Archivio mensile:agosto 2017

830/Quel matto del Riccardo

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527 RICCARDO TOMMASI FERRONI Pietrasanta (LU) 04/12/1934 – Camaiore (LU) 24/02/2000 Senza titolo 1996 olio su tela 50×70 cm, firma e anno in basso a destra. base d’asta: 500 € stima: 1.500/2.000 €

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Domenica 24 settembre. Un visionario.

Nasce nel 1934 a Pietrasanta, muore nel 2000 a Pieve di Camaiore. Figlio d’arte nel solco di una tradizione familiare risalente alla fine del XVII secolo si forma ereditando dal padre, Leone, la passione per il lavoro artistico e per il disegno. Frequenta la facoltà di Lettere e Filosofia di Firenze e l’Accademia di Belle Arti. La formazione umanistica è ben evidente nelle sue opere: soggetti mitologici, alternati a temi letterari classici all’interno di una ricerca assolutamente figurativa. Vive a Roma dalla fine degli anni Cinquanta (1957-1958) al 1987, anno in cui ritorna in Versilia. Partecipa a diverse tra le più importanti rassegne nazionali ed internazionali tra cui: la Quadriennale di Roma (1965, 1972, 1986), la Biennale d’Arte Contemporanea di Parigi su invito di F. Bellonzi (1965, 1986), la Biennale di Venezia con sala personale (1982). Negli anni Settanta dipinge opere condizionate dal suo grande interesse per la pittura del XVII secolo e si moltiplicano le esposizioni in Italia e all’estero. Il suo ultimo lavoro risale al 2000 quando gli viene commissionata dalla Biblioteca Apostolica Vaticana la Carta Monumentale di Roma per il Giubileo, le cui incisioni sono state pubblicate dalla Stamperia Vaticana in edizione limitata. Sue opere sono presenti nella chiesa di Santa Maria del Popolo e di Santa Maria in Montesanto a Piazza del Popolo e nella chiesa di Santa Maria in Vallicella a Roma. A conferma della critica del suo percorso artistico ottiene diversi riconoscimenti per la pittura e per la grafica. È membro dell’Accademia Nazionale di San Luca dal 1982.

830/Old Space

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525 HENRI CARTIER-BRESSON Chanteloup en Brie 22/08/1908 – L’isle sur la Sourgue 03/08/2004 Senza titolo, 1961 fotografia in bianco e nero 24,7×17,2 cm, timbro “Photograph by Henri Cartiér-Bresson al retro, fotografia realizzata nel 1961 a Princeton (USA), e rappresenta lo studio per una saldatura nello spazio per gli astronauti della NASA, dichiarazione d’autenticità a cura di Jean-Pierre Causse allegata. base d’asta: 1.000 € stima: 2.000/3.000 €

830/ Il dubbio

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463 MANFREDO MASSIRONI Padova 1937 – Padova 01/12/2011 Fotoriflessione variabile, 1964 legno, specchio, vetro, motore elettrico e lampade 51x48x29,5 cm, opera non firmata. Bibliografia: -“Toni Costa – Panfredo Massironi, Percezione”, mostra tenutasi presso la Galleria Santo Ficara nell’Aprile 2007, pagina 25. * LOTTO FRAGILE * (vedere note alla pagina di presentazione dell’asta sul catalogo o sul sito) base d’asta: 20.000 € stima: 36.000/40.000 €


 

Mi perdoneranno la licenza i critici e gli estimatori di Manfredo Massironi (la cui opera è in asta alla Meeting Art sabato 23 settembre, asta 830). Mi perdoneranno  in generale i collezionisti e gli estimatori dell’arte cinetica e programmata (di cui ero un fervente ammiratore). Ma il dubbio sovviene.

1964. Avevo 4 anni. Il massimo di realtà virtuale che concedevano quegli anni erano i dischetti con mini diapositive da sistemare nel visore View Master. Panorami, animali, Topolino che pareva venirmi incontro con la sua vetturetta pur restando immobile. Il resto di artificio visivo era legato al tv in bianco e nero Cge. Tre canali (primo, secondo svizzera) da scegliere con il clic clac di una enorme manopola laterale.

La percezione visiva eccitata dalla tecnologia elettrica era una frontiera affascinante. La percezione visiva in genere lo era. Con i formaggini Mio regalavano figurine che cambiavano scene e volti dei personaggi soltanto inclinandole da un lato e dall’altro. Gli artisti come Massironi si ponevano lo stesso problema anche se su un piano più alto. Quello dell’arte.

E qui si carica il dubbio. Ma opere come questa sono testimonianza di un tempo passato o riescono ancora a suggestionare sulle capacità creative dell’homo faber? Lo smartphone che ho tra le mani è comunque più performante  di quest’opera di Massironi? Spero di no. Ma temo di sì.