Archivio mensile:aprile 2018

847/Futurswing

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2 FILLIA Revello (CN) 03/10/1904 – Torino 10/02/1936 Chitarra futurista, 1928 tecnica mista su carta 26×20 cm, firma e anno in basso al centro, certificato di legittima provenienza dello Studio d’Arte Borromeo (Senago-MI) allegato. senza riserva stima: 1.000/2.000 €

Quando Fillia incrocia questa chitarra con bicchiere e bottiglia (nel più classico degli stilemi cubo futuristici)  negli Usa la Benny Goodman’s Boys  incide Jungle Blues. Futurismo a Torino (dove nasce e muore giovane Luigi Colombo in arte Fillia, dal nome della madre. Esploratore dei rapporti tra futurismo, società, religione) swing a New York. Chissà, un giorno si studieranno i rapporti impossibili tra swing e futurismo. Ma è, comunque, musica oltre gli schemi.

ps In asta nella 847 della Meeting Art

847/Nunzio vobis…

Asta 847.
Prima Sessione: Sabato 9 Giugno 2018  Lotti dal 1 al 100
Seconda Sessione: Domenica 10 Giugno 2018 Lotti dal 101 al 200
Terza Sessione: Sabato 16 Giugno 2018  Lotti dal 201 al 300
Quarta Sessione: Domenica 17 Giugno 2018  Lotti dal 301 al 400
Quinta Sessione: Sabato 23 Giugno 2018  Lotti dal 401 al 500
Sesta Sessione: Domenica 24 Giugno 2018 Lotti dal 501 al 600

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18 NUNZIO Cagnano Amiterno (AQ) 1954 Senza titolo, 1984 acquerello su carta 38×57 cm, firma e anno in basso a destra, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto. base d’asta: 2.000 € stima: 4.000/5.000 €

Scusate per l’interruzione

Pochi, ma graditi ospiti di questo blog, devo delle scuse e delle spiegazioni. L’assenza di post prolungata è dovuta alla mia incapacità di restare fresco sulle cose d’arte avendo tra le pieghe della testa altri impegni (ri)creativi. Nella fattispecie un romanzo storico che da un mese in circolo nelle librerie della mia provincia (e dintorni).  Codesto…

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Terminata la temperie delle presentazioni mi ributterò sul blog. E preparo fuochi ardenti per l’asta estiva della Meeting Art, la 847. Sarà un gran finale di stagione!!!!

Il cerchio si chiude

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The rainbow whale multiplo in plastica blu 31x58x27 cm, esemplare I-13/300, firma, titolo e tiratura sotto la base, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto. Stima € 1.000/2.000 senza riserva
Ultima Offerta € 50

L’idea era buona, quella di utilizzare la plastica per rigenerare le icone della natura. Niente di sconvolgente (Piero Gilardi aveva fatto lo stesso 20 anni prima partendo però da altri presupposti ideologici e artistici). La Cracking Art aveva comunque lasciato un segno colorato nel mondo variegato e annoiato dell’arte contemporanea, ad un passo dal varcare il fatidico confine che trasforma l’arte di tutti in arte per tutti. Nessuno ci riesce, neanche la Cracking. Rizzetti era ed è uno della squadra (che ha perso per forza del destino il suo mentore originario). Propone questa balena e a me vibra l’emozione.

Mia figlia, quasi ingegnere ambientale, sta studiando come le microplastiche galleggianti si muovano nel Mediterraneo minacciando l’ecosistema e in particolare capodogli e balene. Intercettando le concentrazioni di plancton (che rilascia clorofilla) si potrà capire dove si aggirino questi giganti del mare tentando di arginare la strage “plastica”. Quest’opera chiude il cerchio: la balena che mangia la plastica diventerà di plastica? Caro Rizzetti che questo sia un amuleto esorcizzante (ed io cercherò di acquisire l’opera per un regalo di laurea non certo banale).

Voglio essere un monotipo

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C’è un’opera, nell’asta che verrà, alla Meeting Art di Vercelli , la 844, nella tornata del 10 maggio, che mi ispira personali contorsioni esistenziali . E’ di Achille Perilli (un maestro, Forma Uno, con il mercato che cinico e baro  aspetta di capire come i suoi esiti esistenziali pregiudichino o rilancino le sue quotazioni). E’ un monotipo, ovvero una tecnica a stampa, ma non incisoria. L’artista inchiostra e lavora la lastra che poi viene impressa su carta non assorbente. Non è una grafica, non è un multiplo. sono opere uniche che partono da un procedimento “pop”, come può essere una traccia audio incisa su un unico e solo vinile. Costano poco i monotipi, volgarizzati, ahimè, dallo sfracello di litografie e stampe con cui un tempo il mondo basso dell’arte faceva quattrini con la logica del capitalismo di massa. Di recente ho acquisito proprio a Vercelli un monotipo di Gastone Novelli. Avendolo davanti agli occhi non credo di sbagliare se dico che un monotipo è un’opera davvero unica perchè si fa credere seriale, minuta, umile. Senza fronzoli, specchio di un gesto  solo all’apparenza ripetitivo. Uguale tra gli uguali. Ma più uguale degli altri. Cioè quello che vorrei essere io.