Il cane di Sebastian

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407 SEBASTIAN MATTA Santiago del Cile 11/11/1911 – Civitavecchia (Roma) 23/11/2002 Senza titolopastelli su carta cm. 47×64, firma in basso a destra, provenienza della Galleria Poleschi Arte (Mi) su foto.

Sebastian Matta. Un Matto. Chi l’ha conosciuto non disconosce il gioco di parole. Ma, occhio a intenderci sul termine matto. Un matto è un matto una persona normale è uno senza fantasia, senza cattiveria, senza colpi di genio. Un mediocre che può diventare molto cattivo e molto stupido. Siamo tanti mediocri, io compreso. La differenza la fa la nostra maggior o minor propensione a essere matti. Matta, Sebastian. Cileno. Maestro indiscusso del surrealismo che è la metafisica della follia creativa, che è la figurazione del nostro suboconscio svelato. Sebastian Matta cileno incontra a metà degli anni Settanta un altro matto che fa il tipografo d’arte, l’editore di cose belle in quel di Firenze.

Si chiama Giuliano Allegri. Ha creato il suo sogno, una stamperia (La Bezuga, un nome noto ai collezionisti di grafiche d’autore: Guttuso, Vasarely, Melotti, Baj, Clerici, Barni…..) vendendo giovanissimo una gigantesca collezione di cartoline belle epoque. Una follia premiata con la posibilità di realizzare un sogno. Allegri studia e si diploma all’Accademia (diove insegnerà). E’ un militante del Pci. Sono gli anni duri, i Settanta. Il Terrorismo, le tensioni dentro e fuori le fabbriche, il Cile. Ecco il Cile. E’ proprio sul terreno di quella tragedia che Allegri incontra Matta. L’idea è una cartella grafica che ricordi al Mondo quanto è oscena la tirannia di Pinochet. Matta disegna le future litografie e uno che si chiama Italo Calvino scrive l’introduzione. Matta, Calvino, Allegri, il Cile…che corto circuito d’arte.

Matta aveva un cane...”. Giuliano Allegri me lo ha rivelato mentre raccoglievo gli appunti per il libro (IL MIO LIBRO, clic in alto). “Sai come si chiamava?”. Come può chiamarsi il cane di un grande Mattoche parlava e dava del tu a Dalì, a Breton e a Magritte? “Vàttene”. Così, giusto così. Vàttene! “Ogni volta che lo chiamava, la gente si stupiva e diceva: quanto gli vuol bene il suo cane e lui è così odioso con lui…”. Surreale è chi lo è non chi lo fa. La realtà ha piani e convenzioni che guardando sopra il reale ti sono più chiare e che puoi dominare.

Domani in asta alla Meeting, asta 804. Il MATTO.

 

 

 

 

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