Archivio mensile:marzo 2017

Bollettino d’asta 823/1

Sabato 11 prima tornata. Prima del via alle aggiudicazioni ecco alcune annotazioni da osservatore curioso.

Lotto 87. Un Paul Jenkins del 1960 (quindi storico), intenso, problematico, poco estetico e decorativo, con base 20mila, è confermato.

Lotto 94. Karel Appel confermato e con rilancio.

Lotto 53. Le ruote di Schifano hanno già raddoppiato la base d’asta (5mila). Gira, questo quadro, gira bene.

Lotto 47.  Il Bohm che profuma Gruppo Zero e scuola tedesca partito a 5mila è a 8mila.

Buon Natale

tommasi ferroni
131 RICCARDO TOMMASI FERRONI Pietrasanta (LU) 04/12/1934 – Camaiore (LU) 24/02/2000 Cava abbandonata (adorazione dei Magi), 1994 olio su lastra di rame 40×50 cm, firma, titolo e anno al retro. base d’asta: 1.000 € stima: 2.000/3.000 €

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Manierista, barocco, caravaggesco, citazionista-copista: la critica d’assalto (quella che non capisce, ma assalta) ha bollato così Riccardo Tommasi Ferroni. E come darle torto? Nel 1994, mentre il mondo dell’arte (italiana) si meraviglia e si compiace di performance formaliniche o concettuali 2.0, questo pittore toscano dipinge una Navità su rame come avrebbe fatto un bravo pittore toscano qusasttro secoli prima. Ma guardatela questa Natività che va in asta domanica 12 marzo alla Meeting Art di Vercelli. Guardate il tratto e il paesaggio, la definizione onirica di figure e oggetti, il superamento dell’immagine scansionata dal subconscio dell’artista. Spiazzante, vero? Come un Buon Natale in tempo di Quaresima.

Val trek

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96 WALTER VALENTINI Pergola (PS) 22/10/1928 Viaggio V, 1995 tecnica mista e applicazioni su tela riportata su tavola 96×80 cm, firma, titolo, anno, numero di archivio ed etichette dell’artista, della Galerie Dionne (Paris) e della Rassegna Internazionale d’Arte Contemporanea XXIV Premio Sulmona 1997 al retro, dichiarazione d’autenticità e archivio dell’artista su foto, entro teca in plexiglass. base d’asta: 4.000 € stima: 10.000/12.000 €

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Costruttivismo geometrico su fondo informale. Mario Radice su Toti Scialoja. Perilli e Crippa a dialogare di spazi viaggianti. Elette schiere per intuire dove voglia portare il suo viaggio Walter Valentini. Ed io, che lo volevo in collezione, a crogiolarmi nel dubbio se i suoi siano leziosi viaggi di scuola o parametri nuovi per far viaggiare l’occhio e con lui la mente. Chi mi aiuta? In asta sabato 11 nella 823 di Meeting Art.

Un Eielson ben temperato

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97 JORGE EIELSON Lima (Perù) 13/04/1924 – Milano 08/03/2006 Dal “Clavicembalo ben temperato (Fuga IV) di J.S. Back”, 1999 tela e tessuti arrotolati su tavola 60x60x9 cm, firma, titolo e anno al retro, priva di cornice. base d’asta: 12.000 € stima: 21.000/24.000 €

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Asta 823, sabato 11 marzo. Lotto 49. Vinile sul piatto (ah che voglia di riaverli…). Leggero ticchettìo della puntina di diamante che solca il solco e sfida il tempo (intesa la polvere). Back nella testa, Eielson negli occhi. Convergono poi nella mente. Poeta e artista, Eielson. Grande. Ecco, dalla biografia pubblicata dal Centro Studi Jorge Eielson, un estratto che spiega bene perchè questo lotto ha un suo perchè…

Gli anni ‘90 lo vedono molto presente nelle Gallerie e manifestazioni di varie città italiane: Roma, Bologna, Milano, Brescia e altre. Nel 1993 esce un’antologia della sua poesia in edizione italiana, Poesia scritta, preparata e tradotta da Martha Canfield e pubblicata dalla casa editrice Le Lettere di Firenze. Nel 1998 il professore e ispano-americanista inglese William Rowe organizza al King’s College di Londra un congresso internazionale sulla sua opera artistica e letteraria; e il collezionista e mecenate Giuliano Gori lo invita a fare un’installazione nella sua tenuta di Celle (Pistoia), e inoltre pubblica la sua poesia visiva in una raffinata edizione curata dall’autore, intitolata Canto visibile”

Riscoprire l’Albino

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Save the date, si dice con eccesso di anglicismo snob. Io mi fermerei a fateci un giro se potete. Sabato 4 marzo 2017, alle ore 17.30, presso l’Art Gallery la Luna, via Roma 92, Borgo San Dalmazzo, verrà inaugurata la mostra “Albino Galvano, un genio eclettico”. La mostra è curata da Maria Teresa Barolo, con l’organizzazione di Art Gallery la Luna.Resterà aperta dal 4 marzo al 2 aprile con i seguenti orari: sabato dalle 10.30 alle 13 e dalle 16 alle 19; domenica dalle 10.30 alle 12.30. In occasione della mostra si terrà inoltre un incontro venerdì 17 marzo,  alle ore 21, presso la Biblioteca Civica A. Frank di Borgo San Dalmazzo, Via Boves 4 sul tema Albino Galvano: un piemontese aperto alle arti e alle culture del mondo Presentazione di Cristina Mazzariello e Silvio Rosso Proiezione video Paolo Balmas.


Perchè andarci? Perche Albino Galvano è uno dei giacimenti d’arte perduti, una vena aurifera abbandonata dalla critica , dai collezionisti, dalle grandi fiere dell’arte. Eppure è figura essenziale per capire come si mosse la creatività artistica italiana dal secondo Dopoguerra in poi. Legò il suo nome al Mac, il Movimento d’Arte Concreta. E nel Mac attirò figure importanti dell’universo artistico torinese a partire da Carol Rama che proprio Galvano  intuì essere, come fu, una grande artista. Galvano sperimentatore e innovatore. Da ritrovare.

Farsi Piccoli

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456 GIAN RICCARDO PICCOLI Milano 15/12/1941 Interno in trasparenza, 2005-2006 olio, cera, carta, grafite, legno e garza su tela e tavola 170×160 cm, firma e anni al retro. base d’asta: 2.000 € stima: 4.000/5.000 €

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Forse un gallerista, forse un collezionista (bè, di certo raffinato) si è presentato tempo fa alla Mettin Art e ha chiesto di mettere all’incanto quattro opere di Gian Riccardo Piccoli. Non era cosa da poco. L’artista è rarefatto sul mercato, mica semplice, non lo trovi sulle pagine patinate delle riviste d’arte a raccontare che musica ascolta o a quale grande opera del passato vorrebbe essere associato. Nell’agosto del 2015, invece, Gian Riccardo Piccoli espone al Palazzo della Regione a Bergamo i suoi lavori dedicati a un accostamento singolare. Ovvero al diario minimo di Lorenzo Lotto. Complicato? Viene più facile tagliare e incollare l’articolo apparso sul Santalessandro, settimanale online della diocesi di Bergamo. Un bell’articolo. Questo: “Un paio di occhiali, forbici, scarpe, un piccolo martello: sono oggetti semplici, ordinari quelli che Gian Riccardo Piccoli ha rintracciato nelle note di Lorenzo Lotto del Libro di spese diverse. Un registro accurato delle entrate e delle uscite, classificate in ordine alfabetico in una grande rubrica. Un libro preziosissimo, custodito nella Santa Casa di Loreto, che documenta i “movimenti” degli ultimi anni del grande artista, e ora viene esposto per la prima volta nella mostra «Gianriccardo Piccoli. Meditazioni su Lorenzo Lotto» al Palazzo della Ragione, nel cuore di Città Alta, a Bergamo.Da questo oggetto umile, arido solo in apparenza, è nato un suggestivo lavoro artistico, una meditazione sulla vita e sul lavoro del pittore. «Ho notato – racconta Piccoli – che man mano che la vita del Lotto andava verso la conclusione, la lista delle sue spese diventava sempre più povera». Tanto che alla fine, nel suo testamento, non rimane che un piccolo materasso, anch’esso, ora, trasformato in opera d’arte, un segno di ciò che il destino fa di noi. Quello del Lotto diventa il cammino esemplare di un uomo che avvicinandosi alla fine si spoglia degli oggetti, dei possessi materiali, e si prepara con leggerezza all’ultimo viaggio. «Sono rimasto stupito – nota Gianriccardo Piccolo – del grande contrasto tra la grandezza dei suoi quadri e la modestia della sua vita». Forse, fa notare, era già troppo avanti nell’elaborazione delle forme, nelle scelte compositive ardite, fino a risultare poco popolare nel suo tempo. Di certo non si è arricchito con il suo lavoro d’artista. Mette i brividi trovarsi nella sala delle Capriate davanti ai grandi dipinti di Gianriccardo Piccoli che narrano, con impressioni cromatiche e giochi prospettici, l’ultimo studio del Lotto. Un ambiente solitario, spoglio, essenziale. L’artista chiuse la sua esistenza come oblato nel convento della Divina casa di Loreto, dove morì nel 1556 circa, lontano dai grandi centri della cultura e dell’arte. Non si sa con certezza come sia maturata questa scelta, pochissimi gli indizi lasciati dal pittore. È proprio in questo vuoto, in questo silenzio, si muove con delicatezza l’indagine di Gianriccardo Piccoli. Si innesta sul rapporto tra spirito e materia, vita e morte, anima e corpo. Sull’orizzonte dell’uomo, sul senso della vita, con lo sguardo che si posa sull’infinito.
Le opere sono illuminate da una luce dolce (mentre tutto il resto dell’ambiente è in penombra) e valorizzate da un allestimento di grande impatto estetico (realizzata grazie al sostegno della Banca Popolare di Bergamo). Ci sono otto grandi tele sul tema dell’ultimo studio del Lotto (inteso come ambiente di lavoro ma anche come spazio presente nell’ultimo suo quadro), più altre più piccole che si concentrano sugli oggetti, e molti disegni, appesi come panni stesi lungo un filo, collegamento di idee e di pensieri collocato proprio ai piedi dell’ultima cena dell’Allori, presenza silenziosa e non invadente.Una garza sottile fa da “schermo” tra l’opera e lo spettatore e dà una singolare profondità, marcando allo stesso tempo la lontananza. «Con un atto d’amore – spiega il curatore dell’esposizione, Giuseppe Frangi – Piccoli ha rinunciato alla pretesa di prendere tutto e ha scelto di accostare Lotto una sillaba dopo l’altra. È nata così, pezzo dopo pezzo, questa mostra che non è costituita da una somma di opere, ma che è un’opera unica, un’articolazione delicata di frammenti che nel loro insieme ci restituiscono la grandezza spezzata e balbettante del quadro totale di Lorenzo Lotto». Un video, all’ingresso, e la copia del volume delle spese del Lotto documentano il lavoro di ricerca di Piccoli, ispirato all’ultimo quadro del Lotto, la “Presentazione di Gesù al Tempio”, una sorta di testamento spirituale, e già esposto nella Pinacoteca della Santa Casa di Loreto”.

Garze che velano il mistero. Materiali poveri. La ricerca di un essenziale. Come il lotto che apre il post dove sulla destra emerge la sembianza lontana di un albero. Puro spirito e materia. Di sotto gli altri lotti proposti nell’asta 823 di Meeting Art. Li propongo senza misure (sono però sufficientemente grandi) e, soprattutto senza stima e base d’asta. Un po’ di spirito d’arte senza materia economico-geometrica. Me lo concedo. Perdonatemi.