Archivio mensile:agosto 2016

Gottardo, come sta l’analitica?

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8 GOTTARDO ORTELLI Viggiù (VA) 28/11/1938 – Varese 21/09/2003 Senza titolo, 1975 disegno su cartoncino cm 56×76, firma, anno ed etichetta della Galleria d’Arte Spagnoli (FI) al retro

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Riparte sabato prossimo una nuova stagione di aste d’arte moderna e contemporanea alla Meeting Art.  Per numero di lotti (820) e per importanza di alcune proposte (almeno una decina da collezione stellare) non sarà un’asta d’inizio campionato anche se le prime due tornate sanno molto di partite di riscaldamento. Con alcune chicche e con alcuni banchi di prova sulla tenuta di mercato di autori e correnti. Il lotto 8 ad esempio.

Gottardo Ortelli, negli anni Settanta, è artista decisamente in sintonia con la linea analitica della pittura teorizzata da Filiberto Menna. I suoi esiti successivi decisamente coloristici hanno distratto i collezionisti e il mercato da questa sua iniziale appartenenza. Ortelli, peraltro, non era presente nella grande mostra “analitica” organizzata a Roma nel 1977, I Colori della Pittura, curata da Italo Mussa. Viene però riammesso nel 2009 nella importante retrospettiva “analitica” di Villa Croce a Genova (Pensare Pittura). Ma il problema non è il significato antologico-analitico di Ortelli (che comunque è presente), il problema è capire se la nuova stagione delle aste sarà ancora sensibile ai richiami “analitici”. Il lotto in questione è un piccolo banco di prova.

L’opera è del 1975 (il periodo d’oro, anzi il Periodo dell’analitica). La divisione della superficie (in questo casa carta, ma, per l’analisi analitica,  che sia tela o altro materiale non è un problema di qualità crescente, quanto di qualità del supporto punto e basta), lo spazio monocromo bianco diviso da un altro (come in Carmen Gloria Morales), l’uso di tratti a indicare un percorso segnico-intellettivo sul pensare pittura (come nel caso di Griffa), indicano chiaramente che questo cartoncino è Analitica Pura. Analitica di filiera certificata.

E si torna al mercato. Come andrà l’analitica? Olivieri, dopo aver raddoppiato le esigue basi d’asta proseguirà nel suo rilancio? Pinelli inseguirà davvero Griffa? (e Griffa di rimando riprenderà a salire dopo aver fatto il profeta in patria , anticipando di qualche anno il trend positivo di questa non-corrente?)  Zappettini si confermerà artista di riferimento? E dall’estero (Erben, Dolla e Isnard) supporteranno la crescita analitica europea?

E rieccoci al lotto 8. Per dimensioni, storicità, artista può essere un’utile unità di misura su quanto oggi valga lo zoccolo duro dell’analitica. Un parametro-base per capire, rilanci alla mano, cosa significhi oggi collezionare analitica. All’asta le prime riposte.

Bellagrafica

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16a WALTER VALENTINI Pergola (PS) 22/10/1928 Le misure, il cielo III, 1989 acquaforte su carta cm 112×75, esemplare VII/XXV, firma e tiratura in basso a destra, firma, titolo, anno e tecnica su etichetta dell’artista al retro. senza riserva stima: 1.000/2.000 €

 

812/Buonanotte

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804 MARIO TOZZI Fossombrone (PS) 30/10/1895 – St. Jean-du-gard (Francia) 08/09/1979 Nudo femminile, 1923 olio su tela cm 110,5×75,5; firma in basso a sinistra, opera registrata presso l’Archivio Mario Tozzi (Foiano-Ar) come da certificato allegato (con dimensioni errate). base d’asta: 15.000 € stima: 30.000/36.000 €

812/Artbrutsveri

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734 GIANFRANCO ASVERI Fiorenzuola D’Arda 1948 Composizione, 1990 tecnica mista su tela cm 60×70, firma in basso a destra, firma, titolo, anno e tecnica al retro. base d’asta: 500 € stima: 1.500/2.000 €

(dal sito dell’artista) Nato a Fiorenzuola d’Arda nel 1948, Asveri vive e lavora ai Gasperini sulle colline piacentine in compagnia dei suoi cani. Non ha frequentato accademie né ha seguito studi artistici di altro genere. Nel 1969 ha incominciato a dipingere, trovando nell’arte una ragione di vita. Dopo un periodo iniziale in cui si è espresso con un linguaggio figurativo tradizionale, a partire dagli anni Ottanta la sua pittura è approdata a un gesto più istintivo e personale, ricco di colore e di materia, vicino all’espressionismo dell’Art Brut. Rappresentante di uno stile pittorico fortemente istintuale ed emotivo, Asveri aggredisce la superficie con una gesto prepotente e primitivo, che lascia tuttavia convivere con altre matrici espressive meno percettibili, memoria di immagini artistiche. Con un afflato profondo e vitale, la pittura di Asveri scaturisce dall’osservazione del reale: gli animali che l’artista raccoglie e cura, con i quali vive e che ama sopra ogni cosa, ai quali dedica disegni, dipinti e poesie. Il quotidiano Il Sole 24Ore lo ha recentemente segnalato fra i dieci artisti di punta del mercato dell’arte italiano.