Archivio mensile:marzo 2016

L’incontrar un pittor colto

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Vi racconto oggi di incontri d’arte che generano altri incontri d’arte. Ho scritto un libro, di cui avete qualche nozione (se vorrete)  in una pagina del blog. Questo libro narra l’attività umana e artistica di Giuliano Allegri. Allegri fondatore della galleria-stamperia d’arte La Bezuga a Firenze che ha incrociato un’eletta schiera di grandi nomi dell’arte dagli anni Settanta in poi ( Guttuso, Matta, Vasarely, Sassu, Manzù, Melotti, Burri, Baj…). La copertina del libro è stata realizzata da Carlo Bertocci. Bertocci sta alla Pittura colta (il movimento/gruppo/comune sentire evocato dal lavoro di un grande e compianto critico, Italo Mussa)  come la Pittura colta sta a un modo classico e moderno e inquieto e trasparente e ordinato e fremente e calmante e figurativo e simbolista e affrescante e pittorico e scultoreo e narrativo d’intendere l’arte. Ho incontrato Carlo Bertocci a Firenze. La fotoè del nostro incontro. In attesa di darvi nozione di una mostra che si ha in animo (perdonate lo stil elegante e toscaneggiante) di fare dalle mie parti, vi riporto in breve breve quanto Allegri ricorda di Bertocci. Una cartolina (con bacione) da Firenze.

“Carlo Bertocci è stato uno dei primi amici che ho incontrato quando sono arrivato a Firenze nel 1971. Era uno studente di architettura. Erano gli anni post 68, avevamo tutti la voglia di cambiare il mondo, si passavano nottate a fare grandi discussioni politiche. Carlo Bertocci a quel tempo già allora disegnava in modo divino. Faceva autoritratti veramente molto, molto belli. Con lui nacque un bellissimo rapporto di lavoro grazie al comune amico, Italo Mussa, il grande critico italiano che inquadrò criticamente in forma definitiva ormai entrata nella storia dell’arte italiana l’area della Pittura Colta. Bertocci è persona empatica colta ed elegante. Nelle sue opere ritrovi queste ormai rare qualità…

Base d’Asta ha un’idea…

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… quella di allestire, prima o poi,  una mostra di grafica d’arte e d’autore con grafiche che  abbiano storie da raccontare, peculiarità da mostrare, suggestioni da evocare. Dopo aver ascoltato alcuni amici che ne sanno in materia,  Base d’Asta fissa queste regole:

  • Si privilegiano acqueforti, xilografie, carborundum
  • Devono essere d’autori con almeno una voce a loro dedicata in testi di storia dell’arte, in enciclopedie generaliste o no.
  • Ogni opera deve essere accompagnata dalle riflessioni del collezionista (max. 20 righe). Gradito un riferimento a una poesia, un libro, un brano musicale, anche un vino.

Se ritenete (e lo credo proprio) di poter essere del gioco inviate foto della grafica con il relativo accompagnamento degustativo. Pubblicherò via via su Bda quanto ricevuto (anche in forma rigorosamente anonima se richiesto), in attesa di riuscire ad allestire la mostra. I dettagli a seguire nel corso delle prossime settimane.

Intanto il titolo:

CARTASTORIE

segni, disegni e non solo

Uno sguardo sulla grafica d’arte

per inviare materiale: faguer@alice.it (indicando in oggetto: Cartastorie)

Santi d’oggi

Domenica 3 aprile a Vercelli, asta 2348 di Meeting Art.

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13 OMAR GALLIANI Montecchio Emilia (RE) 30/10/1954 Articolazioni del disegno, 2006 matita e pastello su tavola cm. 80×80, firma e titolo al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto, entro teca in plexiglass. Bibliografia: -“Omar Galliani le articolazioni del disegno”, mostra tenutasi presso la Casa per l’Arte La Giardiniera (Settimo T.se-TO) dal 29 giugno al 31 luglio 2006, pagina 57.

Morto Cruyff, cosa ci resta?

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Scusate la divagazione, figlia della nostalgia. Ma anche la rimembranza può diventare oggetto d’arte. Io, ad esempio, il  mio vecchio e caro panno del Subbuteo lo metterei in cornice e quindi lo appenderei ad una parete.Un bel verde gioco,  il vellutino segnato dai colpi d’unghia miei, di mio fratello e degli amici. Meglio, per me, di una estroflessione o di un informale di ritorno. E su quel panno guardandolo immaginerei schierata l’Olanda 1974. Quella di Johan Cruyff. Ed io, con i miei 14 anni addosso, a cercare il colpetto ad effetto per far carambolare quel basculante arancio tra i basculanti avversari. Non ero bravo, non ero Cruyff. Ma tra le dita si poteva ancora sognare…

 

Il prezzo della poesia (visiva)

Poeta visivo francese. Nato nel 1942. Considerato uno degli autori/artisti/performer di riferimento dell’intero movimento della Visual Poetry. In asta mercoledì 30 alla Meeting Art (asta 2347). Senza riserva (al momento 150 euro…il prezzo oggi di uno smartphone di terzultima generazione e anche della poesia).

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42 JULIEN BLAINE Rognac 1942 Senza titolo tecnica mista su assemblaggio di 4 fogli di carta cm. 32×95, nome dell’artista sul primo foglio a destra.

Bruciato, ma non scotta

Aubertin. Anni Settanta. Una lamiera con fimmiferi bruciati: forse l’icona migliore di questo fabbroferraio del Gruppo Zero. In asta domenica 3 aprile a Vercelli (tornata 2.348 dalle 10 di mattina). Non scotta come le repliche tarde dell’artista…

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16a BERNARD AUBERTIN Fontenay aux Roses 1934 – Reutlingen 31/08/2015
Dessin de feu circulaire, 1973 fiammiferi bruciati su alluminio cm. 90×90, firma e anno su etichetta della Galleria Centro (BS) al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.

Oh Mimmo

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MIMMO PALADINO Paduli (BN) 18/12/1948
Colpo (fulmineo) d’ala, 1989 tecnica mista e collage su cartoncino cm. 100×70, titolo in basso a sinistra, firma e anno al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto, dichiarazione d’autenticità e provenienza della Galleria d’Arte Moderna Emilio Mazzoli (MO) su foto.

Questo Paladino rimasto invenduto, nell’asta 806 (base, 10mila). Questo Paladino che aroma di Cucchi e Clemente, che ha ancora gli umori ultimi della fase storica della Transavanguardia. Questo Paladino che, però, non fa primavera di mercato per quella eletta squadra d’artisti assemblata dalla premiata ditta Bonito&Oliva. Segnali dal mercato o opera non all’altezza di provocarli? Io che non giudico, ma curioso attendo altri cenni dal vento di primavera…

Non c’è paragone

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04 REMO SQUILLANTINI Stia (AR) 1920 – Firenze 06/08/1996 Bagno, 1985 olio su tavola cm. 80×80, firma in basso a sinistra, firma, titolo e archivio al retro. Bibliografia: -“Catalogo Generale delle Opere di Remo Squillantini”, secondo primo (1964-1995), Editoriale Giorgio Mondadori, archivio n° 29, pagina 55 e a piena pagina 40 con tavola a colori.

 

Per preconcetto ritengo che  l’aniconico, di qualità, sia superiore all’iconico di pari qualità per storia e esecuzione. Ma vado in crisi se mi accorgo,  come accade sempre più spesso, come l’aniconico non di qualità surclassi l’iconico con storia e personalità . A quel punto il dubbio cresce: l’aniconico è così dominante sul mercato italiano da destabilizzare un corretto equilibrio di giudizio? Può una tela estro-manomessa essere così allettante da essere presa al doppio di questo Squillantini che non ha ancora un’offerta al seguito (in asta domenica 20 marzo, asta 806) ? Io, in salotto, non avrei dubbi su cosa appendere. Non sarà un capolavoro, ma queste figure diafane e gialle hanno gli attributi dell’arte. Squillantini, aretino. Pennellata caustica e espressionista. Dai, non c’è paragone…

Color Boero

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285 RENATA BOERO Genova 21/12/1936 Senza titolo, 1984 tecnica mista su tela con applicazioni in legno cm. 150×150, firma ed anno al retro, certificato di provenienza di Artesegno (UD) allegato, opera priva di cornice.

 

Renata Boero.  Inizia con Casorati e Scanavino, attraversa la ricerca cromatica  di Luigi Veronesi.  Nel 1984 (anno di questo lotto in asta sabato 19 alla Meeting art) Filiberto Menna (il critico che ha certificato la pittura analitica) scrive:  “Alle due dimensioni dominanti della sua pittura precedente -l’orizzontale e la verticale-, dimensioni che si attestano sempre sulla superficie e ne enfatizzano la tessitura cromatica e materica, Renata Boero sostituisce ora un campo pittorico totale in cui si perdono le abituali coordinate spaziali dell’alto e del basso, della sinistra e della destra, della superficie e della profondità: le forme, finalmente libere da argini e contorni, si espandono con forza sulla tela, nascono e si sviluppano seguendo una loro logica interna e si arrestano in un punto non prestabilito, là dove termina l’energia del gesto e le quantità del colore”.

In asta.