826/Tokio o Itaca?

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415 HORIKI KATSUTOMI Tokio 1929 NE 76001, 1976 acrilici e tecnica mista su tela 120×100 cm, firma, titolo, anno ed etichetta della Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma, artisti stranieri operanti in Italia, 1977 al retro, opera priva di cornice. senza riserva stima: 1.000/2.000 €

Dal sito de La Stampa

L’astrattismo zen di Katsutomi
«Anatomia dell’inquietudine»  alla Galleria De Chirico

Nei suoi lavori, il pittore giapponese Horiki Katsutomi dà l’interpretazione personale dell’Odissea e del viaggio di Ulisse

Con la preziosa tessitura cromatica della tela «Ulisse bianco II», s’inaugura lunedì 20 febbraio, dalle 18,30 alle 21,30, alla Galleria Raffaella De Chirico Arte Contemporanea, (via Giolitti 52/ via della Rocca 19), la mostra «Anatomia dell’inquietudine» del raffinato pittore giapponese Horiki Katsutomi. Vi è nella sua ricerca, condotta con un meditato e lirico astrattismo, la concezione filosofica zen, il senso di una interiore contemplazione e la capacità di trascrivere sulle superfici dei quadri e delle opere su carta una personale interpretazione dell’Odissea e del viaggio di Ulisse verso Itaca. E il percorso si snoda attraverso una visione che unisce le pagine dipinte alle singolari ed evocative parole di Ferdinando Pessoa: «Per viaggiare basta esistere…Passo di giorno in giorno come di stazione in stazione, nel treno del mio corpo».

E attraverso le opere di Horiki si rinnova, quindi, il fascino dell’avventura di Ulisse, l’approdo all’isola di Ogigia, dove incontrò la ninfa Calipso, e il ritorno in patria, in una sorta di poetica e sospesa narrazione pittorica. In particolare, emerge dalla sottile trama del colore la sagoma, lievissima ed aerea, della prua di una nave che trova riscontri e riferimenti con le attuali e disperate migrazioni. E così il mito diviene storia contemporanea, momento e sintesi della vita di Katsutomi che nel 1969 ha lasciato Tokio, dove è nato nel 1929, per raggiungere l’Europa. E il suo viaggio si è trasformato in una stagione creativa caratterizzata dalle presenze alle mostre di Palazzo Saluzzo Paesana e delle gallerie torinesi «Salzano», «Weber&Weber» e Raffaella De Chirico all’interno della collettiva «Ti trovo un pò pallida» del 2016. In occasione di «Anatomia dell’ inquietudine», viene aperto al pubblico il nuovo spazio della Galleria De Chirico: una «project room» per gli artisti emergenti (orario:mar.- sab.15-19, tel.011/835357, sino al 15 aprile).

(http://www.lastampa.it/2017/02/17/torinosette/primapagina/segnalazioni/lastrattismo-zen-di-katsutomi-hTt7nlyG2VlPQ97cp6YqrM/pagina.html)

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