Archivio mensile:maggio 2019

864 /Art happening

A Vercelli, l’asta 864. Tra i lotti del primo week end, anche questo in asta domenica 2 giugno. La metafisica del sogno, la fiaba di un pensiero sereno. Contro il logorio della vita moderna, per gli over 50 come me facile decriptare il simbolo nel quadro…

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FRANCO GENTILINI [Faenza (RA) 04/08/1909 – Roma 05/04/1981]
Figura con natura morta, 1955
olio su tela sabbiata 65×81 cm, firma ed anno in alto a sinistra, etichetta della Galleria La Bussola (TO), etichetta del Premio Nazionale di Pittura, Amministrazione Provinciale di Viterbo e timbro della Galleria “La Barcaccia” al retro.
Collezioni:
– Milano, Galleria del Naviglio
– Roma, Galleria Russo
– Roma, coll.privata
– Trino
Esposizioni:
– Viterbo, 1958, ill.
– Galleria del Grattacielo, Livorno
Bibliografia:
– L. Carluccio, 1956 (con titolo “Ragazzi a tavola”)
– M. Valsecchi, 1966 tav. 40 (con titolo “Natura morta e figura”)
– M. Valsecchi, 1970, pag.55 (con titolo “Natura morta e figura”)
-“Gentilini, Catalogo generale dei dipinti 1923-1981”, a cura di Giuseppe Appella con la collaborazione di Margherita Manno e Laura Turco Livieri, consulenza d’archivio di Luciana Gentilini, Edizioni De Luca, pagina 293 al n° 487.
base d’asta: 8.000 €
stima: 14.000/16.000 €

Crippa e il complotto

Ormai lo sappiamo. Non siamo mai arrivati sulla Luna. Gli americani dal 1969 in poi hanno organizzato un circo mediatico-deviazionista che ci ha fatto credere che la Luna esiste e che la Terra ruota attorno al sole. Le Galassie, i pianeti, le nebulose, i quazar: tutte balle. La terra è piatta.

Ci si chiede, a questo punto come un artista come Roberto Crippa credesse a queste panzane. Faceva lo spazialista, il Crippa: eppure, da pilota d’aereo, doveva vedere che l’orizzonte è una finzione e che volando volando si arriva alla fine del Mondo. Lui, nel 1971, arrivò alla fine della sua vita. E in quell’anno si ostinava ancora a sognare mondi lontani e a dipingere come sapeva (utilizzando il sughero come fosse un colore a tre dimensioni) un quadro come quello che andrà in asta a Vercelli il 12 giugno (asta 2668). Lo ha intitolato il Lem, ovvero il trabiccolo che, raccontavano, portava gli astronauti e i loro mezzi dall’Apollo in orbita al suolo lunare.

Balle…come è una finzione scenica la foto di quel luglio 1971 in cui si vede un astronauta con la macchinetta utilizzata per far credere che si possa muoversi su una cosa che non c’è. La terra è piatta, la luna e il sole sono lampadine che accedono e spengono gli gnomi della sera e quelli del giorno. Crippa svegliati!

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ROBERTO CRIPPA [Milano 07/05/1921 – Bresso (MI) 19/03/1972]
Il Lem, 1971 tecnica mista, collage e sughero su tavola 97×130 cm, firma, titolo e anno al retro, certificato di provenienza dalla Collezione Bruno Giraldi, Galleria Giraldi (LI) allegato, entro cornice a teca in plexiglass e alluminio.
base d’asta: 6.000 €
stima: 10.000/12.000 €

Cold case auction

PAUL JENKINS
[Kansas City 12/07/1923 – New York 09/06/2012]
Phenomena Cardinal Footsteps, 1970-72
acquerello su carta 168×61 cm, firma in basso a sinistra, titolo, firma e anno al retro coperti dalla carta, etichetta della Gimpel Fils Gallery (London) al retro.

Hanno il sapore del dimenticato, del trascurato con il fascino malinconico delle cose che sono in attesa di essere ri-scoperte. Sono i lotti invenduti: non li hanno voluti, non li hanno ritenuti adeguati al sacrificio di una spesa. eppure..eppure questo Jenkins dell’asta 2654. Francesco Bonami, sabato su Repubblica, ha spiegato che i covoni di Monet e , soprattutto, il coniglione di Jeff Koons hanno battuto la barriera del ponderabile in asta (oltre 90 milioni di euro) perchè erano opere-icona di un periodo e di un artista. Di alta qualità e quindi unici. Bene. Mettiamola pure così. Valgono le opere-icona, quelle che testimoniano un percorso.

Questo Jenkins che dista, per base d’asta, dal coniglio di Koons, come la Terra dal centro della Galassia, non è proprio da buttare utilizzando il filtro Bonami. Appartiene infatti alla schiera dei Big watercolour che Jenkins (il meno valorizzato dei giganti dell’espressionismo astratto) produsse tra la fine degli anni settanta e gli inizia degli anni Ottanta per essere esposti proprio a Londra. Va bene, non è un coniglione luccicoso. E’ un acquerello che, appeso, è più alto del sottoscritto, realizzato da chi le opere le creava e le dipingeva in proprio senza far gonfiare il plasticone da qualche addetto. E’ un’opera dell’arte. Dimenticata in un’asta.

Siestismo

JOSE’ ORTEGA [Arroba de Los Montes 1923 – Parigi 1991]
Figure dormienti, 1964tecnica mista su carta 50,5×66 cm, firma e anno in basso a destra, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto.
senza riserva
stima: 1.000/2.000 €

Potrei narrarvi del mio saettante viaggio a Venezia, raccontarvi di ciò che vidi nei Padiglioni della colà Biennale. Potrei farlo, ma non sarei onesto con me stesso e quindi con questo blog e, per conseguenza ulteriore, con chi lo legge. Non sarei onesto perchè mi costringerei a riferire in modo concitato di opere e artisti, percorsi visivi e di pensiero. Troppo rapida la visita, troppo stanchi gli occhi: la sintesi chissà, fra qualche mese.

Ma sono. invece, onesto raccontandovi di una idea, per me, potente che mi ha colto seduto su una panchina con focaccia alle cipolle (si torna bambini per ripulsa della vecchiaia e dei canoni estetici e gastronomici). L’idea è che a un certo punto il collezionare arte e idee sull’arte debba poter “respirare”. Troppi artisti, troppi quelli che pretendono di esserlo, esagitate ed esagerate le proposte. Il nuovo basta e, comunque, avanza. Proposte. Propositi. Trend. Prospettive. L’arte si fa arte e un attimo dopo mercato. Anzi, certa arte è prima mercato di altro. Tanto per essere chiari: io al coniglio di Koons che costa più del Giudizio Universale non credo. Come non credo ai covoni di Monet che costano come 50 volte tutta la mia vita lavorativa. Credo che l’arte sia un respiro leggero.

E a quel punto nel marasma, marea montante dei padiglioni con le idee un po’ confuse ti viene voglia di fare una siesta. Siestismo è ciò che ora voglio fondare: una corrente di pensiero che imponga di fermarsi a far decantare le immagini, i lotti, le cifre. Lontano dalle mode e dagli orgasmi delle mode. Collezionare pause. Come questa in asta mercoledì alla Meeting Art. Asta virtuale. Fidatevi: lui era più bravo di Koons…. dai scherzo. Ma vale il prezzo dell’idea. Le idee, in realtà, non dovrebbero mai avere un prezzo. Esorbitante….

Del perduto Tozzi


MARIO TOZZI [Fossombrone (PS) 30/10/1895 – St. Jean-du-gard (Francia) 08/09/1979]
Ritratto di Monsieur Lamaire, 1921olio su tela 87×63 cm, frammento di un più ampio dipinto andato distrutto.
Presenta al retro il disegno preparatorio per il dipinto “Oggetti nello spazio” (1929) con firma in basso a destra.
Bibliografia:
-“Catalogo Ragionato Generale dei Dipinti di Mario Tozzi”, a cura di Marilena Pasquali, volume 1, Edizioni Giorgio Mondadori & Associati, 1988, fronte (n.21/4) e retro, entrambi a pagina 107.
base d’asta: 4.000 €
stima: 8.000/9.000 €

Di tutto quanto si narrerà dell’asta 864, la più calda di quelle allestite a giugno da quando seguo i simpatici Lord dell’asta di Vercelli, questo è il lotto più intrigante, ghiotto, decisamente gourmet. Un Tozzi perduto e sul lato b un Tozzi sognato. Bella storia…

Lettera agli dei


500

GASTONE NOVELLI [Vienna (Austria) 01/08/1925 – Milano 22/12/1968]
Archeo, 1962
olio su tela 100×100 cm, firma, titolo, anno ed etichette della Collection Carlo F. Bilotti (New York-Cosenza), della Marlborough Galleria d’Arte (Roma) e del Contemporary Study Wing, Finch College Museum of Art (New York) al retro.
Esposizioni:-Galleria del Milione, Milano (1976);
-Brescia 1990, pp. 48, 49 (ripr.), 49 (olio)
Bibliografia:-“Gastone Novelli”, Nuova Alfa Editoriale, Palazzo Martinengo, Brescia, Galleria Civica, Modena con tavola a colori, pagina 27.
-“Birolli”, 1976, pagina 218 al n. 264 (ripr.), Roma.
-“1990-91”, Galleria Manuela Allegrini Arte Contemporanea, pagina 49.
-“Gastone Novelli, Catalogo generale, 1. Pittura e Scultura”, a cura di Paola Bonani, Marco Rinaldi ed Alessandra Tiddia, Silvana Editoriale, pagina 250, rep. P/1962/59.
base d’asta: 80.000 €
stima: 140.000/160.000 €

Se domani mattina, andando nel bar gestito da una simpatica signora cinese sotto casa mia, grattando i numeri di un Milionario, vincessi quanto basta per capire che, alla fine, conta ciò che hai non che ciò che possiedi, acquisterei questo Novelli dell’asta 864 di Meeting art. Avrei così una lettera agli dei, da decifrare giorno dopo giorno.

864/Corpora



474

ANTONIO CORPORA [Tunisi (Tunisia) 15/08/1909 – Roma 06/09/2004]
Bosco d’autunno, 1951 olio su tela 60×50 cm, firma in basso a sinistra, titolo, firma, anno ed etichetta dell’esposizione Fiac 91, 5 – 13 ottobre 1991 al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto, timbro e firma per autenticità e provenienza del Centro Steccata (PR) su foto.
base d’asta: 2.500 €
stima: 5.000/6.000 €

China, do you remember?


491

WEIWEI AI [Pechino (Cina) 28/08/1957]Fairytale, 2007sedie in legno della dinastia Qing , una misura 105,5×56,5×43 cm, l’altra misura 102×58,5×45 cm, titolo sotto la seduta di entrambe le sedie, etichetta Documenta 12 sotto la seduta di una sedia ed etichetta Christie’s sotto la seduta dell’altra sedia.
Provenienza:-Galerie Urs Meile, Bejing.-Asta Christie’s Londra.
Esposizioni: -Kassel, Documenta 12, 2007.-Paris, Galerie Torri, A Few Things That I Know From Them, Braco Dimitrijevic, Hamis Fulton, Ai Weiwei, Zhao Zhao, 2013.
-Wakefield, Yorkshire Sculpture Park, Ai Weiwei In The Chapel, 2014.
Bibliografia:-C.Merewether, Ai Weiwei: Under Construction, Sydney 2008, p.153 (installation view illustrated in colour, p.124)-K.Smith, H.U. Obrist and B. Fibicher, Ai Weiwei, London 2009, p.158 (illustrated in colour, pp. 46 and 115).-M. Siemons and A. Weiwei, Ai Weiwei, New York 2009 (illustrated in colour, pp. 464 and 115).
-Ai Weiwei, exh. cat., London, Royal Academy of Arts, 2015, p.79 (installation view illustrated in colour, pp. 80-81).
base d’asta: 22.000 €
stima: 39.000/44.000 €

La tornata numero cinque dell’asta 864, sabato 15 giugno, è destinata a essere probabilmente considerata come la più calda mai realizzata a giugno dal simpatico team astaiolo vercellese. Nella Quinta vedrete, ad esempio, queste sedute imperiali realizzate dal prode Al Weiwei. L’opera richiama l’installazione realizzata al Castello di Rivoli in cui l’artista recupera mobili e materiali delle entiche dinastie cinesi rapportandole, in modo memorialistico-polemico-ideologico, con l’immagine iconoclasta della Cina contemporanea.

Iras, Lenin e il treno


355

ROBERTO MARCELLO BALDESSARI [Innsbruck (Austria) 23/03/1894 – Rovereto (TN) 1963] Treno in corsa con paesaggio innevato, 1917
olio magro su cartone 50,5×42,5 cm, sigla dell’artista in basso a sinistra, anno in basso a destra, opera registrata presso l’Archivio Unico per il Catalogo delle Opere Futuriste di Roberto Marcello Baldessari come da dichiarazione a cura di Maurizio Scudiero su Attestato di Avvenuta Archiviazione allegato.
base d’asta: 5.000 €
stima: 9.000/10.000 €

L’ipotesi è suggestiva, forzata certo. Ma questo treno, dipinto dal più boccioniano dei Futuristi della seconda ora, e, soprattutto, l’anno, in cui è stato disegnato e colorato. sono potenti stimolatori della fantasia storica. L’anno è il 1917. Un treno tedesco parte da Zurigo il 27 marzo 1917, su tre vagoni salgono una trentina di russi tra cui Lenin, la moglie Nadežda Krupskaja, l’amante Inessa Armand, Karl Radek, Grigorij Zinov’ev, . Il treno attraversò la Svizzera, la Germania, la Danimarca, la Svezia, la Finlandia e poi arrivò alla stazione “Finlandia” di Pietrogrado il 4 aprile. Lenin, aiutato dai tedeschi interessati dal creare il caos sul fronte nemico della Grande Guerra, rientrava in Russia dopo 17 anni di esilio. Il treno di Lenin. Forse proprio quello immaginato da Iras (ovvero Roberto Marcello Baldessarri)? Azzardato, lo ammetto. Come poteva prevedere l’artista cosa sarebbe accaduto allo zar con l’arrivo del treno? O forse le notizie viaggiavano veloci sui binari della storia? Resta, comunque, con il suo binario di domande, l’olio magro che andrà in asta 9 giugno nella sciccosa asta 864. Bella storia. Da appendere.

In buca d’anima


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DANIELE FISSORE [Savigliano (CN) 1947 – Savigliano (CN) 08/03/2017]
Campo da golf a Primrosehill, Londra, 1984
olio su tela 50×80 cm, firma in basso a sinistra, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto. base d’asta: 1.000 €
stima: 2.000/3.000 €

Il paesaggio, il cielo, la terra, il silenzio. Riportare tutto questo in pittura è utopico. Per gli artisti spesso è stata versione dolorosa. Daniele Fissore vorrebbe possedere, abbracciare il tutto, ma il suo unico mezzo è quello interpretativo, della pittura. La sua cultura è quella pagana della contemplazione del visibile. Fissore racchiude la “scena”, la estrae dal suo contesto, la forza nella sua “irrealtà” reale. Noi non sappiamo quale sia il vero compito dell’artista, quale sia il suo “mandato”. Possiamo intuire, invece, la sua scrittura, leggere tra le maglie del colore il messaggio. La scrittura sottile di Fissore lascia apparire particolari naturali che vivono grazie alla fissità della luce. La sua figuraticità apre al cielo e dal cielo ridiscende come antica benedizione per la Terra. Questa di Fissore è luce fatta di contrappunti cromatici. E’ un pittore nato con il senso del colore e dell’infinità dello spazio “.

Domenica 9 giugno, asta 864. Il ricordo di un artista e del suo gioco.