Crippa e il complotto

Ormai lo sappiamo. Non siamo mai arrivati sulla Luna. Gli americani dal 1969 in poi hanno organizzato un circo mediatico-deviazionista che ci ha fatto credere che la Luna esiste e che la Terra ruota attorno al sole. Le Galassie, i pianeti, le nebulose, i quazar: tutte balle. La terra è piatta.

Ci si chiede, a questo punto come un artista come Roberto Crippa credesse a queste panzane. Faceva lo spazialista, il Crippa: eppure, da pilota d’aereo, doveva vedere che l’orizzonte è una finzione e che volando volando si arriva alla fine del Mondo. Lui, nel 1971, arrivò alla fine della sua vita. E in quell’anno si ostinava ancora a sognare mondi lontani e a dipingere come sapeva (utilizzando il sughero come fosse un colore a tre dimensioni) un quadro come quello che andrà in asta a Vercelli il 12 giugno (asta 2668). Lo ha intitolato il Lem, ovvero il trabiccolo che, raccontavano, portava gli astronauti e i loro mezzi dall’Apollo in orbita al suolo lunare.

Balle…come è una finzione scenica la foto di quel luglio 1971 in cui si vede un astronauta con la macchinetta utilizzata per far credere che si possa muoversi su una cosa che non c’è. La terra è piatta, la luna e il sole sono lampadine che accedono e spengono gli gnomi della sera e quelli del giorno. Crippa svegliati!

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ROBERTO CRIPPA [Milano 07/05/1921 – Bresso (MI) 19/03/1972]
Il Lem, 1971 tecnica mista, collage e sughero su tavola 97×130 cm, firma, titolo e anno al retro, certificato di provenienza dalla Collezione Bruno Giraldi, Galleria Giraldi (LI) allegato, entro cornice a teca in plexiglass e alluminio.
base d’asta: 6.000 €
stima: 10.000/12.000 €

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