Raccagni, liberi liberi

Ricevo e pubblico una densa testimonianza del figlio Luca sul lavoro di Andrea Raccagni di cui ho trattato nel precedente post. Credo di fare cosa utile a chi vorrà o cercherà di aggiudicarsi un’opera in asta che racconta dell’esperienza di un uomo libero, ancorchè artista. Grande artista.

012016008538“Il rapporto di grande amicizia è reciproco rispetto , tra Arcangeli e mio padre , nasce verso la fine del 1954 , per proseguire fino al 1974 , anno della morte del grande critico , saggista e poeta bolognese . Arcangeli , presentò mio padre per ben cinque volte … con la sua lucida prosa e illuminata ” fedeltà” .! L ‘ ultima a Palazzo dei Diamanti a Ferrara ( Amtologica ,1974 ) ; rappresenta il suo ultimo saggio critico . La grande amicizia e la condivisione verso la poetica dell ‘ ” Ultimo Naturalismo” porto mio padre ad approdare verso il ‘ 55 ad una ricerca naturalistica dagli esiti molto materici , con una costante ” padana ” tanto cara ad Arcangeli . Così , mio padre scrive di Arcangeli nella Monogafia , “A. Raccagni ” a cura di Renato Barilli , Ed Bora del 1980 “…Ricordo che un giorno del ’56 gli chiesi che cosa fosse un critico :- ” Un misuratore è un valutatore della memoria del mondo ” mi rispose . Sentì un fremito dentro . “Momi” era davvero una forza , una specie di pietra angolare contro cui misurare il nostro lavoro . Un suo riscontro positivo valeva come un giudizio categorico di valore. Mi diede il senso di appartenere alla schiera ristretta degli artisti dell’ epoca , quelli che diceva lui ” stanno facendo oggi la storia dell ‘ arte” . Ed ancora ” Fu questa potenza critica conoscitiva non disgiunta da un’ altrettanta carica emotiva ed umana a far di lui un campione d ‘ umanità. ” . La sua amicizia e la sua premurosa assistenza . Rappresentavo per lui uno degli anelli di continuazione , nel tramando di quella tradizione padana fatta di potenza materica e tenerezza umana della quale aveva fatto il credo della sua vita . Quando mio padre nel ’57 , (abbandonando la poetica Arcangeliana) ” uscì “letteralmente dal quadro , dando origine ai suoi famosi Liberi ” molto prima dei tanto declamati ” Plurimi ” di Vedova ; Arcangeli, inizialmente rimase perplesso , non riuscendo ad inquadrare queste nuove opere , ne in pitture è tanto meno in sculture … mentre mio padre , le considerava un “Tutto” in grande anticipo con la situazione degli “environment” degli anni successivi . Dopo varie discussioni anche accese , uscì la grande genialità del critico che comprese l ‘ assoluta e dirompente intuizione di Raccagni e assieme coniarono il termine “Liberi”. L’ opera qui proposta ” Ancora Libero” T.M . in aggetto 1973 , fa parte di un ciclo dei primi anni ’70 , dove mio padre usando materiali cartacei in piccole e medie dimensioni , ripropone in modo piuttosto suggestivo la tematica mai abbandonata dei “Liberi” .

Luca Raccagni

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