Archivio mensile:aprile 2017

Paolini sul sentiero dei nidi di ragno

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57 GIULIO PAOLINI Genova 05/11/1940
Senza titolo, 1975
collage su carta Fabriano 35×50 cm, firma e anno al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.

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L’asta 826 di Meeting Art è in rete. Pronti? Via. Già un rilancio su questo lotto in asta sabato 6 maggio. Il Paolini da 5mila è a 6mila. Un segnale chiaro: il mercato del concettuale tira (Barucchello docet, Boetti non demorde e Agnetti vola). Giulio Paolini è artista da seguire, comunque. Letterario, sottile, arguto. Non a caso grande amico di Italo Calvino. Il titolo di questo post è un omaggio al gigantesco scrittore, ma è anche un monito e un rischio sotteso per chi ama Paolini: il mercato che preme sull’artista, rischia di rendere troppo esposto e banalizzato il messaggio rarefatto che il lavoro di Paolini rivela solo a sguardi attenti e non troppo coindizionati. Libertà d’approccio e di dialogo tra opera e suo fruitore, inversione dei ruoli, gioco intricato di contenuti e contenitore, forme concrete e astrazioni di pensiero. Immagini e loro sembianti. Non è questione di soldi. E se lo diventa, ricordate che si acquista un pensiero.

826/Corporacolor

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547 ANTONIO CORPORA Tunisi (Tunisia) 15/08/1909 – Roma 06/09/2004
Le ninfee, 1990
acrilici su tela 81×100 cm, firma in basso a destra, firma, titolo e dichiarazione d’autenticità dell’artista datata 1-2-90 al retro, dichiarazione d’autenticità a cura della Galleria Giovanni Di Summa (Roma) su foto.
base d’asta: 4.000 €. stima: 8.000/9.000 €


Torna nell’asta 826 di Meeting Art (seduta di domenica 21 maggio) questo acrilico su tela di Antonio Corpora che ha attraversato da protagonista l’arte italiana del econdo Dopoguerra (dal Fronte Nuovo delle arti al Gruppo degli Otto). E’ un dipinto che va visto dal vero (come tutti peraltro), ma, in questo caso, per entrare davvero in empatia/antipatia con il lavoro. Il dosaggio cromatico e la stesura non sono assolutamente quelle riprodotte in foto. A secondo delle sensibilità può apparire un gran dipinto o un dipinto di ricerca. Buona visione.

826/Savelli (con nota)

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549 ANGELO SAVELLI Pizzo Calabro (CZ) 1911 – Boldeniga di Dello(BS) 1995 Composizione tecnica mista su carta 26,5×43,5 cm, firma in basso a destra, opera registrata presso l’Archivio Argentario Savelli (Roma) come da dichiarazione allegata con documentazione fotografica, ex collezione Corrado Cagli. base d’asta: 2.000 € stima: 4.000/5.000 €

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Questo Savelli sarà in asta domenica 21 maggio nella 826 di Meeting Art.
La nota. la galleria dell’astrattismo priva delle didascalie mangiate dal sistema è stata rimessa in ordine (sperem…)

826/Buona Pasqua con l’astrattismo classico

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Quando penso al gruppo di pittori toscani legati al movimento dell’Astrattismo classico, penso a una primavera dell’arte in un Paese uscito da una guerra devastante nei corpi e nel cuore , ma con la voglia di Guardare in alto.
Questo lavoro che correda il Post è di Vinicio Berti, uno dei primi firmatari del manifestro dell’astrattismo Classico. Il suo Guardare in alto è legato a un simbolo, a una ideologia, alla voglia, comunque, di cambiarlo il mondo o perlomeno di guardarlo da una nuova prospettiva. E’ un po’ il senso della Pasqua. Auguri a chi ci crede (nel mondo da cambiare) e a chi no. Ma cerca nell’arte una possibile risposta.

A lato la galleria di tutte le opere degli Astrattisti classici in asta alla 826 di Meeting art.

Errata corrige

In alcune gallerie nella colonna a lato per accastamenti errati di foto e dida sono emersi diversi problemi con lotti senza annotazione. Sto correggendo il tutto. E mi scuso. Rotte sbagliate…non come quelle tracciate dal maestro Valentini in asta sabato 6 maggio a Vercelli.

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78 WALTER VALENTINI Pergola (PS) 22/10/1928
Adar, 2005
tecnica mista su tavola 30x30x4 cm, firma, titolo ed etichetta con datazione dell’artista al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto, entro teca in plexiglass.
base d’asta: 1.500 €
stima: 2.400/2.700 €

826/L’inebriò il colore

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425 GOTTARDO ORTELLI Viggiù (VA) 28/11/1938 – Varese 21/09/2003
Immersione totale, 1975 acrilici su tela 70×70 cm, firma, titolo ed anno al retro. base d’asta: 1.500 € stima: 3.000/4.000 €

Tra Griffa e Cacciola passando per Dolla e Isnard. Gottardo Ortelli è legato a filo stretto agli anni cruciali dell’Azzeramento analitico, della pittura Pittura. Lo dimostra questo esplendido lotto dell’asta 826 di Meeting Art (sabato 20 maggio). Poi Ortelli si inebriò del colore, percorse altre strade, lascio le linee e i colori azzeranti per un’esplosione cromatica che, forse, confuse il mercato. Però se c’è unìopera analitica vera, questa in asta lo è!

826/L’australiano

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493 LAWRENCE CARROLL Melbourne (Australia) 1954 Senza titolo, 1996-97 olio e tecnica mista su tavola 76,5×56 cm, firma, anni e timbro della Collezione Roversi al retro. base d’asta: 4.000 € stima: 8.000/9.000 €

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Sabato 20 maggio, nella 826 di Meeting Art, il più importante artista australiano contemporaneo. Non basta? Basta, basta…

826/Tokio o Itaca?

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415 HORIKI KATSUTOMI Tokio 1929 NE 76001, 1976 acrilici e tecnica mista su tela 120×100 cm, firma, titolo, anno ed etichetta della Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma, artisti stranieri operanti in Italia, 1977 al retro, opera priva di cornice. senza riserva stima: 1.000/2.000 €

Dal sito de La Stampa

L’astrattismo zen di Katsutomi
«Anatomia dell’inquietudine»  alla Galleria De Chirico

Nei suoi lavori, il pittore giapponese Horiki Katsutomi dà l’interpretazione personale dell’Odissea e del viaggio di Ulisse

Con la preziosa tessitura cromatica della tela «Ulisse bianco II», s’inaugura lunedì 20 febbraio, dalle 18,30 alle 21,30, alla Galleria Raffaella De Chirico Arte Contemporanea, (via Giolitti 52/ via della Rocca 19), la mostra «Anatomia dell’inquietudine» del raffinato pittore giapponese Horiki Katsutomi. Vi è nella sua ricerca, condotta con un meditato e lirico astrattismo, la concezione filosofica zen, il senso di una interiore contemplazione e la capacità di trascrivere sulle superfici dei quadri e delle opere su carta una personale interpretazione dell’Odissea e del viaggio di Ulisse verso Itaca. E il percorso si snoda attraverso una visione che unisce le pagine dipinte alle singolari ed evocative parole di Ferdinando Pessoa: «Per viaggiare basta esistere…Passo di giorno in giorno come di stazione in stazione, nel treno del mio corpo».

E attraverso le opere di Horiki si rinnova, quindi, il fascino dell’avventura di Ulisse, l’approdo all’isola di Ogigia, dove incontrò la ninfa Calipso, e il ritorno in patria, in una sorta di poetica e sospesa narrazione pittorica. In particolare, emerge dalla sottile trama del colore la sagoma, lievissima ed aerea, della prua di una nave che trova riscontri e riferimenti con le attuali e disperate migrazioni. E così il mito diviene storia contemporanea, momento e sintesi della vita di Katsutomi che nel 1969 ha lasciato Tokio, dove è nato nel 1929, per raggiungere l’Europa. E il suo viaggio si è trasformato in una stagione creativa caratterizzata dalle presenze alle mostre di Palazzo Saluzzo Paesana e delle gallerie torinesi «Salzano», «Weber&Weber» e Raffaella De Chirico all’interno della collettiva «Ti trovo un pò pallida» del 2016. In occasione di «Anatomia dell’ inquietudine», viene aperto al pubblico il nuovo spazio della Galleria De Chirico: una «project room» per gli artisti emergenti (orario:mar.- sab.15-19, tel.011/835357, sino al 15 aprile).

(http://www.lastampa.it/2017/02/17/torinosette/primapagina/segnalazioni/lastrattismo-zen-di-katsutomi-hTt7nlyG2VlPQ97cp6YqrM/pagina.html)