I bless the rains down in Africa

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304 RINO CARRARA Bergamo 21/07/1921 – 25/10/2010 Senza titolo, 1957 olio su tela 49,5×39,5 cm, firma e anno al retro. base d’asta: 500 € stima: 1.500/2.000 €

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I bless the rains down in Africa. Rino Carrara, artista bergamasco scomparso nel 2010, avrebbe potuto confermarci come avessero assolutamente ragione i Toto quando cantavano questo verso di preghiera in un loro sfolgorante successo (da sempre fisso al primo posto della mia Hit generazionale).

Benedico le piogge giù in Africa…

 Siamo nel 1941. Fronte africano. Rino Carrara è in guerra. E cade prigioniero degli inglesi non senza aver dimostrato di non essere lì per caso  e infatti lo decorano. Chissà quante volte, sotto quel cielo nemico tra mura seccate dal sole,  Rino avrà gridato a Dio: Benedico le piogge giù in Africa… Poi riesce a scappare dal campo di prigionia, ma resta ad Algeri fino al 1947 sotto falso nome inseguito dalle armi e da chissà quali ricordi truci. Nel cuore però cresce in lui la voglia di disegnare. Torna in Italia. Nella sua Bergamo.

A Milano, intanto, nel dopoguerra esplode la voglia di ricominciare a immaginare l’arte contemporanea. Anche solo da un punto e da una linea tracciata su un foglio. Voglia di ripartire  con la forza esplosiva di chi aveva visto cose che si potevano far immaginare solo affidandosi a supporti creativi e materiali totalmente nuov . Burri, ad esempio, prigioniero di guerra come Carrara, userà i sacchi di juta per una narrazione finalmente ribelle all’ortografia e alla grammatica di una umanità devastata.

Carrara Rino ci ragiona. Si accorge che quella nuova generazione di artisti sta cambiando il mondo e lui vuole essere con loro. Nel 1959 è il primo a portare a Bergamo l’uomo che viaggia nello spazio restando davanti a una tela. Si chiama Lucio Fontana.

Informale, astratto, concettuale chissà cosa vuol essere Rino Carrara. Negli anni Settanta di certo si stufa di un mondo fatto di etichette, di correnti. Si stanca dell’arte che riproduce sè stessa, si clona, si autodetermina. E cerca l’origine artigiana di una creazione affidando  ai fili incollati sulla materia l’unica traccia di una narrazione.

Il lotto in asta sabato 24 giugno nell’asta 829 di Meeting Art forse, però,  racconta un’altra storia… un ricordo…struggente e doloroso…

Benedico le piogge giù in Africa…

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