Tutti gli articoli di Fabrizio Guerrini

Informazioni su Fabrizio Guerrini

Born in 1960

La storia è questa…

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ROBERTO BARNI [Pistoia 30/09/1939]
Lotta insanabile, 1985
olio su tela 200×250 cm, firma, titolo e anno al retro, dichiarazione d’autenticità di Cristiano Ragni su foto.
base d’asta: 3.500 €stima: 7.000/8.000 €

Roberto Barni è pittore “colto”, ma senza essere stato ufficialmente convocato nelle squadre dei Pittori Colti e degli Anacronisti che, nel corso degli anni Ottanta, indicavano altre (e per me) più intriganti strade per il ritorno alla pittura, dopo l’orda-orgia concettuale, che non fosse la Transavanguardia Bonitolivista. Berni è un sognatore e sogna in grande. Mi affascina il fatto che, spesso, l tele proposte in asta abbiano dimensioni bibliche rispetto alle proporzioni dei nostri appartamenti presi con il mutuo a tasso variabile. Mi affascina che dipinga sogni che hanno un retroterra mitologico e filosofico. Mi affascina che dipinga…

Raccontamela…

«Il poeta e il pittore pensano entrambi con immagini visive: la memoria è un’arte che suscita una dimensione in cui il ricordare diventi vedere». Scrive Emilio Tadini in un suo foglio di appunti. I fogli sparsi di un distratto dalla vita e dal pensiero sono fogli qualunque.

I fogli sparsi di un uomo attento alla vita e ai pensieri, come fu Emilio Tadini, messi insieme formano un Codice di geometrie esistenziali (come ci canterebbe Battiato). Tadini non scriveva, Tadini non dipingeva. Tadini raccontava le cose che vedeva. E la visione, a queste latitudini, prescinde dalla retina si giova meglio dell’anima. Nell’asta 869 di novembre alla Meeting Art di Vercelli c’è una di queste storie scritte con i colori, da leggere guardandole. Non con la retina.

La fisica di Merz

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MARIO MERZ [Milano 1925 – 09/11/2003]
Onda d’urto, 1987china su carta 41,9×14,8 cm, firma, titolo, anno e località (Museo di Capodimonte) al retro, opera registrata presso l’Archivio Merz (TO) al n° 2153/1987/CT come da dichiarazione su foto.
Bibliografia:-“Mario Merz, Onda d’urto, Un’opera di Mario Merz al Museo di Capodimonte”, a cura di Bruno Corà, Edizioni Electa (NA), 16 aprile – 31 agosto 1987, pagina 18.
base d’asta: 3.000 €
stima: 6.000/7.000 €

Nell’asta 869 si prendono appunti nell’ora di fisica. Si tratta di un prezioso progetto dell’omonima installazione del Museo di Capodimonte. Merz è fisica del pensiero.

Pensare aerodinamico

Sabato 23 novembre in Meeting Art, arrivati al lotto 50 ci si dovrebbe fermare per immaginare come sarebbe il nostro mondo se il pensiero si facesse aerodinamico. Se la sequenza dei nostri ragionamenti si facesse filante, adatta a scivolare più agilmente tra le complessità e gli attriti dei problemi che ogni giorno ci rendono più lenti del giorno prima. Credo che il buon Gianni Piacentino, che io tranquillamente metto tra i 10 artisti di cui non dovrei assolutamente fare a meno disponendo di una liquidità adeguata alla bisogna, abbia ragionato di questo creando questo suo lavoro.

50

GIANNI PIACENTINO [Coazze (TO) 1945]
Small rhodium race, I, 1992 painted rhodium-plated brass 3,2x34x3,2 cm, titolo, firma e anno al retro, dichiarazione d’autenticità dell’artista su foto, entro teca in plexiglass.
base d’asta: 5.000 €
stima: 9.000/10.000 €

Arredoballa

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GIACOMO BALLA [Torino 18/07/1871 – Roma 01/03/1958]
Motivo per mattonella, 1925 ca.
tempera su carta pesante 19,9×19,7 cm, firma in basso al centro, titolo, anno, etichetta della Galleria “La Nuova Pesa” (Roma) al retro, certificato delle Gallerie Orler allegato, opera registrata presso l’Archivio Giacomo Balla a cura della dott.ssa Elena Gigli come da dichiarazione su foto. base d’asta: 15.000 €
stima: 27.000/30.000 €

Il Futurismo è il movimento d’arte che, se non fosse stato zavorrato da una pur forzata e forzante interpretazione ideologica, sarebbe stata la più importante corrente d’arte e cultura del secolo breve. La Ricostruzione futurista dell’universo, testo teorico firmato da Giacomo Balla e Fortunato Depero nel 1915 è la testimonianza della vocazione internazionale del Futurismo, gettando le basi di quello che sarà il Costruttivismo russo di Tatlin, il De Stijl olandese, alla celebre Bauhaus tedesca. Bauhaus ovvero una riprogettazione dello spazio vitale quotidiano: design per arredare la realtà che circonda l’individuo. Sedie. mobili , oggetti. Alle pareti non ci starebbero male le piastrelle di Balla (il bozzetto va in asta il 20 novembre nella 869 di Meeting Art).

Di cosa stiamo parlando?

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ERCOLE PIGNATELLI [Lecce 28/04/1935]
Visita all’ammalato, 1954
olio su tela 170×100 cm, firma e anno in basso a destra, anno e località (MIlano) al retro.senza riserva
stima: 2.000/3.000 €

Era il mattino del 20 novembre del 1953 quando, da Lecce, dove era nato il 28 aprile 1935, Ercole Pignatelli, arrivò in treno alla stazione di Milano. Aveva solo 18 anni e poche lire in tasca, guadagnate con i quadri venduti alla mostra organizzata dal nonno, stimato medico della città salentina. Pioggia, fuliggine, grigiore, freddo che ti entra nelle ossa. Poi la visione di quello striscione dell’esposizione di Picasso, la prima a Milano, che era iniziata a settembre ed era stata prorogata fino a dicembre. .. (dal sito Terre di Corillo). Un anno dopo il giovin pittore si cimenta nel dipinto che va in asta martedì 22 ottobre nella 2690 di Meeting Art.

Non so dire se questo dipinto, dalle dimensioni di pala d’altare, sia più Picassiano, periodo blu o realismo esistenziale (florido nella figurazione milanese e lombarda di quegli anni). Pignatelli intanto ricorda: Nel pomeriggio ho trovato una stanza in affitto in via Formentini n.5 e la sera stessa mi sono imbattuto nel Bar Jamaica. Lì ho conosciuto Lucio Fontana che mi ha presentato Milena Milani, famosa scrittrice. Lei a sua volta mi ha introdotto a Carlo Cardazzo, divenuto poi il mio mercante… E poi Salvatore Quasimodo, Ugo Mulas, il primo a farmi dei ritratti fotografici, Piero Manzoni, Roberto Crippa…  (sempre dl sito Terre di Corillo).

Di cosa parliamo? Di una pittura che non c’è più, forse. E di un vago retrogusto di nostalgia. Un mondo povero, ma non di idee.

Un altro bel film

Guido Biasi è morto nel 1982 a 49 anni. Come gli Artisti dotati di A maiuscola, scomparsi prima di un prima, avrebbe ancora avuto tanto da dire con tele e colori. Storie da raccontare. Come questa sull’insonnia che si snoda tra trame surreal-baconiane e rimandi alle grottesche pompeiane e tardo rinascimentali (la sua cifra stilistica che lo rende diverso da tanti). L’opera, proiettata nel cinema immaginario del blog, è questa a seguire, proposta in asta domenica 20 nella 865 di Meeting Art.

GUIDO BIASI [Napoli 05/07/1933 – Parigi (Fra) 09/01/1983]
Hisoire de l’insomnie, 1964olio su tela 82×117 cm, firma e anno in basso a destra, titolo, firma, anno ed etichetta Auslander Gallery New York al retro.
base d’asta: 1.000 €
stima: 2.000/3.000 €

Salvare o salpare l’arte?

Oggi, sabato 12 ottobre (bè un veliero è un’icona ad hoc…) ero alla fiera dell’arte di Verona. Ho pagato biglietto intero. La prima volta che accade: accrediti azzerati, biglietti omaggio assenti e, per somma di sfiga, ho dimenticato a casa la copia della registrazione che mi dava diritto a 5 euro di sconto. A ben pensarci, potevo ricordare alla sorridente signorina alla cassa di verificare la mia registrazione , togliendola dalla sorpresa di aver trovato un visitatore a prezzo intero. Meglio così, sono entrato in fiera libero da obblighi reverenziali…

Quadri, tanti, ma con la sensazione epidermica (e quindi fuorviante) di un dejavù (le solite cose al solito posto). Poi incrocio il mio sguardo con il Veliero e non lo stacco più. Diciamo un 100×70 (anche qualcosa in più) su lamiera. Pino Pascali. La trama di sfondo è purissima astrazione che richiama le atmosfere delle opere di Toti Scialoja (di cui Pascali fu allievo all’Accademia di Roma) Davanti a quel cielomare astratto , si staglia naviglio onirico . Bello questo mare e chi lo naviga.

Un giovane collezionista sta osservando il Veliero, accompagnato nel suo viaggio dal gallerista (il signor Frittelli della galleria che archivia i Pascali e da cui si attende il catalogo generale dell’opera). Io mi insinuo nel discorso,: Pascali mi piace, il discorso pure. Il giovane collezionista annuisce incuriosito alle notizie su Pascali: un geniaccio morto troppo giovane per diventare un grande vecchio… un fuori quota, un fuori scala. Uno che viveva di bozzetti televisi e che interpretava l’arte nel modo più puro, quella della pura ricerca. Nel territorio dei sogni. Poi la domanda…

“Ma con tante nuove proposte che si vedono anche negli altri stand, non è che fra qualche anno questi nomi del passato, saranno dimenticati e non sarebbe comunque il caso di investire sull’arte di domani?”. Belle domande. Epocali per chi si diletta di arte vista e appesa in casa. Il gallerista la prende, secondo me, dalla parte più insolita. E direi vincente. “Quello che dobbiamo chiedere all’artista, giovane o vecchio che sia, è che cerchi di rappresentare la verità. Quella del suo tempo”. Pascali lo ha fatto. Nato con la guerra, giovane negli anni della ricostruzione e del boom. Sogni e Carosello. Cose da raccontare con scientifico e poetico distacco. Tante giovani promesse , viste a Verona, non sembrano raccontare le cose con la stessa efficacia. Pascali non è poi così vecchio…

Ma, a quel punto, nel discorso davanti al veliero, io ho pure azzardato una sentenza: “Non credo che il compito di un collezionista sia quello di salvare il fare arte di ieri o di domani, quanto quello di salvare i propri soldi, salvando la coerenza delle nostre scelte d’arte nel rapporto con la storia dell’arte”. Per me, Pascali risponde a questi requisiti. Che poi il Veliero fosse cosa lontanissimo dalle mie tasche, è un’altra questione. Non sto salvando l’arte. E neppure salpando…

Piumati, Battiato e Leonardo

A sinistra il giovane Giovanni Piumati e a destra…bè fate voi

Si può leggere questo post ascoltando Battiato e in particolare “sorseggiando” questi versi

Volano gli uccelli volano
Nello spazio tra le nuvole
Con le regole assegnate
A questa parte di universo
Al nostro sistema solare

Poi magari si dà un’occhiata a questo lotto, in asta domenica 13 ottobre alla Meeting Art (asta 2688, mattutina dalle 10 dedicata a opere del XIX secolo e affini). Un dipinto che trasuda buona/ottima pittura che fu, in una stagione che generava e alimentava divinità del Divisionismo, del Futurismo e del futuro Cubismo, magari oscurando altre divinità che, dal paesaggio di genere, facevano balenare i prossimi percorsi della metafisica.

Ultimi faggi, 1903 pastelli su cartoncino 40×55 cm, firma in basso a destra, titolo e anno in basso a sinistra. Bibliografia: -“Il valore dei dipinti dell’ottocento e del primo novecento”, XXIX edizione (2011-2012), a cura di Giuseppe Luigi Marini, Umberto Allemandi & C., Torino, pagina 613.

Ecco dunque, Piumati che all’Accademia Albertina di Torino, fu allievo, dal 1872 al 1876, di Antonio Fontanesi eccellendo nella pittura di paesaggio. Piumati, oltre che bravo (qualcosa anche di più…) pittore, si dedica anche agli studi umanistici: si laurea anche in lettere e in filosofia. Diventa uno degli artisti-icona del Circolo degli Artisti di Torino oltre che socio onorario della stessa Accademia Albertina. Tra i suoi collezionisti personalità importanti e istituzioni eccelse come Casa Savoia e il Museo Civico di Torino . Dal 1879 al 1889, Giovanni Piumati è incaricato del corso di lingua italiana e filologia al Conservatorio di Musica di Colonia, dove ha come allievo il futuro kaiser Guglielmo II. E qui spunta un’altra qualità di Piumati che viene messa in luce in un illuminante post sul blog Piemonteis (Piemonti e Piemontesi) che suggerisco caldamente di leggere (www.piemonteis.org: digitando Piumati): Piumati si dimostra appassionato studioso sull’opera di Leonardo che può approfondire grazie al principe russo Théodore Sabachnikoff, suo allievo al Conservatorio. Il risultato è la pubblicazione del Codice sul volo degli uccelli, del Codice dell’Anatomia (Fogli A e B della Biblioteca Reale di Windsor e quelli del British e del South Kengsington Museum di Londra) e del monumentale Codice Atlantico della Biblioteca Ambrosiana di Milano.

Piumati, Leonardo, il volo degi uccelli: da qui il titolo del Post e la canzone da sentire.

Un bel film

Questo GIANFRANCO BARUCHELLO  (Senza titolo, 1971 disegno a china su cartone 50×70 cm, certificato di autenticità a cura della Fondazione Baruchello (Roma) allegato. Bibliografia: Carte italiane, opere su carta dal 1950 al 2000 della Collezione “CartaSi” pagina 61. base d’asta: 6.000 )è stato aggiudicato in carrellata nell’asta 865 di Meeting Art. Baruchello è un grande regista. Gira solo bei film. Certo, concettuali, criptici, ma di quel criptico che puoi cercare di decriptare. Rebus con la soluzione da scrivere. Chi se lo guarda in casa non sarà mai certo di conoscere la fine.