Archivio mensile:giugno 2016

Un pittore che non c’è più

Nato nel 1940, morto cinque anni fa. Mi era sfuggito o forse l’avevo letto e il ricordo si era affievolito. Si chiamava Roberto Masi. Era toscano, gli hanno appioppato una nicchia critica, quella del primitivismo. Da contrapporre all’espressionismo. A me il termine, che non sono un critico, non mi esalta. Evoca chissà quali nuovi selvaggi, le ricerche ancestrali e di retroguardia delle maschere africane precubiste, persino le tracimazioni nel subconscio agitato dell’Outsider art. Roberto Masi a me pare dipingesse. cercasse un equilibrio tra toni e segno. Tra narrazione e realtà. E il suo cavallo adesso serenamente ti mostra il portacoda nell’asta Meeting Art di mercoledì 29 giugno.

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24 ROBERTO MASI Firenze 26/12/1940 – Firenze 25/11/2011 Cavallo nel paesaggio olio su tela cm 40×30, firma in basso a destra e al retro.

Dorian e i quadri che invecchiano

“Gli piace indubbiamente” rispose Lord Henry. “A chi non piacerebbe? È una delle migliori opere dell’arte moderna. Vi offro in cambio tutto quello che vi piaccia chiedermi. Desidero possederla.”
“Non mi appartiene, Henry.”
“E di chi è?”
“Di Dorian, naturalmente” rispose il pittore.
“Fortunato mortale!”
“Com’è tragico” mormorò Dorian Gray, gli occhi fissi sul suo ritratto “com’è tragico! Io diventerò vecchio, brutto, ripugnante. E questa immagine rimarrà sempre giovane. Giovane quale io sono in questa giornata di Giugno. Oh, se si potesse realizzare il contrario! Se io dovessi rimanere sempre giovane, e il ritratto diventasse vecchio! Per questo, per questo, darei qualunque cosa! Darei la cosa più preziosa del mondo! Darei anche la mia anima per questo!”.

Un quadro che invecchi al posto nostro? Forse è quello che abbiamo preso per un abbaglio, per un consiglio sbagliato,  perchè per una volta ci siamo lasciati convincere dal fuorviante  adagio bisogna prendere solo ciò che piace. Ciò che piace è spesso ciò che rientra nei nostri parametri di bello e valido. Io , per quello che ho capito dell’arte, è che bisogna fottersene dei parametri personali e navigare come Luke Skywalker guidati dalla Forza che poi è un misto di istinto, curiosità e conoscenze (per questo non si nasce imparati in arte). Detto tutto questo a 250 euro più diritti questo lotto di Manera in asta alla Meeting Art martedì 21 giugno (asta 2.379), ha il suo perchè…

 

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16 ENRICO MANERA Asmara (Etiopia) 04/04/1947 Dorian Grey portrait, 2002 smalti e tecnica mista su cartoncino cm 70×100, firma e anno in basso sulla destra, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.

811/The end

L’asta 811 di Meeting Art si è conclusa. E lascia tracce utili per i collezionisti su cosa fare in futuro tra capolavori, quasi capolavori , ma in particolare di conferme in positivo e, soprattutto, in negativo. Uno sguardo rapido agli invenduti è, infatti, utile in un senso o nell’altro. Io, però, guardo positivo e scelgo tra ciò che non ha trovato chiodo un lotto a cui un chiodo lo darei.

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536 EDUARDO ARROYO Madrid 1937 Natura morta con cappello e guanti, 1973 piatto in ceramica policroma diametro cm 54, montato su pannello in legno cm 70×70, firma e anno al retro

 

Test Guidi

Per mia ignoranza non inquadro esattamente la figura di Virgilio Guidi anche se certe sue esperienze (dalla figurazione allo spazialismo) lo mettono in relazione con Fontana. Un grande dimenticato, un quasi grande da utilizzare per far spendere in arte, un non-grande sovrastimato? Non lo so. Ma propongo un test di qualità pittorica. A me questo Guidi intriga e mi pare un bel quadro. Il bel è soggettivo o è oggettivo? Se mi date una mano…

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1105 VIRGILIO GUIDI Roma 04/04/1891 – Venezia 07/01/1984 Figure agitate, 1977 olio su tela cm 50×60, opera non firmata. Bibliografia: -“Virgilio Guidi, Catalogo generale dei dipinti”, Volume terzo, a cura di Franca Bizzotto, Dino Marangon e Toni Toniato, Edizioni Electa, pagina 1518, al numero 1977 101.