Archivio mensile:giugno 2016

Pazzi e Pozzi

“…Il primo scandalo avvenne nel 1978 nel tempio del Concettualismo, la galleria di John Weber a New York, quando espose paesaggi in acquerello pochi mesi dopo aver presentato una immensa installazione nello stesso spazio. Quando poi, nella prima delle Mostre Provocazione, nel 1980, riunì 80 lavori tutti riferiti alla pittura ma uno radicalmente diverso dall’altro in forma e materiale, molti pensarono che Weber e Pozzi fossero diventati matti. Nell’imbarazzo generale, quasi nessuno seppe cosa scriverne…” (dal sito dell’Accademia di Belle Arti di Bologna)”. Il tipo è Lucio Pozzi di cui opera in asta sabato prossimo alla Meeting Art di Vercelli (asta 811).

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912 LUCIO POZZI Milano 29/11/1935 Year 4051, 1970 pastelli su carta cm 56×76, firma e anno in basso a destra, titolo in basso a sinistra, etichetta della Salander-O’Reilly Galleries (New York) al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.

Mambor, il pattin-attore

Festa, Schifano, Angeli e poi la Fioroni  e, di certo, Mambor: la Pop art scatena il lato oscuro del collezionista. Fare i soldi per fare i soldi per fare i soldi (citazione da Giorgio Bocca in un celebre articolo del Giorno dedicato ai calzaturieri di Vigevano negli anni del boom economico). Perchè non ho preso quel Michelangelo? O quegli aeroplanini? O quel pasticcio con i coriandoli? Te li tiravano dietro (bè insomma sborsando comunque 2-3mila euro), adesso si fanno i 7-8 mila euro tanto per gradire con un cartoncino.  Ma la dimensione di quegli artisti è davvero riducibile a un mero discorso economico? Dai, confessiamolo: non li abbiamo presi/li abbiamo presi perchè prima o poi chissà sarebbero saliti/non saliti (dopo essere ridiscesi e poi risaliti).  Questione di soldi, vile pecunia. La droga più diffusa.

Oggi con il post allego quattro foto. Un altro inedito assoluto che condivido con voi. Trattasi di performance poi trasformata in gigantografie su tela (non c’erano i computer, c’era la manualità da camera oscura)  dal mitico Mambor. Siamo sulle colline di Genova. La sua compagna, attrice, sta lavorando in quei giorni al teatro Duse: lui si inventa delle azioni d’arte come quella di farsi fotografare mentre cerca di pattinare con un vistoso intreccio di legni e corde.

L’effimero gesto di chi sfida la gravità con gli impedimenti destabilizzanti dell’esistenza? O semplicemente il gioco che diventa arte perchè estraniante e fuori luogo? Dovrebbe spiegarlo Mambor o forse dovremmo spiegare a noi stessi perchè tanta arte che compriamo non ci provoca più domande, se non una: ma varrà di più, prima o poi?

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Renato Mambor Pattini chiusi 1969 Riporto fotografico Esposto la Bertesca 1969 Archivio. Masnata la bertesca

…ma erano angeli anche prima!

Domemica 12 giugno, l’ennesima aggiudicazione che conferma: il mercato dell’arte si ubriaca di colpo.
FRANCO ANGELI Roma 14/05/1935 – Roma 12/11/1988
Senza titolo, fine anni ’70
smalto e spray su cartoncino cm 70×100, firma in basso a destra, etichetta della Casati Arte e Arte Fiera Genova al retro, opera registrata presso l’Archivio Franco Angeli (Roma) come da certificato allegato.
base d’asta: 1.000
aggiudicato: 7.300

Angeli aprono le ali

Domenica 12 giugno un Franco Angeli in asta a Vercelli (811 Meeting art). E’ un cartoncino. Fino a un anno fa te lo tiravano dietro, compatibilmente con l’atto figurato di svendere un artista. Angeli l’inflazionato, l’Angeli clonato/falsificato, l’Angeli deprezzato, svillaneggiato, poco tutelato, malarchiviato. Ora, invece, le regole del mercato dell’arte assegnate a questo parte d’universo spingono le quotazioni angeliche su strati atmosferici più elevati. Conviene prendere questo cartoncino? Io lo farei per guardarlo ascoltando una canzone.

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799 FRANCO ANGELI Roma 14/05/1935 – Roma 12/11/1988 Senza titolo, fine anni ’70 smalto e spray su cartoncino cm 70×100, firma in basso a destra, etichetta della Casati Arte e Arte Fiera Genova al retro, opera registrata presso l’Archivio Franco Angeli (Roma) come da certificato allegato.

Volano gli uccelli volano

nello spazio tra le nuvole

con le regole assegnate

a questa parte di universo

al nostro sistema solare.

Aprono le ali

scendono in picchiata atterrano meglio di aeroplani

cambiano le prospettive al mondo

voli imprevedibili ed ascese velocissime

traiettorie impercettibili

codici di geometria esistenziale.

Migrano gli uccelli emigrano

con il cambio di stagione

giochi di aperture alari

che nascondono segreti

di questo sistema solare.

Aprono le ali ecc.

Volano gli uccelli volano

nello spazio tra le nuvole

con le regole assegnate

a questa parte di universo

al nostro sistema solare.

Fanno Festa senza Tano

Allora. Partiamo dalla foto. E’ inedita. Non è mai stata pubblicata, è rimasta fino a oggi in un archivio privato. Adesso la vedete. E’ una chicca che rende orgoglioso il blog e chi lo partorisce. Significa che il raccontare l’arte rispettando il respiro degli artisti oltre ai  soldi che si spendono per metterseli in casa, ogni tanto ti ripaga. Questa è una foto di Tano Festa vivo e vegeto alla Galleria La Bertesca di Genova nel 1967 (in quell’anno espone anche Mambor). Alle sue spalle un’opera che in un’asta, ora come ora, butterebbe giù facilmente il muro dei 100mila euro (ma io non pongo limiti). Ma non buttiamola in soldoni, porcaccia la miseria. Guardiamo l’uomo. L’artista. La foto. Sguardo pacato, distaccato che sembra dire: sì l’ho fatta io, ma adesso non facciamo troppo casino… Ricordatevela questa foto quando tenterete di comprare un Festa. Sarà buono? Sarà bello? Sarà giusto? Ricordatevi lo sguardo della foto, oppure immaginate l’opera alle spalle di Tano. Forse vi dirà tante cose sulla sua autenticità!

 

Jpeg
Jpeg

Soshana

…che poi capisci perchè Pinot Gallizio sia stato un grandissimo. Cosa puoi pensare di uno che fonda ad Alba, dove ti aspetteresti un’accademia dei tartufi, il Primo laboratorio sperimentale per una Bauhaus immaginista, immaginato con Asger Jorn… E lo fa quando altri erano in pensione, accantonati da tempo i sogni ribelli di gioventù.  Ha 33 anni  Soshana Afroym quando va nel suo pazzo atelier . Soshana è austriaca, è una forza della natura che si muove tra realismo e informale, tra politica e voglia di libertà. E’ amica di Giacometti, è stata invitata da Picasso a Vallauris,  in Francia ha frequentato artisticamente e culturalmente Chagall, Kupka, Herbin, Zadkine, Cèsar, Pignon, Bazaine, Max Ernst, Yves Klein, Alexander Calder, Wifredo Lam, Sam Francis, Fontana, Gilioli, Jean Paul Sartre. E’ una una donna forte che dipinge quadri forti, come questo in asta a Vercelli sabato 11 giugno. occhio, perchè Soshana è un gigante vero.

 

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710 AFROYIM SOSHANA 1927 – 2015 Senza titolo, (1958) olio e tecnica mista su tela cm 47×53, firma in basso a sinistra.

D’oltremare

Che sia una buona giornata. Un augurio che si lega anche il titolo di quest’opera in asta mercoledì 9 giugno alla Meeting Art di Vercelli. L’artista è algerino, è nato nella città resa celebre dai martirologi cristiani per essere la patria del padre di tutti gli obiettori di coscienza. Massimiliano di Tebessa si rifiutò di entrare nelle legioni perchè lo riteneva incomptibile con la sua fede. E per questo fu ucciso. Legionari, questa volta francesi, entrarono a Tebessa nel 1851. L’Algeria coloniale era terreno fertile per i pittori in cerca di luce nuova (da Renoir a Delacroix). Amar Cheriet si lega alla contemporaneità dell’arte algerina, un’ arte che respira reinterpretandolele icone della tradizione saharawi: il deserto, la sabbia, il sole, i simboli, gli oggetti, i gesti. Non ne so molto, trovo poco di Amar. Ma vedo nel quadro una donna e una grande luna e sotto coccodrilli, come simboli di antichi animismi. E riporto questo canto Saharawi che sembra stato scritto per guardare il quadro in asta (bello). E costa come una manciata di sabbia…

Solo chi vive nel deserto ne conosce il silenzio
Che scende da ogni stella palpitante
E dalla bianca tomba della luna

Si stende senza palpiti il deserto
Simile al cuore di una donna morta
Che nessuna carezza risveglia

Solo chi è perso nel deserto
Senza canti di uccelli
Né stormire di fronde
Nell’arido grigiore di pietra e sabbia
La vera solitudine conosce

Io mi sono disteso
In questa immensità che scava
Di sotto ai nostri piedi
La cuna della tomba e del vagito

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592 AMAR CHERIET Tebessa in Algeria 1939 – Algeria ? Masigne d’une bonnejournè, 1980 tecnica mista e collage su tela cm 70×50, firma e anno in basso al centro, firma e titolo al retro

Impresentabile (ma non il lotto)

Un bieco e qualunquista corto circuito tra arte e cronaca politica (domenica 5 giugno  si vota a Torino-Roma-Milano-Napoli e altrove). Qualcuno degli eletti potrebbe rientrare nella categoria rappresentata da questo splendido bozzetto (che andrà in asta sempre domeica 5 giugno)  a Vercelli. Opera dello splendido Pino Pascali, padrone del tratto e creativo senza età (morto troppo troppo giovane). Meglio la purezza di questo segno di ogni pur efficace santino elettorale.

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485 PINO PASCALI Bari 19/10/1935 – Roma 11/09/1968 Al Cafone, 1964 grafite su carta cm. 20,5×26,5; opera non firmata, registrata presso l’Archivio Pino Pascali al numero 833 a cura della Galleria d’Arte Fuoricentro di Castelnuovo di Porto (Roma)

election day

Questo Effacage di Rotella in asta domenica 5 giugno, dalle 10 a Meeting art (Effacage: la tecnica innnovativa di sottrazione
dell’immagine adottata dal maestro Mimmo Rotella negli anni Settanta e che agita i collezionisti per la sua vulnerabilità alla luce: ma se l’immagine si sbiadisce non è quello che voleva proprio Rotella?), si lega come icona all’election day delle elezioni comunali di domenica. Il Gioco dei fantasmi, una scena forse evocata da Bunuel, da qualche fantasia sull’orgia del potere. La politica e i linguaggi della politica. Dicono che noi italiani, insieme ai polacchi, siamo i campioni mondiali nel rendere criptiche anche le più banali delle circolari burocratiche. Politica e burocrazia sono in sinergia. Cambino le parole, forse cambieranno il senso del gioco.

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23 MIMMO ROTELLA Catanzaro 07/10/1918 – Milano 08/01/2006 Il gioco dei fantasmi, 1972 effacages su carta cm 25,5×24, firma e anno in basso a destra, etichetta della Fondazione Mimmo Rotella al retro. Bibliografia: -“Rotella effacage” a cura di Alberto Fiz, Umberto Allemandi & C. repertorio 182 a pagina intera.

Morandini Vercelli-Milano

Sabato 18 giugno a Vercelli (asta Meeting Art 811) una siua opera, sabato 4 giugno a Milano lui in carne e ossa con le sue opere (guardate pagina cose da vedere). Marcello. Il bel Marcello.

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978 MARCELLO MORANDINI Mantova 15/05/1940 26 A 1968 disegno su cartoncino cm 70×100, firma e anno in basso a sinistra, etichetta della Galerie Griechenbeisl (Vienna) al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.