Angelo da cucina

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199 LUCA PIGNATELLI Milano 22/06/1962 Angelo, 2013 olio su telone di copertura di vagone ferroviario 170x146x4 cm, firma, titolo e anno al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto, opera priva di cornice. base d’asta: 15.000 € stima: 27.000/30.000 €

 

Come un cielo sopra Berlino. Di un lunedì d’ottobre: in strada, guardando in alto, cercando un gancio nel cielo che ti sollevi oltre il magma di vite stressate che ti scorrono accanto. Può essere Berlino, ma anche Milano. Anche gli angeli si sporcano, i teloni si anneriscono con la fuliggine del tempo e della noia.

“Dipinge angeli (bellissimo e grandissimo quello che incombe sul suo tavolo da pranzo), angeli di carta incollati sui teloni. Usa colori che «non vado a prendere nei negozi per pittori, per artisti, ma dal ferramenta». Dal ferramenta, cerca i colori per raccontare in un altro modo l’arte classica; nei depositi delle Ferrovie, le basi e le tele per contenere e accogliere tutto questo. L’occhio va a cercare l’insieme, e poi vede gli inserti che lui aggiunge, che sono corde di rafia, asole di cuoio grandi e piccole, scritte prestampate sulle tele, con i numeri di serie che si usavano per inventariare quei materiali, perché tutto serve a ricordare che la materia è sempre segno e memoria”. (Roberto Cotroneo)

Il lotto in asta domenica 18 giugno alla Meeting Art  ha una base troppo alta (per le mie economie) perchè io possa decidermi a prenderlo (ma ciò che per me è impossibile, per tanti altri non lo è…).  Vale troppo questo lotto, anche perchè questa bella e forte  pala d’altare la sistemerei di fronte al lavello della cucina dove spesso si accumulano i piatti che non trovano la forza di raggiungere da soli la lavastoviglie. Il Pignatelli avrebbe così vista sulla quotidianità, non sull’ordine precostituito del salotto buono.  Ma il suo angelo non chiede altro se non guardare verso il basso, senza velleità di protezione,  la vita normale di uomini normali. Con un velo spesso di tristezza.

 

1 pensiero su “Angelo da cucina

  1. UNA “MEMORIA ” DA CALEIDOSCOPIO I suoi teloni ferroviari consunti, imbevuti di catrame , si popolano di immagini di un ” realismo visionario” . Metropoli evanescenti , treni a vapore e riproduzioni formato etra/large , prelevate dal repertorio della mitologia classica . Le opere di Pignatelli , uscite come da una potenziale ” roulette della memoria” , riemergono dal passato con rinnovato fascino . La sua ” bella pittura” , sporca …fatta con colori degni di uno spazzacamino , in fondo, ci piace . Le sue immagini sbiadite , corrose e rattoppate , prelevate dal suo personale ” caleidoscopio di antica memoria” , rimangono perennemente in bilico , tra un ‘ effetto di casualità è uno di ” rinnovata grandiosità ” La nostra Dea alata o angelo che sia , non può comunque che uscirne vincitrice , se pur con qualche rattoppo di troppo .

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