Archivio mensile:settembre 2016

Minimal Vasco

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57 VASCO BENDINI Bologna 27/02/1922 – Roma 31/01/2015 Senza titolo, 1974 olio, colla e lana di vetro su carta cm 50×70, firma e anno in basso al centro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.

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Una scintilla dall’asta 2402 di mercoledì 5 ottobre alla Meeting Art di Vercelli. Vasco Bendini, inserito già nel 1954 da Arcangeli tra gli ultimi naturalisti per, come scrive Caramel. “la sua pittura di ispirazione naturalista dalle forti suggestioni informaleggianti”. Quando si dice la coerenza di un artista vero. Il dialogo con gli stimoli del suo tempo non può stravolgere una linea interpretativa e espressiva. Guardate questo quadro. Ha un’impronta minimal (riduzione all’essenziale di un’idea, ma senza scavarne l’anima sino a togliergliela), ha una tentazione poverista (ma senza usare la lana come se fosse  il sale di Calzolari come puro concetto pittorico). Il cuore di questo 50×70 batte ancora. Ed è una riminiscenza di paesaggi dell’anima o di un’anima nei paesaggi guardati dall’artista. Bendini ha cuore, batte anche sottovoce.

Camillo e Omar nell’Arca

 

A Vercelli, nello spazio dell’Arca (uno dei più suggestivi e adatti a mostre tematiche) prosegue la doppia personale dedicata a Camillo Francia e Omar Ronda. Due amici nella vita, due interlocutori del fare arte. L’uno (Francia) nel campo dell’astrazione (ma senza rifiuti ideologici a perlustrare scenari dell’anima e della natura). L’altro (Ronda) che è probabilmente uno dei più originali inventori d’arte che l’Italia abbia partorito dopo l’orgia concettuale degli anni Settanta. La mostra proseguirà fino al 9 ottobre con i seguenti orari: venerdì 17-19,30, sabato e domenica 10-12,30 e 16-20. Info: tel. 335280917.

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CAMILLO FRANCIA. È nato a Casale Monferrato (Al) nel 1955.Nel 2002, a Casale Monferrato, ottiene il premio “Palma d’oro – Leonardo Bistolfi”. Nel 2003, a Milano, ottiene il “Premio Internazionale per l’Arte e la Cultura” e, nel 2011, ad Alessandria gli è conferito l’Oscar del successo per l’Arte e la Cultura. Negli ultimi anni le sue opere vengono proposte in numerose mostre pubbliche e private, personali e collettive: Parigi (Salon Comparaison e Salon d’Automne); in collaborazione con il Ministero ai Beni Culturali a Milano (Palazzo del Senato), Lucca (Palazzo Guidiccioni); Torino (Museo Egizio e Teatro Alfieri); Firenze (antologica all’Archivio di Stato); Mantova (Archivio di Stato); Innsbruck (Università) e Spoleto (Galleria d’Arte Moderna); e in gallerie e istituzioni e Fiere di Milano, Brescia, Padova, Bergamo, Viterbo, Genova, Forlì e delle principali città italiane. Un’antologica è stata organizzata nel 2002 dalla Provincia di Alessandria a Palazzo Guasco e, nel 2005 dalla Regione Piemonte al Piemonte Artistico Culturale a Torino.

OMAR RONDA. Omar Ronda è nato a Portula, Biella ( Italia ) nel 1947. Nel 1968 trascura parzialmente la sua pittura ed apre una galleria d’arte a Biella che propone opere di artisti internazionali quali: Joseph Beuys, Gerhard Richter, Arman, Christo, Cesar, Tinguely, Rotella, Dorazio e tanti altri grandi protagonisti.  Conosce Leo Castelli nel 1969 a New York e Gian Enzo Sperone a Torino, tramite loro organizza mostre di straordinaria importanza degli americani  Andy Warhol, Robert Raushenberg, Jim Dine, Roy Lichtenstein, James Rosenquist, Frank Stella, Louise Nevelson, Tom Wesselmann, Bob Morris, Robert Indiana, Sol Lewitt e degli italiani: Mario Merz, Gilberto Zorio, Alighiero Boetti, Michelangelo Pistoletto, Giovanni Anselmo, Piero Gilardi.  Nel 1987 chiude la sua galleria  per tornare finalmente alla sua grande passione, fare l’artista.   Nel 1988 elabora e lavora su una filosofia che battezza CRACKING ART, basata sullo studio e le analisi delle origini antropologiche delle materie fossili ( petrolio ) ed il loro utilizzo in forma artistica dei suoi derivati plastici ( sintesi artificiali ) attraverso la realizzazione di forme,in modo da restituire al petrolio ( magma naturale ) la sua antica forma poetica ed organica.  Storici, artisti, professori di storia dell’arte, editori e migliaia di studenti hanno posto l’attenzione su questo pensiero. Ha poi iniziato a ideare, creare e produrre per il ciclo denominato Super Natura.

Outsider art&peace

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La collezione Fabio e Leo Cei è la più importante collezione italiana di Outsider art con opere di artisti Outsider raccolti dagli anni ’70 ad oggi, in Italia, Francia, Germania, Austria, Inghilterra, Serbia e Montenegro. Una collezione che conta più di 130 opere d’arte fra sculture e pitture e che è esposta al pubblico nel Castello di Casale Monferrato. Sabato 24 settembre è stata inaugurato il nuovo allestimento, arricchito di nuovi prestiti e acquisizioni (compreso il Gugging museum di Vienna), ma soprattutto con una doppia personale dedicata a due artisti, uno di origine iraniana e l’altro di origine israeliana.C’è insomma un’altra arte orientata al dialogo. Demagogia? No. Sono uscito dalla mostra con la convinzione che ci sono spazi di coscienza comune da esplorare, oltre a quella di dover approfondire  le mie conoscenze su artisti che, come aveva intuito Dubuffet, si muovono nel territorio disturbante dei nostri disequilibri e dei nostri disagi inconsci. Non si fermano però lì, li metabolizzano e li comunicano. Tanti big dell’arte hanno attinto e attingono a questo caveau creativo (dalla street art, ai concettuali, dalla Transavanguardia a Boetti). Per cui, se passate da Casale non perdetevi questo evento. (nella foto da sinistra Mehrdad Rashidi con Fabio Cei, il patron-ideatore di una collezione senza precedenti)

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Note

Mehrdad Rashidi was born in the town of Sari in Northern Iran in 1963. At the age of 20 he fled Iran because of his strongly held political views and settled in Germany. In 2006, for no particular reason, he began to draw.

Shaul Knaz, born and raised in Kibbuz Gan Shmuel, Israel, is a self-taught artist. From the beginning of his work, he says that art has always been his personal paradise of freedom.

COME E DOVE

Castello del Monferrato
Piazza Castello
Sale secondo piano

FINO AL:  al 1° novembre 2016
Sabato – Domenica ore 10,00 – 13,00 / 15,00-19,00
Lunedì – Venerdì su prenotazione

Acqueferroni

 

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25 GIANFRANCO FERRONI Livorno 22/02/1927 – Bergamo 12/05/2001 Le icone dell’attesa, 1995 cartella di 6 acqueforti inedite per Leopardi su carta cm 50×35, esemplare 43/100, tutte firmate e datate dall’artista, Galleria Ceribelli, Il Bulino edizioni d’arte, Bergamo – Modena, 1996, opere prive di cornice.

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L’asta 812 di Meeting Art si è chiusa staccando quasi tutto dal chiodo. Sono volati i rilanci e le conferme. I pezzi grossi hanno trovato casa (non tutti, ma quelli sopra media sì), per noi piccoli collezionisti per i quali restano i rimorsi (ahi Gilardi, ahi Mondino, ahi ahi avendoli, Staccioli) si deve guardare avanti. Mercoledì 28, asta 2399. Lotto 25. Gianfranco Ferroni. Queste acqueforti volano sparse su Ebay. Qui le trovi unite. Per l’incisione stravedo. E quindi segnalo.