Archivio mensile:agosto 2019

Mistero

1

MARIO RACITI [Milano 19/04/1934]
Mistero (Mystery), 2000
pastello secco su cartoncino 36×51 cm, firma e anno in basso a destra.
Bibliografia:- “Raciti, I pastelli”, a cura di Marco Goldin, Linea d’Ombra Libri,.
senza riservastima: 1.000/2.000 €

Mistero, è il primo lotto della nuova stagione d’asta a Vercelli (asta 2682). Metà lotti dipinti o scolpiti, metà lotti da sistemare al polso per chi è ancora curioso di guardare l’ora sul braccio. Mistero. Un pastello, secco, di Raciti. Più presenze che assenze (tipiche dei primi lavori del maestro). Anzi, una presenza che cerca di farsi largo nella materia, creando pressione, evidenziando il proprio agitarsi. Un uomo disperato in cerca di un approdo o un sinistro figuro che vuole riapparire sulla scena. Mistero. Come il mercato dell’arte.

Di che segno sei?

23 HANS HARTUNG [Lipsia 1904 – Antibes 1989]
G 16, 1953 acquaforte acquatinta su carta Arches 65,5×50 cm (lastra 41,5×32,7 cm.), esemplare 28/75, firma in basso a destra, tiratura in basso a sinistra, etichetta della Galleria La Bussola (Torino) al retro, opera registrata al n. RMM 75 presso il Catalogue Raisonné Hans Hartung, Les Estampes, Rainer Michael Mason. Bibliografia:-“Gravures Originales”, Editions Lacouriere-Frelaut, Paris, pagina 47.
base d’asta: 500 € stima: 1.500/2.000 €

Nell’asta 2682 del 7 settembre di Meeting Art ci sarebbe da fare un serio pensiero su questo lotto. 1953. Hartung ha quasi 49 anni. Ha metabolizzato e trasformato in una devastante potenza creativa la mutilazione subita in guerra da eroe (una gamba persa sul fronte africano per salvare un commilitone). Hartung è nella Legione Straniera, quella degli artisti che combattono al soldo dell’arte senza compromessi e contaminazioni edonistiche. Hartung usa il segno come scrittura del proprio pensiero, l’ortografia è quella di un equilibrio interiore che gli evita di confondere nel graffio-segno lo scarabocchio nervoso di un uomo che ha un conto in sospeso con il destino. In un’acquaforte, dove il bulino ti obbliga a non sbagliare il concetto che vuoi eprimere, questo segno definitivo emerge in tutto il suo valore sementivo. E’ il dna di Hartung. Lo lasciamo lì?

Rimini, Rimini

76a

LUCA GIOVAGNOLI [Rimini 1963]
Lungomare, 2006 olio su tela 80×100 cm, firma in basso a destra, titolo, firma e anno al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto, opera priva di cornice.
senza riserva
stima: 1.000/2.000 €

Se non è accaduto (ma dubito), quest’opera in asta il 7 settembre nell’asta 2682 alla Meeting Art di Vercelli , il riminese Luca Giovagnoli (bravo più di tanti bravi, inteso anche in senso manzoniano, della pittura) l’ha dipinto canticchiando una canzone così…

Proprio io che son sopravvissuta a tristi tropici
da turista mi ritrovo persa di un amore italiano
casa mia
e proprio io che ho masticato cento lingue esotiche
spiccico si e no sciocchezze innamorate sull’adriatico
colpa tua
rimini
come è straniera quest’aria di mare
rimini sembra africana l’italia orientale
rimini
mi sembra l’africa
rimini
come ouagadougou
forse l’africa era un sogno l’equatore passa di qui

Lu Colombo 1985

Venezia che muore



16a
VIRGILIO GUIDI [Roma 04/04/1891 – Venezia 07/01/1984]
Bacino di S.Marco acquerello su carta Fabriano 35×46 cm, firma in basso a destra, dichiarazione d’autenticità dell’artista datata 28.7.1983 su foto.
base d’asta: 500 € stima: 1.500/2.000 €



Dicono gli storici che dobbiamo ringraziare Attila se il sogno è cominciato, ma dovremo magari, prima o poi, prendere a male parole i crocieristi low cost, last minutes, vado in vacanza come fanno i ricchi anche se sarebbe più bello farmela da poveri, se quel sogno finirà. I futuri veneziani cacciati da Aquileia, bruciata dagli Unni, arrivarono sulle isole della laguna e lì fondarono la loro città impossibile. Quella città, ora, soffocata dai turisti: un pensiero stupendo sporcato dagli inchini fumo e combustibile dei transaclantici.

Questo dipinto in asta il 7 settembre alla Meeting Art, Virgilio Guidi l’ha dipinto un anno prima di morire. Un acquerello, uno dei tanti acquerelli e tante tele che il mercato gli chiedeva. Era comunque Venezia, un souvenir d’arte. Quello che, però, rende unico questo lavoro è il pensiero di un artista che vedeva galleggiare nello spazio la sua Venezia. Rarefatta come il sogno che l’aveva creata.