Buone nuove (o almeno si spera…)

In asta sabato 11 maggio (asta 862 di Meeting Art)

50 ABRAHAM JANSSENS [Anversa 1573 – Amsterdam 1632]
(attribuito a)
L’incredulità di san Tommaso
Olio su tavola, 126×97 cm; cornice antica in legno scolpito e dorato.
Abraham Janssens fu un pittore di storia e si dedicò nella sua intera carriera a realizzare sia temi religiosi che mitologici e allegorici. La sua formazione avvenne ad Anversa nella bottega di Jan Snellinck (1548-1628) ma trascorse i suoi primi anni creativi a Roma dal 1598 e dove possiamo ancora trovare la sua firma incisa nella catacomba di Domitilla. All’inizio del XVII secolo lavorò nel laboratorio del pittore olandese di paesaggio William Van Nieutlandt ma ciò che più influenzò il suo stile furono le opere romane di Caravaggio, tanto che il suo linguaggio visivo prese una direzione prettamente naturalistica rendendolo una delle figure più importanti del caravaggismo internazionale. Nella sua bottega si formarono un numero elevato di pittori con stessa evidente influenza come Gérard Seghers, Theodor Rombouts, Nicolas Regnier e Jean Duchamp. Questa complessa e monumentale corrente pittorica deriva dalla cultura romana dell’inizio del XVII secolo che portò in Italia un cospicuo numero di eccellenti pittori da tutta Europa, non solo attratti dalle antiche rovine, ma dalle straordinarie opere realizzate da Caravaggio.
Il dipinto qui proposto raffigurante san Tommaso è un’opera estremamente realistica in linea con la tradizione iconografica e raffigura il momento in cui l’apostolo, sotto la guida divina, mette il dito nel costato di Cristo. Janssens risolve un problema fortemente emotivo e drammatico e ricorda altre rappresentazioni caravaggesche come la versione di stesso soggetto di Hendrick Ter Brugghen al Rijksmuseum di Amsterdam. In secondo piano l’immagine mostra un volto minuzioso e meticolosamente dettagliato di un uomo barbuto che potrebbe trattarsi del committente dell’opera. Sullo sfondo, e visibile solo in un frammento del volto, si può notare l’occhio attento del pittore che osserva lo spettatore dell’opera coinvolgendo gli osservatori, con artificioso strumento, alla partecipazione dell’azione.
La mano del grande pittore si può confrontare con opere come “Cristo morto con angeli” conservato al Metropolitan Museum di New York o con le due versioni di “San Gerolamo” al Chrysler Museum di Nortfolk e al Museo delle Belle Arti di Budapest entrambe, come il nostro dipinto, al periodo che va dal 1610 al 1615.
base d’asta: 30.000 €

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