Precursori e cursori

Nella ricostruzione forografica due lavori di Griffa e Nigro (le proporzioni sono cinematografiche…)

Dicono che Mario Nigro sia stato un precursore della stagione analitica ovvero il periodo in cui Giorgio Griffa (l’altro autore di cui si occupa questo post) iniziò a appendere al muro tele di juta. Solo puntine, niente appendini perchè non c’erano cornici. La superficie pittorica nuda e cruda in quella ricerca di essenziale dell’arte che non poteva più farsi ingannare dalla radica ai bordi e dai colori sgargianti su tele ben preparate per accogliere l’inganno. Il grado zero della pittura, un nuovo inizio. Graffiti rupestri di una nuova preistoria in attesa di un’altra storia.

Mario Nigro la nuova storia l’aveva già iniziata almeno 20 anni prima che Griffa iniziasse la sua svolta. Nigro non ragionava di pittura, ma di spazio nella pittura. Il suo problema non era reinventare uno strumento per fare pittura, pittura , ma quello di comunicare con la pittura una possibile interpretazione dell’oltre il sensibile, seguendo la rotta su cui stava muovendosi anche Lucio Fontana.

Prendete con beneficio di massimo inventario questa riflessioni su Griffa e Nigro (che andranno in asta, la 865, a ottobre) e non seguite il mio istinto che mi spinge a ritenere sbagliata la definizione di precursone analitico per Nigro. io , come molti di voi, ascolto pittura e non so leggere a fondo il pentagramma.

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