Archivio mensile:giugno 2016

Sono meno christiano

Caro Christo,

mi impressiona un po’ questo esordio. Ma la missiva non va in alto, resta vincolata alle leggi che regolano questa parte d’universo. Il destinatario,infatti,  sei tu, artista e non un dio anche l’arte, che non può mai essere una fede, d’improvviso muove le masse peggio che nel giorno del patrono quando ti promettono un forte sconto  sulle pene del dopo vita.  Caro Christo, perchè l’hai fatto? Per godere di umane greggi che zampettano sul tuo tracciato sexy  (tu l’hai detto) e decisamente rovente? Per contare quanti ti conoscono? Ma sei sicuro che ti conoscono?  Chieditelo:  quanti, invece, ti conoscevano da tempo e adesso ti conoscono un po’ meno o non ti conoscono più? Non stai correndo questo rischio? Io sono tra loro. Tra quelli che si stupivano delle tue magiche operazioni, del tuo nascondere la realtà per farla conoscere meglio, per la tua capacità di sacralizzare l’abituale sono con l’atto di una copertura.

Sparivano i moumenti, le scogliere, le isole, le bottiglie, una sedia: non contava la dimensione, contava il mistero. La percezione negata. La vista impedita per il desiderio di far mettere in movimento la mente. Sei grande Christo! Sei stato grande. Adesso sul lago, no. Te lo dico, da christiano deluso. Adesso no. Arrivo al punto di scriverti che hai rinnegato te stesso. Parolona…scusami. Non dovevo.  L’arte è un gioco, non è una fede. Nessuno può finire sulla croce. Neanche tu che hai giocato con te stesso. Ma perchè l’hai fatto? Quell’autostrada galleggiante non nasconde il lago, lo attraversa esattamente come le passerelle di legno a Venezia quando c’è l’acqua alta. Non valorizza l’ambiente privandolo di un tassello, lo offende piuttosto con il passaggio di orde di turisti a cui non frega niente del tuo messaggio (perchè messaggio non c’è).

Christo, mi hai deluso. Ma che importa? O forse sì. Sono come il  battito d’ali della farfalla: non puoi sapere cosa accadrà lontano da qui. Io adesso sono un po’ meno christiano. Sono solo?

Brexit and music

Mercoledì 9 giugno asta 2.382 di Meeting Art. Fuori caldo, estate, esami che finiscono e altri che iniziano: come si può fare l’Europa senza gli europei? Arturo Ciacelli è  splendida figura di artista, classico esempio di come certi grandi non se li fila nessuno (scusate la gergalità, ma ci vuole) perchè c’è chi decide a priori chi deve starci  chi no. Ciacelli è stato tra i primi futuristi (nel 1905 partecipò a Roma con cinque dipinti al primo “Salone dei rifiutati”  con Balla, Boccioni, Severini) , ha percorso l’Europa che faceva scuola nel campo dell’arte (certo, Parigi compresa). Negli anni Quaranta è a Vienna dove insegna arte e dove butta sulla carta questo schizzo. Un quartetto mentre sta per scoppiare la tragedia. Lui, artista europeo (senza confini) che sta per vivere la frantumazione violenta della convivenza. Come sul Titanic, oggi come ieri, un po’ di musica ti ricorda chi dovremmo essere…

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9 ARTURO CIACELLI Arnara (FR) 28/05/1883 – Venezia 28/07/1966 Quartetto, 1940 carboncino su carta applicata su cartone cm 30×42,5, firma e titolo in basso a sinistra, località (Vienna) ed anno in basso a destra, etichetta della Galleria Annunciata (MI) al retro, opera priva di cornice.

Bandiera analfabeta

“…Filippo invece ha scelto la libertà: di materiali, di tecniche, di segno e, soprattutto, la libertà di essere primitivo senza porsi il problema dei tanti che lo hanno preceduto o lo affiancano in questo percorso e il risultato è, naturalmente, personalissimo e unico. Nonostante gli echi evidenti di Graffitismo (Basquiat è non a caso il suo mito), Street Art e, per scavare nella storia, Art Brut, le sue opere sono sempre riconoscibilissime e fortemente identitarie e il suo segno è assolutamente soggettivo nel tratteggiare i momenti di un percorso che si annoda inevitabilmente, come tutta la vera arte, con il suo personale e il suo vissuto più profondo, testimoniato anche dai numerosi autoritratti“.

Così Elisabetta Rota sull’artista che ha realizzato l’opera che andrà in asta (ed è la copertina del catalogo virtuale dell’asta 2382 di Meeting Art), giovedì 30 giugno. Biagioli: il primitivo, l’ancestrale, le tele rituali, lo sciamano che abbiamo sepolto per poi scoprire che il mondo dei razionali è fatto da imbecilli che inseguono un passato che non è mai stato. Prevale la voglia di uscire da tutto, ma la scelta migliore è quella di trovare un’orbita stabile fatta di pensieri, colori e buone cose da guardare. Tipo questa.

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Stoffa rituale “Il Sole e i suoi Satelliti”, 2009 stoffa rituale ricamata cm. 98×154, firma ricamata in basso a sinistra, dichiarazione d’autenticità e archivio dell’artista su scheda anagrafica dell’opera allegata, opera priva di cornice. Bibliografia: – “Filippo Biagioli, Quaderno Analphabetico n.1, stoffe e plastiche”, pagina 8. senza riserva

Chagall, c’est La Vie

Un capolavoro o il capolavoro di Chagall. Il colore. La poesia. Il simbolo. Per la prima volta in Italia. Al Forte di Bard (Aosta) da sabato 25 giugno. Un’opera enorme per carisma e dimensioni(circa quattro metri per tre). L’amico Guido (che sta collaborando all’evento) giura che provoca vertigini. Per verificare l’effettivo sballo, utile una visita alla mostra che fa perno su questo dipinto.

Marc Chagall- LaVie Date: 25 giugno – 13 novembre 2016

Forte di Bard (Aosta)

Orari: martedì-venerdì 10.00 – 18.00; sabato, domenica e festivi 10.00 – 19.00; chiuso il lunedì. Aperta tutti i giorni dal 25 luglio al 4 settembre 2016

 

Style: "Neutral"
LA VIE. Olio su tela (1964) proprietà della Fondation Marguerite et Aimé Maeght di Saint-Paul-de-Vence

Un pittore che non c’è più

Nato nel 1940, morto cinque anni fa. Mi era sfuggito o forse l’avevo letto e il ricordo si era affievolito. Si chiamava Roberto Masi. Era toscano, gli hanno appioppato una nicchia critica, quella del primitivismo. Da contrapporre all’espressionismo. A me il termine, che non sono un critico, non mi esalta. Evoca chissà quali nuovi selvaggi, le ricerche ancestrali e di retroguardia delle maschere africane precubiste, persino le tracimazioni nel subconscio agitato dell’Outsider art. Roberto Masi a me pare dipingesse. cercasse un equilibrio tra toni e segno. Tra narrazione e realtà. E il suo cavallo adesso serenamente ti mostra il portacoda nell’asta Meeting Art di mercoledì 29 giugno.

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24 ROBERTO MASI Firenze 26/12/1940 – Firenze 25/11/2011 Cavallo nel paesaggio olio su tela cm 40×30, firma in basso a destra e al retro.

Dorian e i quadri che invecchiano

“Gli piace indubbiamente” rispose Lord Henry. “A chi non piacerebbe? È una delle migliori opere dell’arte moderna. Vi offro in cambio tutto quello che vi piaccia chiedermi. Desidero possederla.”
“Non mi appartiene, Henry.”
“E di chi è?”
“Di Dorian, naturalmente” rispose il pittore.
“Fortunato mortale!”
“Com’è tragico” mormorò Dorian Gray, gli occhi fissi sul suo ritratto “com’è tragico! Io diventerò vecchio, brutto, ripugnante. E questa immagine rimarrà sempre giovane. Giovane quale io sono in questa giornata di Giugno. Oh, se si potesse realizzare il contrario! Se io dovessi rimanere sempre giovane, e il ritratto diventasse vecchio! Per questo, per questo, darei qualunque cosa! Darei la cosa più preziosa del mondo! Darei anche la mia anima per questo!”.

Un quadro che invecchi al posto nostro? Forse è quello che abbiamo preso per un abbaglio, per un consiglio sbagliato,  perchè per una volta ci siamo lasciati convincere dal fuorviante  adagio bisogna prendere solo ciò che piace. Ciò che piace è spesso ciò che rientra nei nostri parametri di bello e valido. Io , per quello che ho capito dell’arte, è che bisogna fottersene dei parametri personali e navigare come Luke Skywalker guidati dalla Forza che poi è un misto di istinto, curiosità e conoscenze (per questo non si nasce imparati in arte). Detto tutto questo a 250 euro più diritti questo lotto di Manera in asta alla Meeting Art martedì 21 giugno (asta 2.379), ha il suo perchè…

 

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16 ENRICO MANERA Asmara (Etiopia) 04/04/1947 Dorian Grey portrait, 2002 smalti e tecnica mista su cartoncino cm 70×100, firma e anno in basso sulla destra, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.

811/The end

L’asta 811 di Meeting Art si è conclusa. E lascia tracce utili per i collezionisti su cosa fare in futuro tra capolavori, quasi capolavori , ma in particolare di conferme in positivo e, soprattutto, in negativo. Uno sguardo rapido agli invenduti è, infatti, utile in un senso o nell’altro. Io, però, guardo positivo e scelgo tra ciò che non ha trovato chiodo un lotto a cui un chiodo lo darei.

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536 EDUARDO ARROYO Madrid 1937 Natura morta con cappello e guanti, 1973 piatto in ceramica policroma diametro cm 54, montato su pannello in legno cm 70×70, firma e anno al retro

 

Test Guidi

Per mia ignoranza non inquadro esattamente la figura di Virgilio Guidi anche se certe sue esperienze (dalla figurazione allo spazialismo) lo mettono in relazione con Fontana. Un grande dimenticato, un quasi grande da utilizzare per far spendere in arte, un non-grande sovrastimato? Non lo so. Ma propongo un test di qualità pittorica. A me questo Guidi intriga e mi pare un bel quadro. Il bel è soggettivo o è oggettivo? Se mi date una mano…

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1105 VIRGILIO GUIDI Roma 04/04/1891 – Venezia 07/01/1984 Figure agitate, 1977 olio su tela cm 50×60, opera non firmata. Bibliografia: -“Virgilio Guidi, Catalogo generale dei dipinti”, Volume terzo, a cura di Franca Bizzotto, Dino Marangon e Toni Toniato, Edizioni Electa, pagina 1518, al numero 1977 101.

Anonimo fumatore di sigaro

Forse è un contadino russo, di quelli che hanno visto i nazisti sparare sui suoi cari e poi gli stalinisti fare lo stesso. Il volto senza più carne, ma bellissimo:  la pelle tirata dalla perenne percezione del dolore e da speranze troppe volte negate. Ma  un pensiero  non abbandona questo anonimo e splendido fumatore di sigaro:  “Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita.” (Boris Pasternak)

Asta numero 2380

 Dal 22 al 23 Giugno 2016

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PITTORE DEL XX SECOLO
Fumatore di sigaro
olio su tela cm 50×40, reca la sigla F.B. in basso a
destra. senza riserva

in picchiata

Invenduto, per ora. Due anni fa sarebbe stato impensabile. Nel 2013 Artprice indicava Pignatelli nella top ten degli artisti italiani con un solido mercato internazionale. La figurazione e il supporto rendevano appetibile l’ex giovane artista (due anni più giovane del sottoscritto). Strizzatine (involontarie?) d’occhio alla nostalgia (anche un po’ belligerante e destrorsa come accade anche in Montesano), il telone ferroviario destinato a dare patina antica che non guasta mai. E adesso? Adesso Pignatelli m’intriga come allora, aspetto solo (bastardo senza gloria) che la picchiata continui…(e poi, chiaro, auspicando le risalite, come ci diceva il buon Lucio).

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188 LUCA PIGNATELLI Milano 22/06/1962 Aereo, 2007 olio su telone di copertura di vagone ferroviario cm. 50×75, titolo, firma, anno e località (Milano) al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto, opera priva di cornice.