Poi c’era Dova

L’amico “Colla” (paziente seguitore di questo blog) mi segnala una mostra. Questa, come da nota stampa: “Dal 9 febbraio all’11 aprile 2021 presso la Casa Museo Boschi Di Stefano di Milano (via Giorgio Jan 15) è allestita la mostra La prima stagione di Gianni Dova interamente dedicata a Gianni Dova (1925-1991), uno degli artisti meglio rappresentati all’interno della collezione.Le opere esposte sono una concreta testimonianza di quale profondo rapporto abbia legato, sin dagli anni quaranta del Novecento, Antonio Boschi e Marieda Di Stefano e il giovane ma già promettente pittore, romano di nascita e milanese di formazione. Sin dal 1945, per una decina d’anni, la coppia di collezionisti acquistava opere dell’artista, raccogliendo un importante nucleo di lavori, tra tavole, tele e carte, che restituiscono perfettamente i caratteri di quella prima produzione, nella quale Dova rielaborava il modello del linguaggio picassiano, incarnato soprattutto da Guernica, dapprima in linea con il postcubismo imperante nella Milano postbellica, accentuando intonazioni di marca espressionista, poi coniugandolo conl’interesse per la poesia di Klee, l’estro surreale di Mirò, fino a raggiungere esiti in cui già si evidenzia quella vena surreale che animerà sempre il suo fare

Dova. Gli splendidi anni Cinquanta che io, nato nel 1960 esatto, ho percepito solo dalle narrazioni di genitori e loro amici.  Bello sarebbe, essere l’io di oggi nell’allora. Muovermi a Milano, da curioso dell’arte, tra spazialisti, nuclearisti, postcubisti e concettuali informi. Senza i social, ma con i bar dove incontrare gli artisti in un mondo che voleva ricostruirsi, forse migliore. Chissà…

E poi la pittura di Dova, amata dall’amico Colla. Surreale per scelta, Dova non per moda. Doveva essere un tipo serio questo pittore che diceva  di non divertirsi affatto nel dipingere, ma di voler tendere alla fine, al senso di quello che stava facendo. Gente così non la affidi alla moda del momento, al mordi e fuggi del mercato. Genbte così la cerchi perchè vuoi essere un po’ come loro. Collezionare arte non (solo) per divertimento (/investimento), mama per cercare un significato a quello che cerchi nella vita attorno.  

L’opera sotto è nell’asta 888 di Meeting Art.

GIANNI DOVA [Roma 08/01/1925 – Pisa 14/10/1991]
Arena, primi anni ’60olio su tela 70×60 cm, firma in basso sulla sinistra, firma, titolo, timbri della Galleria Rotta (GE) ed etichetta della Mostra Mercato Nazionale d’Arte contemporanea, Firenze, Palazzo Strozzi (23 marzo-28 aprile 1963) al retro, etichetta per autenticità e provenienza e timbro di Sant’Agostino su foto.
base d’asta: 8.000 € stima: 14.000/16.000 €

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