Kolář

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JIRI KOLAR [Praga 24/09/1914 – Praga 11/08/2002]
Senza titolo, 1970 intercalage 27×17 cm, sigla e anno in basso a destra, opera registrata presso l’Archivio Jiri Kolar (Lecco) come da certificato allegato, certificato di autenticità della Galleria ArtAntide, Verona (con titolo “L’elencoubert et la placa”), timbro e firma per autenticità e provenienza con timbro della Galleria Accademia Torino su stampa fotografica A4.
senza riserva stima: 1.000/2.000 €

Sabato 7 settembre asta 2682 di Meeting Art

“F igura a più contorni, Jiří Kolář è poeta e pittore, personaggio di spicco in quella Praga che non cessa di stupirci per la forza con cui affronta i nodi più rischiosi della cultura e della società d’oggi. E non cessa di stupire anche per il senso vitale con cui le armi della poesia e della pittura sono impugnate senza odor di museo e di restaurazione culturale. Da questo libro, la figura di Kolář vien fuori completa: c’è il poeta, tradotto con abbondanza e narrato da Ripellino nel suo saggio d’apertura, e c’è il pittore, in una ampia serie di tavole. Che poi i due poli (tra poesia visiva, i vari modi di usare il collage con un confronto di linguaggi per nulla fantastico e surreale e invenzione d’oggetti) non siano lontani e anzi si fondano e si confrontino di continuo, è il senso del lavoro più autentico di questo artista. La materia di ambedue è la realtà più immediata e drammatica, la città, iframmenti di vita, i residui di quanto la storia vien triturando sulla pelle di tutti. È da dentro questa ma-teria che nasce un risentimento di temi, di confronti, di riferimenti continuo, proliferante e preciso come l’opera di uno storico che non si lascia sfuggire alcun documento. Come osserva Ripellino, «il lavoro di Kolářrassomiglia a un’azione teatrale spartita in due tempi antitetici. Vien prima la distruzione: egli àmputa, sgrétola, ciàncica atlanti, partiture, messali, vocabolari, vignette di rotocalchi, dipinti di grido. Segue quindi il pacato processo di rincollatura, la flemmatica manipolazione, che conferisce agli scritti ed ai quadrismembrati un nuovo valore semantico. Le immagini, martoriate da sfregi e brancicature, si ricompongonocome vedute distorte di un universo sbagliato” (Angelo Maria Ripellino)

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