Anatomie domestiche

Nell’indagine dell’uomo e dei suoi oggetti ho utilizzato sia la scultura che il disegno perché sono tecniche usate anche per la rappresentazione scientifica. Simulando la realtà ho riprodotto oggetti scarnificati, richiamando l’antica tradizione in cera dei corpi plastinati. Quindi in modo descrittivo ho rappresentato in scultura i tessuti della carne, al pari di una tavola anatomica, e con il disegno, invece, ho imitato i volumi scultorei della materia esposta. La scelta nel descrivere le funzioni anatomiche con tale verosimiglianza serve a far slittare facilmente nella realtà l’oggetto creato, se pur esso sia improbabile e surreale, dando vita così ad un cortocircuito”. (da una conversazione con Simone Russo pubblicata su Juliet, contemporary art magazine del 29 ottobre 2018).

Simone Racheli, fiorentino di nascita, rimette le cose a posto: non sono gli uomini che diventano macchine, ma sono le macchine-utensile che si fanno carne, incastrate come sono con la nostra vita quotidiana. Le cose di casa e noi: gli oggetti e i soggetti. A cui di colpo diamo vita pensante (come è accaduto a me che, ieri, pretendevo che il mio pc accelerasse l’elaborazione dando un cazzotto al video). Pensieri intriganti da quest’opera in asta sabato 28 febbraio nell’asta 888 di Meeting Art. Con questa scheda:

SIMONE RACHELI [Firenze 1966]
Frullatore, 2007 scultura in materiale plastico, cartapesta e cera 31x8x7,5 cm, opera non firmata, dichiarazione di autenticità dell’artista ed etichetta della Galleria Astuni, Pietrasanta (LU) su foto. base d’asta: 500 € stima: 1.500/2.000 €

Nell’indagine dell’uomo e dei suoi oggetti ho utilizzato sia la scultura che il disegno perché sono tecniche usate anche per la rappresentazione scientifica. Simulando la realtà ho riprodotto oggetti scarnificati, richiamando l’antica tradizione in cera dei corpi plastinati. Quindi in modo descrittivo ho rappresentato in scultura i tessuti della carne, al pari di una tavola anatomica, e con il disegno, invece, ho imitato i volumi scultorei della materia esposta. La scelta nel descrivere le funzioni anatomiche con tale verosimiglianza serve a far slittare facilmente nella realtà l’oggetto creato, se pur esso sia improbabile e surreale, dando vita così ad un cortocircuito.

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