Non ci credo più

012017005163
477a GIAMPAOLO TALANI San Vincenzo (LI) 1955 Studio per affresco (cartone preparatorio), 1996 tecnica mista su cartoncino intelato 165×199 cm, firma, titolo e anno in alto a destra, firma al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto. base d’asta: 1.000 € stima: 2.000/3.000 €

————-

Domenica 25 giugno se  ne è andata l’ultima asta Meeting Art prima dell’estate, ormai proiettati verso una nuova stagione d’incanti per gli occhi e la mente o di altri quasi esclusivamenteper il portafoglio investimenti.  Incanti e incantati (nel senso anche di illusi): cosa lascia la stagione d’aste appena chiusa? Mi affido agli invenduti dell’asta 829 per scorazzare e un po’ anche sbandare (o sbarellare) tra i pensieri d’arte.

012017004964 (1)Giosetta, un volo a metà. Tirava, fino a qualche mese fa, un ponentino ruffiano che scaldava i pensieri dei cultori e collezionisti della scuola Romana. Gente peraltro abituata alle montagne russe con quotazioni che dopo le salite affrontavano (e affrontano) discese ardite dovendo fare i conti con il gioco complicato/intricato/incasinato di Fondazioni, autentiche e autenticati. Adesso le quotazioni di Festa e Angeli o di Schifano dopo il botto verso le stelle tornano a quote medio alte, più medio che alte per i pezzi meno effervescenti. Sul treno che viaggiava veloce c’era e c’è Giosetta Fioroni. Scuola romana con tanti distinguo. Produzione sostanziosa. Di certo il lotto che era in asta a Vercelli apparteneva al rango delle opere degne di esaltazione di mercato. Ovvero le matite e gli smalti su alluminio. Ritratti che si muovono nel territorio delle memorie del vissuto più che in una ricerca del pop che ci circonda. Icone identitarie più che icone e basta: ciò che distingueva Giosetta da tutti gli altri.  Ecco, questo. L’opera della Fioroni, però, non ha trovato un chiodo. Base 10mila, in linea con i motori al decollo di tutto un movimento. Ma il tempo passa veloce, i gusti e le passioni di affievoliscono. Fa caldo anche a Vercelli. Con 10mila euro si vedrà cosa prendere a settembre. Ma io non ci credo più a queste logiche di partenze e ripartenze che prescindono o prevalgono sul valore storico artistico. Per cui se la Fioroni ha un senso lo aveva anche quando costava mille euro o giù di lì. E siccome il senso ce l’ha basta aspettare…

012017004182Feticcio e feticismi. Base 5mila euro. Quante idolatrie attorno a questa cifra può offrire il mercato dell’arte. L’asta 829 della Meeting Art lascia invece senza un altare questo feticcio creato da Enrico Baj. Abituati ai feticismi c’è scarsa propensione a lasciarsi guidare da chi nella storia dell’arte c’è stato, c’è e ci resterà.  I feticci sono nella storia dell’arte, i feticismi li crea il mercato. Che poi è la differenza tra una collezione e un vizio. (continua)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...