dialogo con il mito Henry Chopin). Nel 1965 firma da protagonista il manifesto della Mec Art. la Mechanical art che si propone di utilizzare il medium fotografico come forma di elaborazione d’immagini da riprodurre e riportare su tela attraverso l’intervento creativo e manipolatore dell’artista. Come accade nel lotto in asta.

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Domenica 24 gennaio

386 GIANNI BERTINI Pisa 31/07/1922 – Caen (Normandia) 08/07/2010
Tolar du Sphinx, 1964
olio su tela cm. 73×60, firma e anno in basso al centro.

base d’asta: 4.000 €

stima: 8.000/9.000 €

Preview 804/ Sam vs Paul

L’asta 804 della Meeting Art regala un confronto a distanza tra due giganti dell’espressionismo astratto Usa: Sam Francis e Paul Jenkins. E’ dal giugno 2014 che non arriva a Vercelli un’opera di Sam Francis. In quella tornata d’asta un acrilico su carta (22×21) rimase invenduto con una stima  di 12mila-14mila euro. Il buon Sam non sta attraversando un momento di forte spinta commerciale dopo che, per anni, sembrava destinato a surclassare di gran lungaJenkins. Il buon Paul, invece, sta dando segnali di movimento verso l’alto (come attestano i 26mila euro raggiunti per un watercolor degli anni Ottanta nell’ultima asta Meeting del 2015). Il confronto è adesso a Vercelli. A gennaio.

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SABATO 16 gennaio

91 SAM FRANCIS San Mateo (California) 25/06/1923 – Santa Monica (California) 04/11/1994
Untlited, 1990
acrilici su carta cm. 28×21,5, firma a cachet e timbro The Sam Francis Estate al retro, etichette Galerie Lovers of Fine Art Gstaad e Galerie Iris Wazzau Davos al retro, opera registrata presso la Sam Francis Foundation come da certificato allegato.
base d’asta: 5.000 €
stima: 9.000/10.000 €

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Sabato 23 gennaio


323 PAUL JENKINS Kansas City 12/07/1923 – New York 09/06/2012
Phenomena Compass Bearing, 1979
acquerello su carta cm. 76×107, firma in basso a destra, titolo, firma, anno e località (St. Croix) al retro, certificato della Ro Gallery (New York) allegato.
base d’asta: 5.000 €
stima: 12.000/15.000 €

Preview 804/ Agnetti b&n

Concettuale, certo. Pessimista, forse. Vincenzo Agnetti aveva un’idea chiara del rapporto tra l’uomo e la cultura. Il problema della comunicazione non aveva soluzioni percorribili. L’incomunicabilità caratterizza l’intera storia dell’evoluzione di una civilità. Lo mostra e lo dimostra in quest’opera multipla in asta a gennaio a Vercelli (asta 804 di arte Moderna e Contemporanea). Un libro, l’Apocalisse è nel deserto: un  libro di tante pagine illeggibili,  sigillato in un contenitore di plastica, imbullonato e appoggiato su una duna di sabbia. Sabbia e parole che non leggi. La performance venne fotografata e questo è uno degli scatti.

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Asta 804 (Domenica 24 gennaio)

434 ) VINCENZO AGNETTI Milano 14/09/1926 – Milano 02/09/1981
Il deserto il libro, (da installazione 1970)
fotografia in bianco e nero cm. 50×60, esemplare 5/50, firma, titolo, anno e tiratura in basso.

senza riserva

stima: 3.000/4.000 €
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Preview 804/ Greg-mistery

E’  il David Linch della fotografia se il gioco del chi assomiglia a chi fosse una regola e non una cattiva abitudine. In realtà Crewdson, musicista e fotografo si muove in modo originale e narrativo nel campo della fotografia. La foto non più come mezzo per riprodurre la realtà o come cimento che attesta la bravura di chi ha prodotto lo scatto, ma storia da raccontare, libro da sfogliare con lo sguardo. Mistero da svelare. Forse. In asta a Vercelli, a gennaio (asta 804)

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437  GREGORY CREWDSON 1962
Production still (Man in woods #2), 2003
digital c-print cm. 35,5×45,7, firma e anno in basso a destra, etichetta Luhrimg Augustine (New York) al retro, tiratura 20 esempari.

base d’asta: 1.000 €

stima: 2.000/3.000 €

Preview 804/ Oscure trame

L’asta 804 di gennaio mette a confronto due top lot di maestri italiani. Uno scontro ai vertici dell’astrazione dove il ring è il reticolo, la trama, l’intreccio di linee e colori. Mario Nigro vs Piero Dorazio. Ai punti del mercato attuale vince ancora Dorazio. Ma la tecnica e la storia di Nigro possono ancora riservare sorprese sull’esito di nuovi scontri in futuro. Nigro ha, infatti, anticipato con la sua ricerca (linee rigorose, con il colore che riempie gli spazi creati dal loro intreccio nello spazio) l’optical art sino alle opere di un artista come Peter Halley (presente nell’asta 804 e di cui ho parlato in un precedente post). Nel 1974 in una storica mostra al Palazzo Esposizioni di Roma, i due artisti venivano affiancati per raccontare le vie dell’astrattismo. Con le loro opere quelle di  Twombly, Tancredi e del grande Piero Sadun (il  blog cercherà di parlarne presto). Trame oscure di arte alta. In asta.

 

LOTTO 649
LOTTO 649 (asta 804, 31 gennaio)

MARIO NIGRO Pistoia 28/06/1917 – Livorno 11/08/1992
Spazio totale n° 12, 1953-54, tempera su tela cm. 53×74, firma, anno timbro ed etichetta della Galleria La Polena (GE) al retro.
Bibliografia: -“Mario Nigro, catalogo ragionato”, a cura di Germano Celant, Edizioni Skira, 2009, pag. 360 al n° 123.
base d’asta: 90.000 €
stima: 160.000/180.000 €

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LOTTO 550

LOTTO  550 (asta 804, 30 gennaio)

PIERO DORAZIO Roma 28/06/1927 – Todi 17/05/2005
Chèz Andersen, 1959, olio su tela cm. 73×97, firma e anno in basso a destra, titolo, firma, anno, località (Roma) ed etichetta della Galleria Anfiteatro Arte (PD) al retro, provenienza Galerie Springer, Berlino, opera registrata presso l’Archivio Piero Dorazio come da dichiarazione datata 4 settembre 2008 su foto (in fotocopia).
Bibliografia ed esposizioni:
– 1959 “Piero Dorazio”, Galerie Springer, Berlino, pag. 6.
– 1960 Stadtisches Museum, Leverkusen, riprodotto in catalogo.
– 1977 “Dorazio”, Marisa Volpi Orlandini, Edizioni Alfieri, n° 365.
– 2006 “Dorazio”, Marco Canepa Arte Contemporanea, riprodotto in copertina.
– 2006 “Piero Dorazio”, Anfiteatro Arte, Padova, pag. 37.

base d’asta: a richiesta

stima: a richiesta

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Preview 804/ Boetti…

Come promesso… è arrivato Boetti con i multipli dell’asta 804 di Meeting Art. Tutti legati al tema della natura, ottusa. Natura umana, ovviamente. Boetti coglie la violenza dei percorsi storici che stanno travagliano il suo Afghanistan, contaminando la creatività di quelle popolazioni , con lotte tribali e imperialistiche. Di lì a poco sarà l’era dei talebani. Fantasia a morte. Natura (umana) ottusa, appunto.

In successione più o meno rapida ecco i lotti della serie degli uomini-rana che saltano tra una violenza e l’altra creando improbabili piani prospettici e visuali, stratificazioni di concetti. Ne troverete uno nuovo, ogni tanto. E’ una questione di tempo, vero Alighiero?

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 Domenica 17 gennaio (asta 804)

171 ALIGHIERO BOETTI Torino 1940 – Roma 24/04/1994
La natura, una faccenda ottusa
serigrafia a 27 colori su carta cm. 60×120, esemplare 9/75, firma in basso al centro, Edizioni Studio Fornaresio (TO).
base d’asta: 1.000 €
stima: 3.000/4.000 €

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400 ALIGHIERO BOETTI Torino 1940 – Roma 24/04/1994
La natura, una faccenda ottusa
serigrafia a 27 colori su carta cm. 60×120, esemplare 9/75, firma in basso al centro, Edizioni Studio Fornaresio (TO).
base d’asta: 1.000 €
stima: 2.000/3.000 €

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188 ALIGHIERO BOETTI Torino 1940 – Roma 24/04/1994
La natura, una faccenda ottusa
serigrafia a 27 colori su carta cm. 60×120, esemplare 9/75, firma in basso al centro, Edizioni Studio Fornaresio (TO).
base d’asta: 1.000 €
stima: 3.000/4.000 €

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436 ALIGHIERO BOETTI Torino 1940 – Roma 24/04/1994
La natura, una faccenda ottusa
serigrafia a 27 colori su carta cm. 60×120, esemplare 9/75, firma in basso al centro, Edizioni Studio Fornaresio (TO).
base d’asta: 1.000 €
stima: 2.000/3.000 €

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Preview 804/ Alighiero…

Prosegue con Alighiero (in giornata arriverà anche il socio Boetti) la preview dell’asta 804 di Meeting Art. Il silenzio è d’oro , recita la frase ricamata dalle ragazze e signore afghane sul lotto 80 in asta il prossimo 16 gennaio. Il record per un arazzino (o arazzone) di Alighiero è del febbraio 2006 da Christie’s Londra  con 104.968 euro per un’opera 114×104 (“Regola e Rogolarsi”). L’ultimo arazzo aggiudicato da Meeting Art a Vercelli è un 23×24 (Divine astrazioni):  22mila euro del gennaio 2015.

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80 ALIGHIERO BOETTI Torino 1940 – Roma 24/04/1994
Il silenzio è d’oro, 1988
arazzo a ricamo cm. 18×18, firma in alto, firma e anno in basso, opera registrata presso l’Archivio Alighiero Boetti come da dichiarazione su foto, entro teca in plexiglass.

base d’asta: 10.000 €

stima: 20.000/22.000 €

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Che dire? Mentre Alighiero produceva pezzi unici con la prospettiva del multiplo (ma per lui il manufatto arte non esisteva, Esisteva l’idea dello scorrere del tempo e delle trame di pensiero), Boetti produceva multipli che avevano la forza del pezzo unico a livello di concetto. O forse era l’inverso. O forse era la stessa cosa.

Comunque….

Fra poco (non so quando, ma in giornata) ci sarà il post dedicato al socio Boetti con una serie, per me molto bella, di serigrafie tutte nell’asta 804. Aggiungerò al post , un nuovo lotto,  ogni tanto, seguendo il fluire del tempo. Come sarebbe piaciuto a Alighiero e, molto probabilmente, anche a Boetti.