Archivio mensile:maggio 2016

Cagnone e…

Dai, la voglia ti viene. Voglia di una bella recensione comparativa tra i lotti in asta giovedì 2 giugno. Nel primo blocco trovi questo Angelo Cagnone (che ebbe tra i suoi clienti la Peggy Guggenheim ) con mostre importanti e altrettante recensioni. al momento in cui scrivo i suoi rilanci lo portano a metà appena di lotti con storia ben più debole e in aria di evocazioni estroflesse. Meditate…e pentitevi.

 

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259 ANGELO CAGNONE Carcare (SV) 05/03/1941 Immagina V, 2002 olio e tecnica mista su tela cm 97×130, firma ed etichetta della Galleria Lagorio Arte Contemporanea (BS) al retro.

E poi ci fanno Festa

I coriandoli. Ma anche i faccioni della Sistina. E poi le piazza del Popolo. E i guardiani. E poile finestre. E poi i separè. E poi i ritratti di Mao. E poi i dubbi altalenanti tra autentiche e autenticazioni e poi la sua produzione tarda affastellata di riletture banali e ricopiature stanche delle sue megliori performance anni Sessanta e Settanta. E poi la sua disperazione e quel fratello anche lui gigantesco artista. E poi…e poi…e poi domenica 29 maggio alla Meetinga Art di Vercelli una sua tela-poster della Piazza del Popolo passa da una base di 5mila euro (che un anno fa era pure troppo alta) ai 18mila euro di aggiudicazione. A questo punto si fa Festa (per chi li ha e riuscirà a trovare un angolo al sole delle aste). Passata la buriana si tornerà a ragionare dell’artista. Intanto è Festa e propongo così i coriandoli dell’asta del 2 giugno a Vercelli…

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283 TANO FESTA Roma 02/11/1938 – Roma 09/01/1988 Leone, 1982 acrilico e coriandoli su tela con protezione in cellophane originale ed acrilico a spruzzo cm 160×130, firma e anno al retro, opera registrata presso l’Archivio Tano Festa come da dichiarazione a cura dello Studio Soligo (Francesco Soligo) e timbro della Galleria Prati (PA) su 2 foto, (il celophan presenta delle imperfezioni).

Isgròòòòò

L’approccio letterario all’arte paga. Prima o poi. La creatività narrativa ha un senso, è un antidoto all’esplosione visiva e alla manipolazione estroflesso-alchemica. Su fronti diversi Giulio Paolini e Gianfranco Baruchello stanno muovendo mostre e mercato (splendido Paolini al Poldi Pezzoli di Milano in un corto circuito di contemporaneo e classico). L’asta 811 nel suo esordio di sabato 28 maggio ci consegna questo risultato:

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55 EMILIO ISGRO’ Barcellona Pozzo Di Gotto (ME) 06/10/1937 Diagonale, 1991 libro e tecnica mista in box di legno e plexiglass cm 44,3×57,8×3; firma, titolo e anno al retro, dichiarazione d’autenticità e archivio Emilio Isgrò su foto.

BASE d’ASTA: 4mila.          Stima: 8/9mila.             AGGIUDICATO: 16MILA

Quattro volte la base, il doppio della stima. E la stima d’Isgrò torna a crescere. Annoto in una mostra a lato gli altri Emilio in asta a Vercelli (la 811).

Osceno è il pregiudizio

L’asta Meeting Art del primo giugno mi consegna l’immagine di un lotto che evoca emozioni forti. L’immagine è forte. Immaginatela nel vostro soggiorno: un 100×100 che non raffigura nuvolette in una stanza dal soffitto sfondato o contorsioni eroiche della tela a sfidare, ahilei!, la stantìa epica estroflessa. Eh no, quello che vedete è proprio quello che intuite. Ciò che sale incandescente  dal vostro umano subconscio, l’ancestrale e potente visione di ciò che lega, anche carnalmente, essere umano a essere umano. Scappare dunque da cose d’arte siffatte? E se fosse questo il pregiudizio? A realizzare quest’opera nel 1963 è stato Vittorio Basaglia. Cognome noto e non è solo un caso: suo cugino si chiamava Franco. Faceva lo psichiatra, è stato l’uomo che ha liberato l’Italia dalla follia di una prigione per la follia. Non è andata esattamente come avrebbe voluto Basaglia, ma quelle mura andavano rase al suolo. Suo cugino era pittore e immaginava un mondo dove la creatività non avesse i confini  della razionalità conclamata, certificata, omologata. Il suo dialogo con il disagio psichico (quello che oggi crea i capolavori dell’outsider art) era precursore di cose belle. Una strada che poi avrebbe percorso a Genova un altro grande: Claudio Costa. E mi dite ancora che questo quadro è osceno? In asta mercoledì prossimo (faccio offerta, sappiatelo…)

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42 VITTORIO BASAGLIA
Venezia 19/08/1936 – 2005
Senza titolo, 1963-64
olio su tela cm 100×100, firma in basso a destra,
anno e firma al retro.

Senza riserva/Volpini

Senza riserva. Alla Meeting Art di Vercelli è la partenza libera. 50 euro più i diritti ed è tuo. La riserva dei Senza riserva è un territorio intrigante dove la possibilità di trovare pezzi da collezione è molto alta. Io la percorro. Asta 811. Prima tornata domenica 29 maggio. Renato Volpini, defilato e importantissimo protagonista dell’arte incisoria e creativa dell’arte contemporanea italiana.

ps (ho un suggerimento sul Take it)

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133 RENATO VOLPINI URBANI Urbino 1934 Senza titolo, 1965 tecnica mista su carta cm 31×45, firma e anno in basso a destra, ex Collezione Arcain

senza riserva /Dova

Senza riserva. Alla Meeting Art di Vercelli è la partenza libera. 50 euro più i diritti ed è tuo. La riserva dei Senza riserva è un territorio intrigante dove la possibilità di trovare pezzi da collezione è molto alta. Io la percorro. Asta 811. Prima tornata sabato 28 maggio. Dova: surreale e nucleare.  le sue forme hanno occhi che ti fissano. E’ un oltre che riesce a guardare.

 

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41 GIANNI DOVA Roma 08/01/1925 – Pisa 1991 Composizione, 1961 tempera e tecnica mista su carta applicata su tavola cm 50×35, firma e anno in basso a destra, timbro della Galleria d’Arte Contemporanea Apax (Roma), etichetta e timbri della Galleria d’Arte Sirio (Roma) al retro.

Senza riserva/Fedi

Senza riserva. Alla Meeting Art di Vercelli è la partenza libera. 50 euro più i diritti ed è tuo. La riserva dei Senza riserva è un territorio intrigante dove la possibilità di trovare pezzi da collezione è molto alta. Io la percorro. Asta 811. Prima tornata sabato 28 maggio. Fernanda Fedi. Comunicazione visiva, concetti luminiscenti, non è arte cinetica è cinetica del pensiero.

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22 FERNANDA FEDI Caluso (TO) 16/11/1940 Scultura luminosa, 1986 plexiglass, neon e acrilico cm. 55x30x25 (composta di 2 elementi), pezzo unico, firma e anno in basso a destra, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto, fotografia allegata ritraente l’Artista con l’opera. Esposizioni: – Galleria Cenobio, Milano 1985; – Museo d’arte moderna e contemporanea, Gallarate 1990; – Galleria Avida, Milano 1992; – Spazio Di Gennaro, Milano 2000; – Festival La Versiliana, Marina di Pietrasanta 2000.

Senza riserva/Fasce

Senza riserva. Alla Meeting Art di Vercelli è la partenza libera. 50 euro più i diritti ed è tuo. La riserva dei Senza riserva è un territorio intrigante dove la possibilità di trovare pezzi da collezione è molto alta. Io la percorro. Asta 811. Prima tornata sabato 28 maggio. Gianfranco Fasce. L’astrazione e l’informale naturalistico di chi ha visto Genova. Occhio, perchè Genova è stata per noi (altra citazione voluta) un luogo di fermenti artistici importanti che meriterebbero di essere riportati in luce. Fasce è uno dei nomi dell’Accademia Ligustica. Negli anni Cinquanta nel gruppo del Mac.

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21 GIANFRANCO FASCE Genova 16/04/1927 – 2003 Senza titolo, 1958 olio su tela cm 64,5×53,5; firma in basso a sinistra, firma e anno al retro.

Labirinti e labirintiti

E’ iniziata così: “Quando un professionista racconta di una malattia mentale dal suo punto di vista, la vede spesso come una raccolta di disabilità, di qualcosa che c’è “in meno”, rispetto alla condizione normale. Per sfatare questa situazione, il Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento dell’Università di Pavia propone un progetto dal titolo “La follia sale in cattedra”, che intende affidare la narrazione della follia a chi la vive in prima persona, così da consentire a tutti noi di capire quanto abbiamo in comune e quanto possiamo condividere. Le persone che soffrono di una malattia mentale, nascondono spesso capacità insospettate, sono, a volte, i migliori insegnanti rispetto alla loro condizione. Con una donazione minima di 10 euro possiamo finanziare “seminari di insegnamento” tenuti da pazienti dei servizi di salute mentale, in grado di trasmettere in maniera più efficace la loro esperienza a studenti, professionisti del settore e a chiunque fosse interessato. Il progetto verrà presentato Venerdì 20 Maggio a partire dalle ore 17.30 presso l’Aula del ‘400 dell’Università di Pavia”.

E’ proseguita con l’alchimia di segni, parole e colori. Lo dico: ne sono orgoglioso. Scrivo cose da sempre. Ma la possibilità di mettere in gioco una (presunta) qualità in un contesto di performance artistica mi fa venire un po’ di labirintite, da qui la seconda parte del titolo. Non ne soffre Francesco Maria Bibesco. Splendido esempio di artista in sordina. Da mordi e fuggi. Lui che con le inquietudini (ha avuto come compagni di viaggio  Boetti , Claudio Costa, tanti Poveristi) sa cosa farci, soprattutto se si devono trasformare in espressioni d’arte. Bibesco mi ha chiesto di creare didascalie al suo percorso visivo e narrativo dal titolo Casòt, ovvero confusione senza più una ragione. E io, pazzo, l’ho fatto. Nella foto qui sotto io e lui davanti al percorso creato in una delle sale più belle e storiche dell’Università degli studi di Pavia. Per aiutare un progetto, per gridare che nessuno è così folle da non essere comunque meno normale di presunti normali.

mde
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Poi accade che la sala si riempia … e il Labirinto si svela (se volete saperne di più presto realizzerò una pagina del blog che abbina le immagini ai testi).

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Io questa sera andrei qui…

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Un amico, un collezionista di cose belle a prescindere dal significato mercantile e a volte postribolare dell’affarismo in arte, mi ha mostrato e postato uno dei manifesti-documenti che possiede o di cui a desiderio di acquisire (non ho indagato). Ma questo reperto dal magnifico che ci precede mi suggerisce una possibilità per trascorrere il sabato sera. Pensieri e parole di gente come si radunò allora alla Salle Gaveau di Parigi. Era mercoledì, ma che importa?