Le domande per la 812

012016006201

Convegno di reduci IV (eroi e santi), 2007 olio su tela cm 45×35, firma, titolo e anno al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.

 

Inizia sabato 3, per terminare, il 25 settembre, con otto sessioni) l’asta 812 di Meeting Art a Vercelli. 820 i lotti all’incanto: un primo test sulla nuova stagione del mercato del collezionismo d’arte. Chi vende e chi compra. Chi decide che è ora di cambiare l’abito vecchio e chi, quell’abito, magari intuisce che potrà andare ancora bene per il futuro.

Anche Bda, e il suo facitore, alcune domande se le pone scorrendo i nomi degli artisti in asta. Le condivide con voi.

A, come Adami e Accardi. Un maestro della figurazione e una compianta decana dell’astrazione. Quattro lotti in asta per ciascuno (e per ciascuno uno più recente e un altro datato). Il loro mercato appare stabile, nel senso che non mostra ancora segnali di improvvise accelerazioni. L’opera dell’Accardi, poi, pare in questo momento meno attraente di quella di suo marito Antonio Sanfilippo. Cosa dobbiamo aspettare?

B, come Baj. Il Godot del mercato. Cinque lotti in asta (di cui, il 394 storicissimo). Tutti a predire un destino “estroflesso” (ovvero con quotazioni avvicinabili a quelli di Castellani, Bonalumi, almeno Simeti) e, invece, un galleggiare di quotazioni nella fascia medio alta di prezzo (dai 10 ai 50mila euro) che scoraggia il piccolo-medio collezionista in assenza di chiari segnali dal futuro. C’è la storia, c’è la dimensione internazionale, c’è il genio: chi ti frena Enrico?

C, come Cacciola. Enzo, il più duro e puro degli analitici. Il risveglio d’interesse dello scorso anno (con quotazioni raddoppiate anche se ancora in fascia medio bassa) dimostra che il collezionismo ha intuito che c’era vita oltre Griffa. La vita della Pittura Analitica. Olivieri, Pinelli, Masi, Cotani (anche Ortelli, in parte) stanno muovendosi. Ma sarà vera gloria o la storia di quell’esperienza importantissima non ha la portata del crack sul mercato?

D, come Dangelo. Vedi Baj (con qualche limitatore inserito).

E, come Eielson. Figura d’artista (peruviano di nascita) tutta da rileggere: ha frequentato e collaborato con i grandi degli anni Cinquanta (collaborò con Burri per i suoi sacchi). Anche lui grande? Qualche campanello suona. L’opera in asta, datata e bella (lotto 716) può dare le prime risposte.

F, come Ferrari. Agostino. Le sabbie. Anche lui in uno spazio di mercato che attende contorni più netti. Storia c’è. Cinque lotti per avere conferme di successi venturi. O, no?

G, come Garcia Rossi Horatio. Il Grav. E, per molti, uno degli artisti più talentuosi. Tre lotti in asta. Dopo la salita dei programmati italiani (Biasi ora, Alviani prima e non amcora), la scuola francese salirà, salirà o si deve attendere la consacrazione di Le Parc (considerato il capitano della squadra)?

H, come Hsiao Chin. L’astrazione italo-cinese ha davvero un futuro di mercato? Difficile che i due piccoli lotti dell’asta 812 offrano certezze.

I, come Isgrò. Dai, è da prendere. Lo sussurrano in molti. Ma cosa e quale periodo visto che la ricerca di questo scrittore che si affida alla comunicazione visiva ha alti e bassi nel suo ieri e nel suo oggi? Cinque lotti per sondare.

J, come Jenkins. Un solo lotto che, Bda lo sospetta, non può essere significativo in positivo e negativo. Un Jenkins un po’ fuori scala, adatto a completare una collezione sull’artista che a dirigere i parametri sulle quotazioni dell’artista.

K, come Kolar. Jiri, tra color che son sospesi. Un arte poetica, rarefatta. Ma in attesa di cosa? Quattro lotti all’incanto.

 L, come Lodola. Dal neo futurismo alla neo pop cartoon art . Genio a volte dissipato in iper produzioni. Ottimo per cogliere fior da fiore. Ci proviamo? Io lo farei con il lotto 114 (nostalgia con il neon).

M, come Mambor. L’ala militante e teatrale della scuola di Piazza del Popolo. Ancora da definire, liberandolo dai lacci delle televendite. C’è profondità nel suo lavoro, dicono e ci credo.  Un solo grande lotto per trovare un filo del discorso.

N, come Neshat Shirin. Un lotto, una domanda. Perchè non lo prendiamo? Sotto i 5mila euro sarà pure foto in tiratura, ma quest’artista ha una valenza globale che tutela la spesa fatta. E poi l’immagine è molto molto intrigante.

O, come Olivieri. Vedi (colorandola) la lettera C.

P, come Pascali. Perchè non vali come Boetti? Due lotti (ma abbastanza per la forbice di un genio).

R, come Rainer. Arnulf tra espressionismo viennese e narrative art. E’ da prendere (come soffiano all’orecchio)? C’è un lotto, se puoi provarci.

S, come Sassolino. Lo scultore che fa trend, per la prima volta in asta in Italia. Solo domande. Si aspettano verdetti.

T, come Turcato. Due lotti a quotazioni risibili in rapporto ad altri artisti e alla storia di Giulio. Andrà sempre così (vale anche per Scialoja…)?

V, come Vaccari. Wainer è uno bravo e destinato a far ottime figure di mercato, dicono. Lo è. Un lotto basterà a farlo capire?

Z, come Zappettini. Guarda la C, guarda la O. Guarda i due lotti. Bisogno d’altro?

 

Infine C come Cingolani (è l’opera copertina). Reduci e santi…la storia degli artisti….

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...