Soldati o soldatini

Non ho conosciuto Atanasio Soldati. Se lo avessi conosciuto, è morto nel 1953, probabilmente adesso non avrei certo nè tempo nè energie per scriverne. Ho conosciuto però chi l’ha conosciuto attraverso testimonianze dirette. E lo descrivono come un accanito teorico, un focoso ricercatore di forme e di colori. In grado di riempire tonnellate di foglietti con i suoi schizzi destinati, chissà, un giorno a dicentare capolavori dell’astrazione geometrica. Quei foglietti spesso, anzi quasi sempre, sono tracce preziose del Dna di un Maestro. Ma il signore del Mac aveva un altro dono: quello di produrre grande arte in scala ho, quella dei trenini elettrici che, se sono Marklin o Rivarossi, sono più belli di quelli veri. Un esempio? Sarà in asta giovedì 25 aprile nell’asta 861 di Meeting Art. Sopra l’opera esposta in una sala museale costruita ad hoc. Sotto, la stessa opera nelle dimensioni reali. Il pensiero è enorme, i centimetri sono un trascurabile orpello. e’ la differenza che c’è tra Soldati e tanti soldatini che fanno solo mercato.


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ATANASIO SOLDATI [Parma 25/08/1896 – Parma 27/08/1953]
Senza titoloacquerelli e matita su carta 11,1×22,1 cm, firma sull’acquerello in alto a destra, opera registrata presso l’Archivio Atanasio Soldati (Bologna) e proveniente dalla Collezione Augusto Garau come da etichette su foto.
senza riserva
stima: 1.000/2.000 €

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