Dangelo e il colpo di spugna

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Vi racconto una storia d’arte che mi hanno raccontato mentre spacchettavano le opere di Sergio Dangelo che saranno esposte a Pavia da venerdì 18 novembre (e di cui vi dò qualche anteprima nella galleria qui a lato). L’opera di cui vi voglio parlare è questo parco cartoncino 20×18 che sarà esposto a Pavia. Una scheggia, più che un quadro. Ma certe schegge, anche quando sono impazzite, possono far male, incidere, lasciare un segno, farsi notare. Dunque un cartoncino con in mezzo una spugna intrisa di materia blu. Narra la storia che Dangelo abbia ricevuto come regalo o come souvenir una delle spugne che usava Yves Klein (diciamo uno dei tre artisti che hanno davvero cambiato l’arte del dopoguerra?)

Klein dice: “Un giorno notai la bellezza del blu in una spugna; questo strumento di lavoro divenne per me materia prima d’un sol colpo. La straordinaria capacità delle spugne di assorbire qualsiasi liquido mi affascinò”.  La spugna in quanto elemento naturale sembrava a Klein la perfetta esemplificazione di una “impregnazione con sensibilità pittorica”, visto che le spugne erano naturalmente predestinate a essere veicolo di un altro elemento permeante.

Klein e Dangelo. Dangelo contamina, metabolizza. Non fa citazioni, fa incursioni. Usa, rielabora, crea variazioni sul tema (ama il jazz). Anche in quest’opera il Sergio mostra cosa significhi condividere espressioni d’arte. Colpo di souna, ma non per cancellare…

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